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Elezioni Portanuova / Viale Pindaro

La città va al voto e l'università presenta il progetto per realizzare la "Cittadella degli studi" attesa da trent'anni

Le linee guida le hanno messe a punto i dipartimenti politecnici su incarico del senato accademico: non serve nessuna delocalizzazione, viale Pindaro ha tutte le carte in regola per avere il nuovo Campus e si guarda con interesse all'ex caserma Di Cocco e il suo parco oltre a quella dei vigili del fuoco: perderla, sostengono i dipartimenti, sarebbe un errore

A poche ore dall'apertura dei seggi elettorali per l'elezione del nuovo sindaco (8 e 9 giugno) anche l'università e nello specifico dei dipartimenti dell'area Politecnica intervengono illustrando quello che, a loro parere, dovrà essere il futuro del polo di viale Pindaro per il quale da ben tre decenni, sottolinea nella relazione di presentazione il professor Paolo Fusero (professore ordinario di Urbanistica del dipartimento di Architettura), si avanzano ipotesi, ma senza che si sia giunti mai a concretizzarne uno.

L'idea è quella di una “Cittadella degli studi” messa a punto nelle sue linee guida dai dipartimenti di Architettura e InGeo incaricati dal senato accademico di dare il contributo così da predisporre le azioni propedeutiche agli atti amministrativi e cioè, ad esempio, protocolli d'intesa e bandi di gara.

Per i dipartimenti non è serve alcuna delocalizzazione (va ricordato in questo senso il progetto calato sull'ex Cofa), viale Pindaro e ciò che la circonda ha tutto ciò che serve per creare la Cittadella sebbene timori si abbiano sull'attuale caserma dei vigli del fuoco che, a medio e lungo termine, si vorrebbe inglobare nel progetto o resterebbe un tappo allo sviluppo del polo universitario. Un timore legato anche al fatto che la Provincia ha messo tra i beni alienabili l'edificio.

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L'università è cresciuta: è cresciuta nei numeri di corsi, studenti, laboratori specialistici, centro di ricerca e attività, ma a non crescere è stata proprio la “fisicità” dell'università in senso esterno e interno perché il progetto della Cittadella guarda proprio a un potenziamento di spazi esterni e interni. Un'esigenza che, sottolinea Fusero, è condivisa da tutto il corpo accademico.

Il primo passo sarebbe dunque quello dell'ampliamento e la riqualificazione. Il secondo quello dell'acquisizione della caserma dei vigili del fuoco del cui spostamento si parla pure da decenni, e dell'ex Caserma Di Cocco.

L'ampliamento e la riqualificazione per arrivare a realizzare la Cittadella

Nelle linee guida messe nero su bianco dai dipartimenti l'ampliamento deve avvenire nelle aree pubbliche di proprietà attigue al polo Pindaro e passa per la realizzazione di un nuovo edificio per le attività dell’area politecnica e dei nuovi laboratori di ricerca sperimentale, la realizzazione di un’aula magna a beneficio di tutti i dipartimenti e la realizzazione di una nuova biblioteca centrale che diventi l’elemento iconico e identificativo del polo universitario, che sia dotata di mediateca, caffetteria, sale riunioni, spazi per lo studio per gli studenti, spazi interni di connessione, nuovi spazi pubblici all’aperto e così via, spiega Fusero nella relazione.

Quindi gli interventi di riqualificazione con cui si prevede la realizzazione di spazi aperti e di spazi di connessione interni dell’edificio e cioè le entrate lato Architettura e lato Economia, e gli spazi tra il “corridoio” verde in fase di realizzazione e il retro del vecchio Pindaro. Si prevedono anche interventi sulle facciate per l’efficientamento energetico e per limitare l’impatto visivo e acustico degli impianti termici di recente installazione. “Una volta realizzati i nuovi edifici sul retro dell’edificio Micara, il blocco A del Polo esistente (occupato attualmente da Architettura e Ingegneria) potrà essere ristrutturato in base alle specifiche esigenze degli altri Dipartimenti pescaresi che lo occuperanno”, prosegue Fusero.

Caserma dei vigili del fuoco e ex caserma Di Cocco

In un ragionamento medio-lungo i due edifci potrebbero rappresentare il passo verso la “cittadella universitaria aperta” possibile, rilevano i dipartimenti, co un accordo tra amministrazioni pubbliche con l'ipotesi di realizzarvi una casa dello studente e anche un incubatore di impresa per start up e spin off ottenuto dalla ristrutturazione della caserma Di Cocco e del suo parco pubblico.

L'intoppo potrebbe essere, come detto, la decisione della Provincia di alienare la caserma dei vigili del fuoco e se l'occasione fosse persa “si compirebbe un duplice errore.  In primo luogo, si ridimensionerebbe l’idea di 'cittadella universitari'” aperta alla città, che renderebbe maggiormente competitiva l’università e rilancerebbe tutta l’area di Porta Nuova – rilevano i dipartimenti -.  In secondo luogo, i primi a essere penalizzati dalla localizzazione attuale, sono proprio i vigili del fuoco perché in una città di 120mila abitanti, su cui giornalmente ne gravita il triplo, la caserma deve essere posta in una posizione baricentrica e soprattutto in diretta connessione con gli svincoli della viabilità veloce”. Attualmente insomma, si trova in una posizione con caratteristiche esattamente opposte.

Il contributo dei dipartimenti di area Politecnica

Diversi i contributi che i dipartimenti danno e sono pronti a dare per realizzare il progetto che ora sembra davvero possibile anche perché l'attuale rettore Liborio Stupia e i suoi prorettori, rileva Fusero, hanno “preso in mano una situazione che negli anni si era arenata”, comprendendo “l’importanza (non solo tecnica, ma anche strategica) di coinvolgere il dipartimento di Architettura e di Ingegneria nella definizione del nuovo Campus Pindaro”.

Rientra in questa visione dunque la Summer School che da anni coinvolge una cinquantina di studenti del quarto e il quinto anno del corso di laurea di Archiettura cui si chiederà di lavorare a quella cittadella definendone la visione utile alla sua trasformazione. Lavori che poi saranno presentati pubblicamente.

Altro tassello quello della piattaforma di ricerca multidisciplinare per cui si chiede a tutti i docenti dell'area politecnica di dare il loro contributo specialistico ad una ricerca multidisciplinare sull’innovazione dei campus universitari con i risultati da raccogliere in una pubblicazione scientifica.

Infine i “laboratori di laurea” per la definizione del Master Plan ovvero dell'ipotesi progettuale vera e propria della Cittadella che dovrà dunque essere oggetto di tesi di laurea.

Fatto tutto questo, sottolinea ancora Fusero, si potrà procedere al bando di gara per la predisposizione del Progetto di fattibilità tecnico economica (Pfte) che deifinirà opere e importi.

“Così facendo – rileva il professore – l'università potrà iniziare un’attuazione per stralci funzionali, ogni qualvolta il nostro bilancio ce lo consentirà o ricorrendo a finanziamenti straordinari, avendo ben chiaro il disegno finale da perseguire.  Sempre in ottemperanza del nuovo codice degli appalti, si potrà poi elaborare il progetto esecutivo”.

Nell'attesa di partire resta la necessità di avere una nuova biblioteca che potrebbe essere realizzata con un piccolo investimento, rilevano infine i dipartimenti, potrebbe essere realizzata nell'edificio delle segreterie degli studenti.

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