Elezioni Comunali Montesilvano, l'intervista a Panichella del Movimento 5 Stelle

Panichella è sostenuto dalla lista del Movimento 5 Stelle

Raffaele Panichella

Raffaele Panichella è uno dei tre candidati sindaco a Montesilvano in corsa alle imminenti elezioni amministrative che si terranno domenica prossima, 26 maggio.
Panichella è sostenuto dalla lista del Movimento 5 Stelle.

Queste le risposte del candidato pentastellato alle nostre domande, le stesse fatte agli altri candidati sindaco.

Descrizione del candidato sindaco. Si presenti agli elettori

«Sono un architetto, ho 53 anni, risiedo a Montesilvano con i miei tre figli e la mia compagna. Appassionato di rally e di volo sportivo, sono un cittadino come tanti che ha deciso di avvicinarsi al Movimento 5 Stelle stanco di delegare e subire e tollerare scelte che la maggior parte delle volte sono andate nella direzione opposta a quella auspicata dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Attivista del Movimento 5 stelle da oltre 10 anni, mi sono laureato all’Università di Firenze con una tesi in restauro. Funzionario dal 1990, lavoro a Pescara come capo tecnico presso l’ufficio provinciale del Territorio. In questi anni non ho mai abbandonato le mie passioni e i miei interessi, in particolare verso la salvaguardia del territorio: prima, dal 2004 al 2013, come pilota volontario per la Protezione Civile,  collaborando a fronteggiare gli incendi boschivi del periodo estivo, e negli ultimi anni come volontario dell’Associazione ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili), portando il grande tema  delle energie rinnovabili e dell’inquinamento ambientale nelle scuole elementari con il progetto “Il Sole in Classe”».

Quali sono i punti principali del suo progetto politico e amministrativo?

«Sportello Europa, Ambiente, Mobilità sostenibile, Lean manufacturing per le risorse umane dell’Ente, messa a regime delle persone che beneficiano del reddito di cittadinanza che hanno stipulato un patto di solidarietà con lo Stato. Questi è solo un flash sui punti che sono per noi importanti del programma. Abbiamo individuato due filoni. Il primo di cose che si possono fare nel breve-medio periodo, altre che richiedono una pianificazione ben attenta, più meditata e lunga, soprattutto per trovare le risorse. Comunque il nostro programma è pubblico e visibile a tutti sul nostro sito Internet, comunque i diversi dibattiti televisivi di queste ultime settimane hanno fatto chiaramente capire ai cittadini quale dei 3 programmi è quello orientato al futuro e quali quelli declinati al passato».

Su quali aspetti intende dare continuità al lavoro portato avanti dal sindaco uscente Francesco Maragno? 

«Francamente sono stato molto critico sulla amministrazione uscente e su Maragno. E così deve essere stato il giudizio anche della stessa sua coalizione se ha deciso di non ricandidarlo Sindaco. A mio avviso l’assenza di qualsiasi progettualità sulla città, la mancata cura del decoro urbano e dei servizi ai cittadini, sono un capitolo della storia di Montesilvano che va chiuso al più presto».

Sulla questione migranti e Sprar intende agire in continuità con quanto fatto dal sindaco Maragno?

«Sarà impossibile in quanto il Decreto Sicurezza, così fortemente voluto dalla Lega, ha depotenziato gli Sprar. Tuttavia l’idea di perseguire una maggiore integrazione sociale e la chiusura di quelli che erano diventati dei veri e propri ghetti è un obiettivo che dobbiamo continuare a perseguire».

Cosa invece intende cambiare radicalmente?

«Tutto! Dobbiamo, come amministrazione comunale, cominciare a fare progetti capaci di intercettare i fondi europei a disposizione. Bisogna istituire subito un “ufficio Europa” e per questo ho già dichiarato più volte che selezionerò e metterò nella mi area di staff persone capaci di parlare le lingue e di proporre progetti per la nostra comunità. Solo così potremo orientare risorse e attenzioni verso un modello di città proiettato nel terzo millennio. Vogliamo che Montesilvano diventi un laboratorio di idee e progetti per avvicinarci sempre più a quel modello di città intelligente, smart city appunto, su cui molte città del mondo stanno convergendo».

Qual è la sua strategia di sviluppo per quanto concerne il turismo di massa e il turismo congressuale?

«Ho incontrato le associazioni di categoria, gli albergatori in particolare, che mi hanno rappresentato una situazione drammatica. I nostri alberghi, in particolare “i grandi alberghi” sono pieni solo per 82 giorni all’anno. Decisamente troppo poco, segno che questa vocazione turistica la città l’ha persa da tempo. Dobbiamo lavorare per recuperarla, anche sfruttando l’effetto volano del Palacongressi e del turismo sportivo».

Stella Maris, filovia, teatro comunale. Quali fra queste grandi incompiute merita priorità assoluta?

«La filovia è quella su cui sarà più facile e veloce intervenire. Ovviamente di concerto con Pescara. Bisogna, con una analisi costi-benefici degna di tale nome, capire cosa fare. E’ indegno che questa situazione di stallo non trovi soluzione. O si fa il parco, o si fa la strada. Al momento la “strada parco” è una perfetta incompiuta, che non è nè parco, nè strada! Sulla Stella Maris si gioca poi una partita importante sul piano dell’offerta culturale. Siamo la città che ha dato i natali a D’annunzio, è un edificio del periodo fascista che evoca la passione per il Duce per l’aviazione (ricordo che proprio il figlio di Mussolini morì in un incidente di volo, mentre collaudava un nuovo aereo da combattimento durante la seconda guerra mondiale), tutto converge verso la realizzazione di un museo degno di tale nome che possa ricordare degnamente il nostro illustre cittadino. In Francia ci sono già, possibile che in Italia non ce ne sia ancora uno degno di essere chiamato tale?».

Dissesto idrogeologico e problema allagamenti. Cosa c'è ancora da fare per risolvere definitivamente il problema?

«Intanto dobbiamo capire che il problema dei cambiamenti climatici investe tutti noi in prima persona. Gli allagamenti e il dissesto idrogeologico sono figli di questo mutamento che ognuno di noi può percepire nel proprio piccolo. Per questo è necessario cambiare direzione subito per dare un piccolo, ma significativo contributo, in questo senso. In una città di mare, pianeggiante prevalentemente, il tutto è amplificato. Per capire come intervenire nell’immediato ho necessità di capire meglio come è la situazione delle rete fognaria a livello di sistemi di smaltimento delle acque piovane per cui di più non posso dire».

Photored, speed scout e semafori killer. Sul fronte della viabilità quasi sono le sue idee e soluzioni? Intende proseguire con questa linea drastica di rilevamento delle infrazioni stradali?

«Noi cittadini dobbiamo convincerci che queste iniziative sono messe in campo per aumentare il nostro livello di sicurezza stradale e non per spennarci alla prima occasione. E’ necessario istituire per questo un sistema che rimetta il cittadino al centro delle discussioni e delle decisioni pubbliche, così da renderlo partecipe delle scelte della Amministrazione. Un cittadino coinvolto e informato non critica solo ma propone soluzioni e accetta poi quelle adottate. Anche quelle più drastiche come il photored e il resto. Ecco, questo è il modello a cui io voglio tendere».

Campagna anti prostituzione. Che tipo di messaggio è arrivato ai cittadini?

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«Gli unici messaggi che sono arrivati sono quelli che tutti noi abbiamo letto sui tabelloni elettronici che sono stati installati. Il fenomeno indubbiamente si è ridotto. Singolare che l’iniziativa sia stata fatta a ridosso della campagna elettorale. Ci sono voluti cinque anni per capire che le prostitute sul lungomare creano un danno d’immagine a tutta la città? Strano! Vediamo per quanto tempo durerà».

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