Elezioni Comunali Pescara, Di Pillo lascia i 5 Stelle e appoggia Costantini: "Il M5S è morto"

Di Pillo ha anche fatto sapere che comunque correrà alle prossime elezioni comunali di Pescara con il polo civico a sostegno della candidatura di Carlo Costantini

«Il Movimento 5 Stelle è morto». È quanto afferma il consigliere comuanle Massimiliano Di Pillo nell'annunciare l'ufficializzazione della sua uscita dal M5S. 
Di Pillo ha anche fatto sapere che comunque correrà alle prossime elezioni comunali di Pescara con il polo civico a sostegno della candidatura di Carlo Costantini.

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Di Pillo definisce «calvario» il suo ultimo periodo con i Pentastellati e ricorda: 

«L’ultima fase di questo calvario inizia il 9 marzo scorso, quando ho invitato la stampa per raccontare della profonda ingiustizia subita con l’esclusione dalla piattaforma Rousseau della lista per le elezioni amministrative in cui ero candidato consigliere e non sindaco. Uomini e donne, con il loro impegno, le loro speranze e la loro passione, spazzati via con un invisibile colpo di mano che, senza riguardo alcuno, in un istante infrangeva tutte le regole di democrazia e di rispetto. Da allora, nei lunghi giorni che sono trascorsi, ho cercato in ogni modo di risolvere la questione dall’interno, evitando qualsiasi azione che potesse nuocere al Movimento. Nutrivo la speranza, anzi la certezza, che non sarei stato lasciato solo, che avrei trovato il sostegno sicuro dei miei colleghi, persone con cui ho combattuto fianco a fianco, come fratelli, ai quali ho dato tutto il mio sostegno in ogni momento di necessità. È stato deflagrante nel mio animo l’effetto dell’inatteso: l’indifferenza a fronte della richiesta di una mano tesa per salvare un amico, vittima di una profonda ingiustizia. Al di là di privati attestati di solidarietà, solo risposte di circostanza e nessuna reale disponibilità a mettersi in gioco, lottare, rischiare, battersi per un senso di onestà. Nessuno ha messo a repentaglio la propria posizione, nessuno ha rischiato di sacrificare la propria condizione per tentare di risolvere concretamente un’oggettiva, incresciosa situazione che in questi giorni, purtroppo, vive repliche continue in innumerevoli città, da Pesaro a Foggia, da Nettuno ad Ariano Irpino, da San Severo a Perugia, da Udine a Firenze, da Avellino a Civitavecchia. E così è stato, purtroppo, per tutti coloro che avrebbero potuto qualcosa, dal capo politico, ai parlamentari fino ai consiglieri regionali. Non riesco più a sentirmi parte di un contesto che mi ha fatto sognare sui principi del “uno vale uno” e del “nessuno deve rimanere indietro” e che oggi invece lascia morire di ingiustizia i suoi figli più cari. Il Movimento è morto, conquistato da persone che, come virus, lo hanno infestato cancellandone l’identità e i principi fondamentali, a partire dal vertice (che finge di non vedere e non sapere) fino a casa nostra dove, percorrendo per intero la catena del disvalore, troviamo le materiali esecutrici di questo misfatto. Dunque, per rispetto della dignità mia e di tutte le persone che hanno creduto in questo sogno, non posso continuare a supportare coloro che lo hanno brutalmente cancellato. E tantomeno posso restare inerme dinanzi a tanta prevaricazione. Per questa ragione, con un dolore che non riesco neanche a raccontarvi, lascio quella che ho considerato dal primo momento la mia casa ideale, anche e soprattutto per contrastare questa inaudita violenza. Oggi, dopo un decennio di assoluta dedizione, lascio con disperazione questo Movimento al suo destino. Non ha più bisogno di me e delle infinite energie che ho speso per esso».

Poi Di Pillo spiega la scelta di sostenere Costantini nella corsa a sindaco:

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«A Carlo mi lega un rapporto di stima di lunga data. Chi, come me, lo conosce a fondo non deve neppure chiedersi perché. Carlo era al nostro fianco quando il Movimento 5 Stelle iniziò a presentare le sue liste alle elezioni amministrative. Carlo ha costruito nelle regionali del 2008, lavorando insieme agli esperti della Casaleggio, il primo programma di una Regione che conteneva la maggior parte delle idee e delle proposte alle quali ci siamo poi ispirati. Carlo credo costituisca l’unico caso in Italia di politico eletto due volte alla regione e due volte in parlamento, che con le sue scelte ha rinunciato a maturare anche una sola pensione».

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