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Regionali, D'Amico chiude gli otto tavoli tematici del Patto per l'Abruzzo: "La partecipazione è spinta al cambiamento"

Terminata la prima fase di confronto in vista del voto del 10 marzo. Soddisfatto il candidato presidente che parla anche di "grande responsabilità"

“Concludiamo una fase importante del nostro percorso con soddisfazione ma anche con la consapevolezza della grande responsabilità che la partecipazione impone”.

A dichiararlo il candidato alle prossime elezioni regionali per il Patto per l'Abruzzo Luciano D'Amico al termine della prima serie di incontri avuta con organizzazioni, associazioni e movimenti impegnati con lui nella redazione del programma.

Otto i tavoli tematici di confronto e questi i temi portati all'attenzione del candidato e che del programma, in vista del voto che secondo il sondaggio Winpoll se la giocherà alla parti con il presidente uscente Marco Marsilio: volontariato, terzo settore e sport; diritti, pari opportunità e istituzioni; transizione ecologica; agricoltura, economia e lavoro; infrastrutture e transizione digitale; istruzione, ricerca e formazione; cultura e turismo; salute pubblica.
Le proposte avanzate dai numerosi rappresentanti di associazioni e movimenti rappresentano un filone di idee che si aggiunge a quello costituito dalla possibilità di interagire direttamente attraverso il sito web www.lucianodamico.it, al confronto e all’elaborazione delle forze civiche e politiche che compongono il Patto per l’Abruzzo, agli ulteriori incontri che ci saranno da gennaio dove le cittadine e i cittadini potranno portare il loro contributo di persona.
“Quando presentando il nostro approccio sosteniamo che l’Abruzzo merita molto di più – dice D’Amico – esprimiamo una convinzione profonda, che sta emergendo in tutta la sua evidenza anche in queste fasi di confronto con le abruzzesi e gli abruzzesi. E’ sufficiente del resto soffermarsi su ciascuno dei titoli dei tavoli degli ultimi giorni per comprendere quanto, su ognuno di quei temi e quegli ambiti, la nostra regione deve risolvere problemi, recuperare terreno, esprimere al meglio le sue potenzialità. Il coinvolgimento e la partecipazione servono anche a mettere a frutto questa straordinaria spinta al cambiamento, a rendere concreta e fruttuosa – conclude - la consapevolezza che il salto di qualità non solo è possibile, ma è nelle corde della nostra regione”.

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