rotate-mobile
Elezioni

Regionali, per il candidato D'Amico (Patto per l'Abruzzo) lo sviluppo del territorio passa per la "Carta di Pescara"

L'intervento nel corso dell'incontro "Pescara, al plurale ci vuole la Regione" svoltosi in sala consiliare. Per D'Amico una Regione che naviga a vista e che ha bisogno di programmazione: "Serve una politica industriale e di sviluppo per l’agricoltura e il turismo"

L'applicazione della Carta di Pescara tra le priorità del programma del candidato presidente alla Regione Luciano D'Amico (Patto per l'Abruzzo). Anche di questa ha parlato nell'incontro “Pescara al plurale, ci vuole la Regione” svoltasi nella sala consiliare del Comune di Pescara e organizzato dall'Officina del senatore Pd Luciano D'Alfonso.

Per D'Amico quel patto sottoscritto tra Regione e imprese con cui sono stati individuati 61 requisiti di sostenibilità è “un'intuizione straordinaria nata qui e dove per la prima volta si sostiene che non c'è sviluppo senza sostenibilità, economica, sociale e ambientale. Vale ancora di più oggi – ha aggiunto - poiché viviamo una fase storica ricca di opportunità: i grandi gruppi industriali stanno tornando a produrre in Europa ma non in Abruzzo”.

Guardando allo sviluppo complessivo del territorio il candidato presidente ha tracciato l'idea di come dovrà essere l'Abruzzo tra vent'anni. Perché si raggiungano gli obiettivi, ha rimarcato “serve una politica industriale e di sviluppo per l’agricoltura e il turismo. Il sistema manifatturiero abruzzese è sempre più solo, benché incida per il 28 per cento sul pil (prodotto interno lordo), più della Germania. Non possiamo più permetterci l’assenza di una bussola, è la Regione che deve giocare un ruolo di regia e coordinamento. Di questo passo rischiamo di perdere anche la produzione dei furgoni della Val di Sangro. Per evitarlo è necessario adeguare i porti e le infrastrutture: è la Regione che se ne deve occupare”, ha detto ancora parlando poi proprio della Carta di Pescara.

“Serve lavoro sicuro e di qualità. La nostra risorsa sono le giovani e i giovani abruzzesi – ha detto ancora D'Amico -. Dobbiamo puntare sulla loro formazione. Va garantito il pieno esercizio del diritto allo studio e spetta alla Regione farlo. Serve una Regione che elabori una politica di indirizzo del sistema universitario. Va offerto al sistema economico di trasformare la conoscenza scientifica in conoscenza utile per le imprese. Le nostre quattro Università possono essere anche un sistema propulsivo per il sistema economico”.

Il candidato ha citato anche l’importanza di politiche di sostegno per il turismo e per gli agricoltori che da giorni protestano in tutta Europa, in Italia e nelle città abruzzesi Pescara inclusa. “Non possono essere lasciati soli di fronte alle conseguenze del cambiamento climatico”,. Fondamentali anche le ragioni dell’equità: trasporto e diritto alla salute. “Vogliamo offrire il trasporto pubblico a tutti gli abruzzesi, per ragioni di sostenibilità ambientale, sociale, territoriale. Sulla sanità – ha concluso - riteniamo che una spesa due miliardi e ottocento milioni non sia compatibile con queste liste d’attesa e con questo basso livello di servizio sanitario”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Regionali, per il candidato D'Amico (Patto per l'Abruzzo) lo sviluppo del territorio passa per la "Carta di Pescara"

IlPescara è in caricamento