Elezioni Comunali Montesilvano, l'intervista al candidato sindaco Enzo Fidanza

Fidanza è il candidato del centrosinistra sostenuto dalla lista del Partito Democratico-Progressisti per Montesilvano e da quella di Annozero

Enzo Fidanza

Enzo Fidanza è uno dei tre candidati sindaco di Montesilvano che sarà in corsa alle imminenti elezioni amministrative di domenica 26 maggio.
Fidanza è il candidato del centrosinistra sostenuto dalla lista del Partito Democratico-Progressisti per Montesilvano e da quella di Annozero

Queste le risposte del candidato del centrosinistra alle nostre domande, le stesse fatte agli altri candidati sindaco.

Descrizione del candidato sindaco. Si presenti agli elettori

«Sono Enzo Fidanza, commercialista, revisore contabile e posso vantare una lunga esperienza amministrativa, che mi ha sempre visto coerente ai miei valori, tracciando un percorso politico lineare e trasparente. Sono stato eletto consigliere comunale a Montesilvano nel 1985 e, fra gli incarichi che ho ricoperto, sono stato assessore al bilancio, finanze e programmazione. Sono stato consigliere provinciale di Pescara ricoprendo il ruolo di vice presidente del Consiglio, poi presidente e successivamente assessore con delega alla pubblica istruzione, agricoltura e patrimonio e proprio in Provincia ho fatto grandi battaglie per il Liceo Scientifico d’Ascanio edificato così com’è grazie al mio desiderio di voler essere sempre lungimirante nelle scelte amministrative, scrivendo una pagina importante per le giovani generazioni della nostra città. Ho sempre fatto politica con passione e per il bene comune ed è per questo che ho messo a disposizione la mia esperienza politico-amministrativa per guidare una squadra capace e al tempo stesso fondata su volti nuovi di giovani volenterosi: è da loro che si deve ripartire sia per rinnovare la politica locale sia per rilanciare, senza compromessi, la nostra Montesilvano».

Quali sono i punti principali del suo progetto politico e amministrativo?

«Come ho appena accennato, il fulcro del mio progetto politico è il rinnovamento. La politica non vive una stagione di particolare fiducia da parte degli elettori e la prima cosa che va ripristinata è proprio quel senso di credibilità, di onestà e di coerenza. Le due liste che mi sostengono sono state ispirate principalmente da questo, rinnovamento: persone giovani, preparate, ragazze e ragazzi animati dalla voglia di migliorare la propria città. Dal punto di vista amministrativo la priorità invece va data necessariamente agli interventi per recuperare la vivibilità e migliorare la qualità di vita dei montesilvanesi. Penso a strade, marciapiedi, piazze, verde cittadino e strutture pubbliche che hanno bisogno di un intervento urgente e profondo da tradurre in un piano di manutenzione ordinaria (evidentemente tralasciata) ma anche interventi straordinari. Poi riqualificazione della città quartiere per quartiere, un piano per il rilancio del commercio cittadino, il Palacongressi da sfruttare in chiave maggiormente polifunzionale (convegni ma anche concerti e teatro), un migliore coordinamento tra l’Azienda Speciale e il mondo del volontariato, e altri punti ancora. Come vede progettualità e voglia di rilanciare la città non mancano».

Su quali aspetti intende dare continuità al lavoro portato avanti dal sindaco uscente Francesco Maragno?     

«Non è questione di continuità o meno, è questione del “come” e del “con chi” vengono affrontate certe questioni chiave. Quello che posso sicuramente affermare è che la mia candidatura a sindaco non risponde né a logiche di spartizione né a calcoli fatti a priori. A mio sostegno c’è una squadra di persone capaci e coerenti con le quali applicare il programma elettorale senza dover temere che litigi o interessi personali possano annacquare il progetto politico o addirittura danneggiare gli interessi della nostra comunità, che per noi è al primo posto».

Sulla questione migranti e Sprar intende agire in continuità con quanto fatto dal sindaco Maragno?

«Gli Sprar rappresentano un argomento molto delicato la cui gestione deve necessariamente garantire sia la sicurezza dei residenti sia la tutela dei diritti umani. Tale attività richiede competenze specifiche e un’adeguata visione politica. Il lavoro fin qui fatto ha mostrato una discreta progettualità e la mia idea è che si debba seguire da vicino questo tema, presidiandolo, di concerto sia con le associazioni e le professionalità coinvolte, sia con quanto disposto dalle autorità competenti».

Cosa invece intende cambiare radicalmente?

«Il modo di gestire Montesilvano e le logiche per giungere alle decisioni: mai più tensioni e incomprensioni nella squadra di governo per realizzare al meglio ogni singolo punto del programma elettorale».

Qual è la sua strategia di sviluppo per quanto concerne il turismo di massa e il turismo congressuale?

«Pensiamo che si debba incentivare il turismo congressuale sfruttando il Palacongressi (anche in chiave polifunzionale) e la grande ricettività alberghiera di cui disponiamo. Per il turismo estivo dobbiamo tutelare il mare dall’erosione e dall’inquinamento e favorire sinergie con i balneatori al fine di offrire servizi di qualità e costruire così un’offerta turistica competitiva. Riqualificare il parco fluviale all’interno del quale riposizionare un elemento identitario come il vecchio Mulino (River Side) che è stato una cartolina vincente per Montesilvano negli anni ’70 e ’80. La pineta di Santa Filomena deve tornare ad essere elemento aggregante e cerniera tra città e mare e deve essere resa fruibile giorno e notte eliminando tutte le storture che oggi la popolano per permettere ai nostri concittadini, ma anche ai turisti, di riappropriarsene. Una serie di migliorie dunque che implementeranno la vivibilità di tutto il tessuto urbano sia per l’utenza turistica sia, sopratutto, rivolte alla fruizione quotidiana da parte di tutta la cittadinanza».

Stella Maris, filovia, teatro comunale. Quali fra queste grandi incompiute merita priorità assoluta?

«Procediamo con ordine. Riguardo la Stella Maris la mia idea è quella di collegarla al Palacongressi, inserendola in un  circuito dinamico e aperto al fine di essere utilizzata dalle realtà associative di Montesilvano; può essere un contenitore culturale, ma attenzione al suo utilizzo esclusivo: la Stella Maris deve essere sempre aperta a tutta la città. La filovia va resa operativa al fine di offrire una soluzione sostenibile alla mobilità pubblica dotando i servizi cittadini di una risorsa in più. Naturalmente quello della filovia è un progetto che supera i confini dell’amministrazione cittadina, ma ho intenzione di giungere a risultati concreti interfacciandomi con tutte le autorità coinvolte. Il teatro comunale rientra nella destinazione polifunzionale che ho previsto per il Pala Dean Martin, da dotare di un cartellone culturale permanente. Gli spazi del Palacongressi infatti vanno sfruttati sia in chiave congressuale, sia per offrire un ulteriore centro di aggregazione di qualità da inserire nell’offerta culturale della nostra città, che al momento da questo punto di vista è preoccupantemente carente. Sono tutti interventi strategici di uguale importanza  e sui quali si deve agire quanto prima».

Dissesto idrogeologico e problema allagamenti. Cosa c'è ancora da fare per risolvere definitivamente il problema?

«Questo è un problema molto importante, soprattutto per garantire ai cittadini una città vivibile e che funzioni a dovere. Dato lo stato attuale di totale disservizio è necessario impegnarsi con una manutenzione rigorosa e continuativa di tutte le caditoie e soprattutto operare alcuni interventi urgenti e specifici sul collettore rivierasco che, oramai, non sono più rinviabili. In un contesto globale nel quale i fenomeni meteorologici anomali sono sempre più ricorrenti, bisogna assolutamente far entrare Montesilvano in un’ottica di prevenzione lungimirante trattando la questione con la serietà e la competenza che merita». 

Photored, speed scout e semafori killer. Sul fronte della viabilità quasi sono le sue idee e soluzioni? Intende proseguire con questa linea drastica di rilevamento delle infrazioni stradali?

«Queste nuove tecnologie di rilevazione delle infrazioni devono essere utilizzate con coscienza. In particolare il Photored, e penso a via Adige definito “semaforo killer”, sembra più un modo per fare cassa che uno strumento a tutela dei cittadini: quell’incrocio, da solo, ha generato decine di migliaia di contravvenzioni e non credo proprio che fossero tutti pirati della strada. La sicurezza va intesa come un servizio per il cittadino, quindi proporrò tecnologie più intelligenti come ad esempio i contasecondi semaforici, che mettono in atto un vero e proprio countdown sul giallo per consentire al conducente di avere tutte le informazioni per poter prendere la decisone più prudente».

Campagna anti prostituzione. Che tipo di messaggio è arrivato ai cittadini?

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«Un altro esempio di un grave problema da risolvere, gestito nel modo peggiore possibile dagli attuali amministratori. Ci sono determinate battaglie che vanno vinte e poi pubblicizzate, non il contrario. Penso all’immagine della nostra città che con i cartelloni anti-prostituzione si è fatta una pessima pubblicità da sola, senza fare nemmeno un millimetro verso la risoluzione del problema. Nel mio piano per recuperare il decoro e la vivibilità di Montesilvano c’è, anche, la zona rivierasca che deve essere adatta a famiglie e turisti per 24 ore al giorno, tutti i giorni, senza tirare in ballo cartellonistica pubblica offensiva e di pessimo gusto».

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