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Provincia, le reazioni di Guerino Testa e di Antonella Allegrino

Ci si aspettava un testa a testa con probabile ballottaggio tra il candidato del centro destra e quello del centro sinistra ma già dai primi dati si è capito che Testa aveva una marcia in più. Guerino Testa si dice soddisfatto ma non sorpreso, la Allegrino guarda avanti

La Provincia di Pescara cambia colore politico e vira a destra. Guerino Testa vince la battaglia al primo turno scongiurando l’incubo ballottaggio. Non decolla la coalizione di centro sinistra che paga il trend nazionale favorevole al Pdl e, forse, la nomina anticipata di Donato Di Matteo vice presidente di Giunta in caso di vittoria di Antonella Allegrino.

Nomina che ha fatto saltare l’accordo politico a sinistra con Rifondazione che, dopo aver governato la Provincia con la Giunta uscente, ha deciso di correre da sola sia per questioni di priorità sia appunto per la cosiddetta questione morale.

I numeri parlano chiaro, il Pdl raggiunge in Abruzzo il miglior risultato nazionale e strappa la Provincia dopo due legislature firmate Pino De Dominicis.

Non va benissimo ma si mantiene a un livello dignitoso anche la lista di Rifondazione che, col suo candidato Di Minco, si attesta intorno al 4%. Percentuale di Rifondazione che avrebbe potuto fare comodo alla coalizione di centro sinistra in caso di alleanza.

Un risultato eloquente quello provinciale perché apre delle vere e proprie voragini nell’elettorato di centro sinistra; Guerino Testa ha battuto la sua rivale in tanti comuni storicamente di sinistra quali Penne, Loreto Aprutino e addirittura nella roccaforte di Donato Di Matteo, Roccamorice.

Questo risultato smentisce le previsioni che vedevano un ballottaggio quasi scontato fra Allegrino e Testa. Vittoria al primo turno che rende ancora più soddisfacente la prestazione del centro destra e del suo giovane candidato alla Provincia.

“È un risultato soddisfacente – commenta ancora a caldo Guerino Testa – che non mi sorprende più di tanto. Ero sicuro di fare bene perché ritengo che la mia coalizione ha fatto un’ottima campagna elettorale parlando alla gente e cercando di carpirne le esigenze e i bisogni. Bisogna avere ancora prudenza ma credo che la vittoria al primo turno, che si profila, sia un risultato straordinario. Considerando che le ultime Giunte sono state tutte di centro sinistra, mi sarei accontentato anche di arrivare al ballottaggio, la vittoria immediata mi rende, quindi, ancora più orgoglioso".

Abbiamo battuto il centro sinistra – conclude Testa – in quasi tutti i paesi, quartiere per quartiere, segno che la gente ha capito la nostra linea politica e le nostre proposte”.

Delusione, ma anche voglia di ricominciare e guardare avanti, nelle parole degli esponenti del centro sinistra. I numeri sono impietosi ma questo non piega la volontà di Antonella Allegino che ha voglia di continuare a lavorare per la sua Provincia anche dai banchi dell’opposizione.

“I numeri ci dicono che la battaglia elettorale è stata vinta dal centro destra – commenta Allegrino – sono però convinta che la vera vittoria avviene dopo, col lavoro e sul territorio. Il risultato delle elezioni va letto nell’ottica dell’alternanza e segue un trend di livello nazionale.

Adesso comincerà il nostro vero lavoro, quello di fare un’opposizione costruttiva che lavori bene e tenga in considerazione i bisogni delle realtà locali. È necessario mantenere alto il morale e lavorare bene, proporre e tenere una rotta ben precisa che ci possa permettere in futuro di riconquistare la fiducia degli elettori.

Sono comunque contenta di questa esperienza – conclude Allegrino – perché mi ha permesso di maturare sul piano della pratica politica e mi ha fatto capire certe dinamiche elettorali. Adesso bisogna fare una buona opposizione perché facendo così ci si prepara a governare di nuovo”.

Tra le liste, primo partito il Pdl che si attesta intorno al 30%, seconda lista, per quanto riguarda il centro destra, Pescara futura che si attesta intorno al 10% e si conferma come grande realtà locale.

Per quanto riguarda il centro sinistra, il Pd si attesta intorno al 24% mentre l’Idv supera la soglia del 10% e arriva intorno al 14%.

Le liste minori rimangono, infatti, sotto l’1% La Destra con Ciasullo e Forza Nuova con Forconi.

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