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Regionali, Confcommercio presenta le sue proposte per il rilancio del territorio e mai più centri commerciali

La sezione provinciale le ha messe nero su bianco e consegnate a Luciano D'Amico e Marco Marsilio. Commercio, turismo, infrastrutture e accesso al credito: tutto va messo a sistema, ma per farlo, afferma l'associazione di categoria, serve una strategia e non singole iniziative

Il rilancio del commercio passa per turismo, infrastrutture e accesso al credito. Questi infatti i tre macro temi alla base delle proposte che la Confcommercio Pescara ha messo nero su bianco in un documento consegnato, in occasione degli incontri avuti, ai due candidati presidenti alle regionali del 10 marzo: Luciano D'Amico alla guida della grande coalizione di centrosinistra del Patto per l'Abruzzo, e il presidente uscente di Fratelli d'Italia alla guida del centrodestra che punta allo storico secondo mandato Marco Marsilio. Incontri cui oltre al presidente della Confocommercio Pescara Riccardo Padovano era presente tra gli altri, anche il presidente di Federalberghi Abruzzo Giammarco Giovannelli.

“Si tratta di proposte concrete, mirate e fattibili che possono davvero rilanciare i settori economici che rappresentiamo e che entrambi i candidati hanno mostrato di recepire con grande interesse nel corso degli incontri avuti”, dichiara Padovano.

incontro confcommercio marsilio

La legge regionale istitutiva dei Distretti urbani del commercio e stop ai centri commerciali

“Per quanto attiene al commercio abbiamo chiesto che venga varata una legge regionale istitutiva dei Distretti urbani del commercio (Duc) che, sulla falsariga di quanto già fatto da altre regioni italiane – spiega Padovano -, possa promuovere e finanziare la nascita di tali organismi che rappresentano l’unico argine alla desertificazione commerciale dei centri cittadini. Così come abbiamo imperativamente chiesto una moratoria definitiva circa la nascita di nuovi centri commerciali”.

La nascita dei Duc, viene spiegato nei documenti, prevede finanziamenti a favore dei Comuni che intendono costituirli e trovano la loro collocazione nei centri storici e urbani. Diversi gli obiettivi che si pone. Obiettivi che vanno dalla rigenerizzazione del tessuto urbano sviluppando idee a sostegno del commercio facendo un punto di attrattiva, alla promozione di un'interazione tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione nel fare quelle scelte avvalendosi anche di manager specializzati in rigenerazione urbana e marketing, oltre alla necessità si svolgere un'azione che guardi al concetto di “Smart Cities” e la necessità quindi di promuovere azioni innovative di politiche attive. Le parole d'ordine sono quindi integrazione, innovazione e valorizzazione delle risorse del territorio.

La moratoria con cui si chiede lo stop ai centri commerciali deriva dal fatto, spiga la Confcommercio, che l'Abruzzo è la regione che ne ha la percentuale più alta in Italia in rapporto alla superficie. Farne ancora significa oggi, sottolinea l'associazione di categoria, promuovere operazioni di mero carattere immobiliare. Una moratoria che deve essere, questa la richiesta, definitiva.

Dalla promozione, agli itinerari per il rilancio dei borghi: il turismo deve ripartire anche dalle infrastrutture

“In merito al turismo abbiamo chiesto che venga finalmente inserito del bilancio della Regione Abruzzo un capitolo si spesa destinato al turismo e che lo stesso abbia risorse consistenti in grado di competere con i budget di altre regione concorrenti – spiega ancora il presidente della Confcommercio Padovano -. Crediamo inoltre che vada istituita un’Agenzia di sviluppo per il turismo che abbia il compito di coordinare una promozione efficace del brand Abruzzo nei mercati turistici di riferimento. Infine abbiamo chiesto grande attenzione al cosiddetto “turismo delle radici' in considerazione dell’incredibile numero di comunità abruzzesi nel mondo che potrebbero indurre un costante serbatoio di arrivi nella nostra regione”.

Partendo dalla certezza che il turismo è la vera ricchezza del territorio sul fronte della promozione l'associazione chiede quindi di creare quel capitolo di bilancio che consenta di valorizzare con continuità e dunque in un ottica di crescita, il brand Abruzzo. Di qui la richiesta di ricostituire un'unica cabina di regia, sulla falsariga dell’azienda di Promozione turistica regionale, guidata dalla Regione ma con componenti delle principali associazione di categoria del turismo nel Consiglio d'amministrazione. Una cosa da portare avanti, rimarca Confcommercio nel documento, anche alla luce dell'esperienza delle Dmc (Destination managment compan), unica in Italia, che “ha mostrato alla prova dei fatti alcune criticità di gestione nonché di comunicazione che andrebbero superate attraverso una mirata rimodulazione delle stesse da concordare con le associazioni di categoria del settore”.

Quindi gli itinerari turistici fondamentali per il rilancio dei borghi e il “turismo delle radici”. Due temi strettamente connessi anche a quello delle infrastrutture. Paesaggi, bellezze artistiche e artigianali, e le eccellenze enogastronomiche vanno quindi messe a sistema e valorizzate diventando un vero simbolo identitario del territorio sostiene la Confcommercio.

“Troppe sono state le iniziative avviate negli anni dalla Regione Abruzzo e da altri enti pubblici, in cui si percepiva l’obbligo istituzionale di realizzare un prodotto, ma non la reale sensazione di crederci davvero”, denuncia l'associazione per cui crederci vuol dire creare un prodotto spendibile turisticamente e dunque capace di attirare turisti. Per farlo non si può dunque pensare a un prodotto estemporaneo, ma creare un vero e proprio percorso che parta dall'analisi delle eccellenze da valorizzare e puntare su quelle per creare i percorsi di interesse. Insomma per Confcommercio è tempo di uscire dai campanilismi perché non tutti possono essere accontentati, ma puntare su ciò che ha più valore per veicolare tutto il resto.

Un'idea concreta che deve passare quindi per una legge regionale per il rilancio e la rigenerazione dei borghi con le giuste risorse finanziarie che contribuiscano a portare turisti, ma anche fermare il processo di spopolamento e invecchiamento dei piccoli centri.

Il 2024 è l'anno del turismo delle radici, cioè quello con cui si punta a riportare nella terra d'origine i tanti emigrati di nuova generazione. E anche su questo la Confcommercio chiede alla prossima giunta regionale di puntare.

Le infrastrutture

Farlo il turismo vuol dire anche potenziare le infrastrutture di trasporto e dunque aeroporti, porti, ferrovie e autostrade. Sull'Aeroporto d'Abruzzo è il momento di “invertire la rotta” e mettere a tera un piano strategico che preveda l’incremento di voli nazionali e internazionali, una maggiore integrazione fra l’Aeroporto e il territorio, lo sviluppo dei voli cargo, il ripristino del volo postale e il mantenimento dell’apertura dello scalo h24. Per farlo Confcommercio chiede accordi di partnershio con nuove compagnie aree al fine di fare incoming oltre che il rafforzamento della sinergia con porto e stazione centrale di Pescara.

Da incrementare anche i voli cargo per la movimentazione delle merci, sottolinea l'associazione id categoria, che chiede la realizzazione di un Cargo Center e l’istituzione di un Posto di ispezione frontaliera con relativo veterinario frontaliero, oltre ad appositi magazzini per il ricevimento delle merci deperibili. L'obiettivo deve essere quello di staccarsi da Ancona e portare le merci qui dando dunque maggior forza al nostro aeroporto.

Quindi i porti con la Blu Eonomy come guida e per Pescara la necessità di ripristinare il collegamento turistico con la Croazia oltre che di risolvere definitivamente il problema del dragaggio, fondamentale anche per il trasporto commerciale e turistico. La priorità della nuova giunta per Confocmmercio dovrà dunque quella essere di realizzare tutte le opere previste dal Piano regolatore portuale riportando navi passeggeri e cago in banchina allargando così lo sguardo anche ai collegamenti con la Grecia e magari diventare scalo di alcune rotte delle navi da crociera. Tutti passaggi fondamentali, sottolinea, per porre le basi “per inserire l’Abruzzo nel cosiddetto Corridoio Adriatico che da Trieste a Bari, passando per Ancona, veicola navi cargo e passeggeri e che rappresenta uno dei corridoi di sviluppo economico dell’unione europea”.

Infine ferrovie e autostrade. Il raddoppio ferroviario Pescara-Roma deve diventare prioritario così come l'alta velocità sulla dorsale adriatica, mentre per la A14 i lavori vanno completati perché causa di molti dei danni economici, sostiene l'associazione, che colpiscono l'Abruzzo.

La garanzia di accesso al credito per le piccole e medie imprese

Ultimo tema, ma non per importanza, quello dell'accesso al credito per le medie e piccole imprese che deve passare tramite i Confidi prevedendo un incremento dei fondi, contributi in conto interessi e voucher.

Scopo del contributo per l'incremento dei fondi rischi dei Confidi è quello di accrescere la capacità di accesso al sistema creditizio, dando dunque la possibilità ei esserci nel mercato del credito. Per quanto concerne il contributo in conto interessi la sovvenzione prevede una riduzione del Tan (tasso annuo nominale) applicato dalle banche e dagli istituti di credito sui finanziamenti garantiti dai Confidi. Il vantaggio sarebbe quello di una riduzione degli oneri finanziari. Infine l'abbuono commissione di garanzia, cioè i voucher, con cui si punta ad abbattere la commissione di garanzia dei Confidi sui finanziamenti erogati dalle banche e degli istituti di credito convenzionati consentendo alle piccole e medie imprese di sterilizzare il 100 per cento della commissione di garanzia o un'aliquota della stessa.

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