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Comunali, il garante degli anziani: "Nonostante il silenzio sui bisogno dei fragili, esercitiamo il nostro diritto di voto"

Critiche alla politica da Giancarlo Roio, ma anche l'appello ai cittadini per dare con il loro voto un segnale a chi, lamenta, non avrebbe in alcun modo risposto alle problematiche da lui stesso sollevate in merito alle difficoltà in particolare dei fragili e soprattutto in riferimento al tema sanità

Nonostante le richieste avanzate siano rimaste inascoltate, il Garante degli anziani del Comune di Pescara Giancarlo Roio invita tutti, soprattutto i fragili, ad andare a votare alle amministrative dell'8 e il 9 giugno. Nel ricordare che a febbraio in vista del voto regionale, aveva avanzato diverse richieste alla politica perché nei programmi si pensasse di più ai fragili, il garante lamenta come l'appello sia stato fatto “inutilmente”.

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“Non un politico, un amministratore, un partito ha raccolto la sollecitazione, procedendo e decidendo tutto come di consuetudine nelle segrete stanze con la sperimentata verticistica e opaca metodologia – ribadisce -. Ciò nondimeno, con sommessa rabbia e legittimo risentimento per le ingiuste vessazioni patite e soprattutto per le insensate e incostituzionali carenze della sanità pubblica e l’impraticabilità a condurre quindi una vita serena, dignitosa e decorosa ugualmente eserciteremo il nostro diritto di voto affidando la cosiddetta 'sovranità popolare' ai più noti e ignoti personaggi in elenco nelle architettate e funzionali liste elettorali a noi del tutto estranee”.

“Daremo ancora a costoro, come da decenni vanamente facciamo, il gravoso compito di rappresentare nelle istituzioni democratiche le nostre tante angosce e sofferenze, ora soprattutto per l’impossibilità a curarsi a causa delle lunghissime liste di attesa, a meno che non si goda degli odiosi e indebiti italici privilegi economici, sociali e di status da potersi permettere le cure e gli esami specialistici tramite l’immorale e odiosa procedura dell’intramoenia impudentemente fornita a pagamento in quella stessa struttura pubblica e da quegli stessi medici specialisti che dovrebbero garantirci gratuitamente o con il solo pagamento del ticket il 'diritto costituzionale alla salute – continua Roio -. Ovvero, detto in termini più crudi: se potete pagare vi curate altrimenti rassegnatevi ad attendere la naturale fine delle vostre sofferenze. Per gli indigenti, i bisognosi e i poveri la classistica negazione del diritto alla salute è ovviamente derivante dalla negazione del diritto a un reddito dignitoso, al cibo, alla casa, al lavoro. Viene in sostanza negato l’universale e inalienabile diritto a una esistenza decorosa come prevede l'articolo 25 della dichiarazione universale dei diritti umani”, chiosa il garante.

“Malgrado tutto, come disciplinati cittadini con una certa connaturata coscienza civica, noi ci recheremo ugualmente ai seggi elettorali e non faremo ciò che suggeriva l’illustrissimo concittadino Ennio Flaiano nel suo libro 'Diario degli errori'”, prosegue citandone questo passaggio: “Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: no. Sarà un modo segreto di contarci. Un no deve salire dal profondo e spaventare quelli del sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo”.

Questo lo spirito, conclude Roio, “essendo ancora molto lontani dal conseguire e manifestare un tale livello di autoconsapevolezza e autonomia critica che un simile provocatorio, ma democratico gesto presupporrebbe alla luce del deplorevole comportamento della politica di grave disinteresse e distacco dai reali bisogni dei comuni cittadini”.

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