Martedì, 18 Maggio 2021
Elezioni Montesilvano 2012

Elezioni Montesilvano 2012, intervista al candidato Corrado Di Sante

Per le prossime elezioni amministrative di Montesilvano che si terranno il 6 e 7 Maggio abbiamo intervistato Corrado di Sante candidato per il centro sinistra per la lista di "In Movimento per i Beni Comuni" e sostenuto da Rifondazione comunista e Verdi

Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?

 
Il modello di sviluppo basato sulla speculazione edilizia e la politica fondata su favori, raccomandazioni e affarismo non sono in grado di offrire prospettive. I beni comuni, la democrazia partecipata e le mani pulite sono i tre cardini su cui costruire un nuovo modo di amministrare a Montesilvano. Abbiamo chiamato la nostra lista IN MOVIMENTO PER I BENI COMUNI perché le due formazioni politiche che la promuovono vogliono costruire un movimento di trasformazione della realtà locale che non si spenga dopo le elezioni. Soltanto una pratica diffusa di cittadinanza attiva può cambiare Montesilvano.  Per noi “bene comune” non è uno slogan elettorale, ma una pratica di movimento in cui siamo direttamente impegnati da anni e che intendiamo portare dentro al Palazzo del Comune.

Nessun programma è credibile se non si ha il coraggio di “scassare” per dirla con De Magistris. Gli altri partiti dicono che noi facciamo solo critiche, noi vi invitiamo a ragionare sulle cose che non vanno con alcuni esempi.

Tutti dicono che vogliono una corretta gestione dei rifiuti però la percentuale di raccolta differenziata è al di sotto di quella di Napoli nei giorni dell’emergenza. Ci sarà una correlazione tra ciò che emerge dalle inchieste giudiziarie e questi dati? Il comune faccia propria la strategia RIFIUTI ZERO puntando su raccolta porta a porta, riduzione, riciclaggio e riuso. Si paga meno TARSU e si creano più posti di lavoro. Solo se la politica non prende ordini da chi fa affari con discariche e inceneritori è possibile farlo.

Tutti vi diranno che amano il verde, ma solo rompendo l’ultradecennale complicità tra politicanti e costruttori è possibile lo STOP AL CONSUMO DI SUOLO con l’immediata adozione di una variante al PRG che salvaguardi le poche aree verdi e non cementificate.

Non c’è verde se non c’è chi sa dire no ai costruttori. E i posti di lavoro?

L’edilizia va indirizzata verso la riqualificazione, la riconversione energetica e il rinnovo del patrimonio edilizio esistente invece di consumare le ultime porzioni di territorio. Va predisposto in collaborazione con l’Università, la Soprintendenza e le associazioni un censimento degli edifici storici che vanno sottoposti a tutela.

Solo una città bella e vivibile può attrarre investimenti, rivitalizzare il turismo, dare fiato alle imprese locali e al commercio e per questa via produrre occupazione.
 
Tutti vi diranno che vogliono il parco fluviale. Peccato che il Saline attende da anni la bonifica e il Ministero ha dovuto ordinare il commissariamento del Comune per “reiterata inerzia” grazie alle denunce di noi ambientalisti.
 
Tutti vi diranno, almeno a sinistra, che sono per i diritti civili e la laicità. Poi si alleano con l’UDC e non se ne fa niente. Noi ci batteremo per l’istituzione del Registro delle Unioni Civili.
 
I servizi pubblici locali sono beni comuni che non vanno privatizzati ma neanche gestiti in maniera privatistica da parte del ceto politico. Noi abbiamo promosso il referendum per l’acqua bene comune e rivendichiamo una gestione pubblica partecipata, trasparente e efficiente. Proprio perché difendiamo il “comune” ci dichiariamo nemici del clientelismo senza se e senza ma, per il rispetto della legalità, il bilancio partecipativo, l drastico taglio dei costi della “politica”, lo stop alle raccomandazioni, ai concorsi truccati, alle consulenze agli amici degli amici. I tagli governativi e la crisi impongono di concentrare tutte le poche risorse sulla solidarietà e i servizi sociali. Avete ancora voglia di pagare le tasse per alimentare gli sprechi clientelari o di far fare affari agli imprenditori che “sponsorizzano” la politica?
 

Come giudica la situazione attuale di Montesilvano?

Montesilvano è la capitale europea delle inchieste che trasversalmente coinvolgono nei processi tuttora in corso esponenti del centrosinistra e del centrodestra.

A Montesilvano ancora una volta le liste si popolano di trasformisti e indagati.

Per mesi abbiamo condotto una battaglia per il rinnovamento, ma evidentemente centrosinistra e centrodestra hanno preferito la continuità con il passato. Le vicende eclatanti della nostra città che hanno portato la Procura a definire gli episodi di malaffare “Sistema Montesilvano” richiedevano un taglio netto. Dopo il fallimento della Giunta Cordoma bisognava dare vita a una esperienza autentica di rinnovamento come a Napoli o a Milano, invece il centrosinistra nonostante il marketing giovanilistico a Montesilvano punta di nuovo sugli Scilipoti di sempre.

Non è possibile parlare di cambiamento se i futuri consiglieri con la loro storia rappresentano l’esatto contrario. Grazie alla nostra martellante campagna sulle liste pulite nella notte precedente la scadenza del termine di presentazione il PD ha tirato fuori dalla sua lista alcuni rinviati a giudizio dopo aver rifiutato per mesi di sottoscrivere tale impegno. Dimostrazione che solo se c’è chi con onestà e coraggio rompe omertà e complicità è possibile che cambi qualcosa.

È incredibile che tanta parte del personale politico che ha sostenuto le Giunte di Cordoma e Cantagallo sia ancora in pista per tornare al governo della città di Montesilvano.

Tutti i nomi: gli indagati , i trasformisti e i trucchetti della peggior Montesilvano li trovate nel DOSSIER CANDIDATI su www.montesilvanoincredibile.it

È una questione di qualità. Etica e estetica. La cattiva politica rende brutta e invivibile la città, inefficiente la macchina amministrativa, non seleziona sulla base delle competenze ma delle consorterie. La questione morale è il centro del problema italiano, diceva Berlinguer. Sicuramente a Montesilvano.

 

Perchè i cittadini dovrebbero votarla?

Rifondazione Comunista da sempre è all’opposizione del cosiddetto Sistema Montesilvano denunciandone i protagonisti. Nelle elezioni comunali del 2004 corse contro l’allora candidato sindaco Cantagallo, ben prima delle inchieste. Nel 2007 corse con Cristian Odoardi sindaco (in coalizione con l’IDV che però clamorosamente al 2° turno appoggiò Cordoma). I Verdi, per mesi, hanno condiviso con noi la battaglia per le liste pulite. Non abbiamo dovuto aspettare Beppe Grillo!

E’ ora che Montesilvano decida se vuole vivacchiare nei vecchi vizi e senza prospettive oppure se intende costruire un cambiamento reale e non solo di facciata.

Sin da piccolo in città, mi sono battuto per la difesa del verde pubblico dei Giardinetti di Via Gramsci e per la difesa del fiume Saline prima che diventasse Sito di bonifica di Interesse Nazionale(2003).  Alle scuole medie per ben 2 anni abbiamo presentato al Sindaco di allora Renzo Gallerati un dossier fotografico dal titolo  “Dai diamanti non nasce nulla, ma questo è vero letame!” per denunciare lo stato di degrado dei giardini e del fiume. Avevo 12 anni.

Prima di darmi con passione all’attivismo sociale ho visto il campo di calcetto dove giocavo da piccolo in fondo alla mia via (Via Garibaldi, dove tuttora vivo)  coprirsi di cemento, lì ho capito che per cambiare la realtà occorre impegnarsi e lottare.

Per me prima di tutto, politica, è una parola nobile e ha a che fare con il cuore e la passione, a partire dalle giornate di Genova 2001 (la mia prima manifestazione avevo appena 18 anni), al concertone per l’estensione dell’articolo 18 (Sud Sound System Stella Maris – Montesilvano 12 giugno 2003), alla vittoriosa campagna referendaria per l’acqua e fino ad oggi.

La nostra è una sfida per il cambiamento, per indirizzare Montesilvano verso una transizione che è ormai necessaria ed ineluttabile. Quella verso un nuovo modello di società e di sviluppo. Un modello che metta al centro i cittadini (con i loro diritti e i loro doveri) e i beni comuni, attraverso un processo di rinnovata partecipazione e protagonismo della cittadinanza.
 

Indichi tre priorità che intende affrontare a Montesilvano


IL LAVORO BUONO

Fare di Montesilvano un gran bel posto, un luogo bello e vivibile tutto l’anno per attrarre investimenti. La tutela ambientale con la bonifica del Saline e la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico saranno fonte certa di lavoro e di miglioramento della qualità della vita. L’investimento sul sociale e la cura delle persone: bambini, anziani disabili saranno fonte di lavoro e sostegno alle famiglie. La lotta attraverso ordinanze e controlli all’iper-sfruttamento dei lavoratori dei centri commerciali, dei lavoratori stagionali e migranti sarà una pratica attiva per tutelare i giovani al primo lavoro e i nuovi schiavi. La presenza di una macchina comunale efficiente, un territorio non disordinato, l’investimento sulle fonti rinnovabili, la promozione di consorzi tra imprese per l’acquisto di materie prime e servizi per abbattere i costi, una forte pressione di concerto con tutti gli enti istituzionali sugli istituti di credito sarà il giusto sostegno alle piccole aziende e agli artigiani che ancora resistono all’assedio dell’edilizia.
LA CITTÀ È UN BENE COMUNE: + VERDE - CEMENTO
Vogliamo vivere in una città che investa sulla bellezza, l’innovazione, la qualità della vita, sulle energie rinnovabili, non su uno spartitraffico tra i centri commerciali e Pescara. Un grande urbanista ha detto che la civiltà di un popolo e di una città si misura dalla quantità e dalla qualità del verde pubblico a disposizione dei cittadini. Montesilvano ha bisogno di spazi per stare insieme e verde per respirare
 
CAMBIAMO ARIA: + BICI - AUTO

L’inquinamento atmosferico ci costa molto in termini di salute: gli studi epidemiologici dimostrano come decessi, malattie cardiovascolari, polmonari o problemi all’apparato respiratorio aumentano al peggioramento della qualità dell’aria e in modo diretto rispetto alla concentrazione delle sostanze inquinanti in atmosfera. Innanzitutto è necessario un monitoraggio reale e capillare della qualità dell’aria e a Montesilvano in questo momento è attiva una sola centralina (a Pescara ce ne sono sei). Bisogna ridurre la congestione e l’uso dell’auto privata in città attraverso un mix di interventi su scala di area metropolitana – un Piano della mobilità metropolitana - ma l’amministrazione uscente non ha approntato alcuno strumento neanche su scala comunale nonostante le previsioni di legge e nemmeno qualche misura per ridurre l’impatto del traffico urbano sulla qualità dell’aria cittadina. Cordoma non è riuscito a coordinare neanche la chiusura domenicale della riviera con Pescara.

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