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Martedì, 18 Giugno 2024
Elezioni

Quattro macro temi guardando alla Nuova Pescara: le richieste degli architetti ai candidati sindaci

L'Ordine provinciale dei professionisti ha chiesto ai suoi associati di avanzare idee, progetti e visioni in dividuanti in quattro macro aree quelle che a loro parere dovranno essere le priorità dell'amministrazione che dovrà traghettare Pescara alla fusione con Montesilvano e Spoltore: mobilità sostenibile multimodale, verde urbano, area di risulta e fiume e lungofiume

Mobilità sostenibile multimodale, verde urbano, area di risulta e fiume e lungofiume. Quattro le macro aree su cui l'Ordine degli architetti di Pescara avanza le sue proposte ai quattro candidati sindaci e cioè Carlo Masci (centrodestra e sindaco uscente), Carlo Costantini (centrosinistra), Domenico Pettinari (civico) e Gianluca Fusilli (Stati Uniti d'Europa). Quattro argomenti da sviluppare, questo il senso del loro intervento, nell'ottica della Nuova Pescara. Quella cui si va incontro con il voto dell'8 e il 9 giugno, sarà infatti una consiliatura di soli tre anni con il sindaco eletto, la sua giunta e tutto il consiglio comunale, cui spetta la responsabilità di traghettare la città alla fusione con Spoltore e Montesvilano fissata con legge regionale al primo gennaio 2027.

L'Ordine degli architetti ha quindi chiesto ai suoi iscritti di esprimere pensieri, idee e visioni raccolti poi nelle richieste che a meno di 24 ore dall'apertura delle urne elettorali, avanzano ai quattro candidati. “L'obiettivo – spiega lo stesso - è stato quello di costruire insieme un documento condiviso e partecipato da proporre al futuro primo cittadino con la speranza che i suoi contenuti possano essere di stimolo per avviare una riflessione realmente partecipata con tutti i cittadini e i portatori di interesse”.

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La visione che gli architetti hanno sul futuro di Pescara è sicuramente quella che mette al centro il cittadino e che sa guardare al domani. Una città sostenibile, inclusiva e accessibile per tutti: disabili, anziani, bambini. Una città che abbia il coraggio di rimettere in discussione scelte contrarie a questa visione, come i nuovi uffici della regione nell’area di risulta o la previsione di barriere volumetriche che ostacolano l’accesso al mare. Una città con una mobilità pubblica innovativa, efficiente, pulita e un’architettura integrata con la natura e il paesaggio urbano. Una città, spiga l'ordine, che sa sfruttare le proprie potenzialità e riesce a rispondere alle sfide che il futuro le riserva.

“Con queste riflessioni - concludono gli architetti della provincia di Pescara - non abbiamo la presunzione di imporre idee, ma l’auspicio di essere finalmente considerati degli interlocutori competenti sui temi dello sviluppo urbano e di essere coinvolti nella riflessione sulle future scelte architettoniche e urbane da qualsiasi amministrazione verrà eletta”.

Mobilità sostenibile multimodale

Gli architetti auspicano una revisione del piano della mobilità con uno studio approfondito delle connessioni tra i comuni che saranno conurbati a breve. “Il tutto – spiega l'Ordine - nella prospettiva di creare una città in linea con le direttive mondiali di mobilità sostenibile e di contenimento dell’inquinamento atmosferico urbano e del fenomeno delle isole di calore”. Gerarchia dei modi di trasporto, dunque, con al primo posto il pedone, la bici, il trasporto pubblico, la circolazione veicolare, con il traffico allontanato dal mare e dall’abitato, estese pedonalizzazioni, incentivazione del trasporto pubblico urbano, Zone 30 negli abitati, parcheggi di scambio e valorizzazione della ferrovia o della metropolitana leggera come mezzo di trasporto privilegiato tra gli assi Francavilla-Pescara-Montesilvano e Pescara-Chieti Scalo.

Verde urbano

“La forestazione per un verde urbano non più solo decorativo ma funzionale all’innalzamento della qualità ambientale dell’intera area metropolitana”, chiedono quindi gli architetti per i quali “la progettazione e lo sviluppo delle aree verdi urbane può avvenire attraverso interventi di forestazione delle aree libere. Un piano delle alberature che porti alla formazione di corridoi ecologici di collegamento tra parchi e servizi attraverso infrastrutture ciclopedonali di connessione alberate”.

Area di risulta

Un’area che è da sempre sotto l’attenzione dei cittadini e delle amministrazioni passate, ma che non ha mai visto definitivamente una nuova connotazione se non quella di parcheggio. “Un luogo che potrebbe diventare quello maggiormente rappresentativo e identitario della città – sottolinea l'Ordine - Un grande polmone verde alberato destinato all’accoglienza, alla cultura, ai servizi per la collettività e che riesca a far emergere l’identità adriatica di Pescara e la sua anima contemporanea di città di relazioni e vicina al proprio territorio”.

Il fiume e il lungofiume

“Il viadotto dell'asse attrezzato e il lungofiume sottostante potrebbero costituire una porta finalmente consapevole della città, se trattati con una visione unitaria, coraggiosa ma leggera e non episodica, sia in termini progettuali che artistici" commentano gli architetti – dicono ancora gli architetti parlando dell'ultimo tema su cui hanno focalizzato l'interesse -. Il lungofiume potrebbe diventare un ulteriore asse di sviluppo, alternativo al lungomare e donare alla città nuovi spazi collettivi per la cultura, per la socialità ed il tempo libero”.

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