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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Elezioni

Elezioni: nel pescarese ed in Abruzzo 5 Stelle pigliatutto, dilemma per D'Alfonso

Una prima rapida analisi del voto nel pescarese e nella Regione mostra un'avanzata storica da parte del M5S che ottiene il 40% dei voti sia alla Camera che al Senato. D'Alfonso potrebbe rinunciare al seggio

Non si discosta dalla tendenza nazionale il voto espresso dai pescaresi e da gran parte del abruzzesi, con qualche riflessione e spunto interessante andando ad analizzare i risultati definitivi delle urne. A poche ore dalle elezioni del 4 marzo, che rappresentano di fatto uno spartiacque importante per tutto il Paese, nel nostro territorio rispetto alle politiche del 2013, quando ci fu quasi un perfetto equilibrio fra i tre poli (M5S 29,39% PD 27,56% Centrodestra 26,52%) si rafforza con decisione la voglia di cambiamento.

M5S: Pescara nuova roccaforte pentastellata

I pentastellati infatti si posizionano al 40% superando anche il 41% alla Camera con l'elezione diretta di entrambi i candidati nei collegi pescaresi, ovvero Andrea Colletti già deputato nella scorsa legislatura e Primo Di Nicola, giornalista ed ex direttore del quotidiano Il Centro. Una crescita di oltre 10 punti percentuali che rende di fatto la provincia di Pescara e tutto il territorio abruzzese una nuova roccaforte per il partito del candidato premier Di Maio. Ad un anno dall'appuntamento con le elezioni Regionali il M5S ha la strada spianata per conquistare anche il governo della Regione.

Centrodestra: FI resta il primo partito della coalizione

Buone notizie anche per il Centrodestra, che supera sia alla Camera che al Senato il 33%. Se a livello nazionale fa scalpore il sorpasso della Lega su Forza Italia nella sfida diretta alla leadership della coalizione, nel pescarese il partito di Berlusconi resta la prima forza politica di centrodestra sia alla Camera che al Senato. Il dato della stessa Lega di Salvini (oltre il 13% ) è comunque sorprendente, a dimostrazione che la forza politica nata inizialmente per la secessione delle regioni del Nord ormai è ampiamente riconosciuta e sostenuta in tutto il Paese.

Crollano PD e le Sinistre

Domenica nera invece per il PD e le formazioni di sinistra: il PD non raggiunge nè alla Camera nè al Senato il 14% dei consensi, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale del 19%. Anche LeU, la formazione dell'ex presidente del Senato Grasso, ha un esordio sulla scena politica drammatico con una media del 2,5% dei voti nei collegi locali. E proprio al destino del PD e del centrosinistra è legato anche il futuro di D'Alfonso. Il Governatore infatti ha ottenuto il seggio al Senato con il Proporzionale ma nelle ultime ore ha fatto sapere che potrebbe anche decidere di rinunciare alla carica romana per rimanere in Abruzzo. Tutto dipenderà dal confronto con i vertici nazionali del partito. Sulla dirigenza del PD in queste ore infuriano le polemiche, dopo l'annuncio di Renzi di volersi dimettere dopo il congresso.

Pescara città: testa a testa fra M5S e centrodestra

Nel capoluogo l'avanzata del M5S è meno incisiva rispetto al dato provinciale: i pentastellati sono sia alla Camera che al Senato il primo partito (36,77% e 35,93%), ma il centrodestra incalza con il 34,07% ed il 33,71%. Il centrosinistra supera il 20% e LeU il 3%. Anche qui come in Regione i prossimi mesi saranno particolarmente caldi dal punto di vista politico: nel 2019 infatti sono in programma le elezioni comunali e sia il centrodestra che il centrosinistra dovranno presentare proposte e candidati forti e credibili se vogliono evitare di consegnare le chiavi della città al partito fondato da Grillo.

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