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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

Elezioni, parla il ministro Di Maio (Impegno Civico): "Sì alla Nuova Pescara e un decreto Taglia bollette per non bloccare l'economia abruzzese"

Abbiamo intervistato il ministro degli esteri Luigi Di Maio, leader del movimento politico "Impegno Civico" in merito ai principali temi del momento in vista delle elezioni politiche del 25 settembre

Sì alla Nuova Pescara con regole che non penalizzino nessuna delle comunità interessate dalla fusione, ed azzeramento dell'Iva su alimenti e beni di prima necessità per contrastare gli aumenti in arrivo. Abbiamo voluto intervistare il ministro Luigi Di Maio e leader di "Impegno Civico", in vista delle prossime elezioni politiche in programma il 25 settembre.

In merito al problema del prezzo del gas e dell'energia elettrica, come giudica la richiesta di gran parte degli altri partiti di stabilire un tetto per evitare ulteriori rialzi?

Guardi, noi di Impegno Civico siamo stati i primi a dire a gran voce che non si può andare avanti così. Ci siamo messi subito al lavoro mettendo a punto la nostra proposta di decreto "Taglia bollette"e per ottenere il tetto massimo al prezzo del gas ai tavoli europei. Su questo punto ho invitato tutti i partiti a dare pieno e incondizionato sostegno al governo, per farlo arrivare forte di questo mandato alle trattative, ma la destra amica di Putin e dello stesso Orban, che da Putin compra sempre più gas, si è ben guardata dal prendere posizione. Vorrei ricordare a Salvini, Berlusconi e Meloni che intanto abbiamo 9 milioni di nostri concittadini che rischiano la povertà energetica, 120mila aziende sul punto di chiudere i battenti e un intero Paese che ogni volta che paga la bolletta energetica riduce il suo potere d’acquisto e i suoi risparmi per fare un maxi-bonifico alla guerra all’Ucraina. 

Sulla questione del caro bollette, sia per le famiglie che le imprese, quali sono le soluzioni che propone Impegno Civico?

A differenza del trio sfascia conti Meloni-Salvini-Berlusconi che ha già fatto promesse per 160 miliardi di euro, noi di Impegno Civico facciamo proposte concrete e troviamo anche i soldi per realizzarle. Con il decreto "Taglia bollette" lo Stato copre l’80% dei costi energetici delle imprese e delle famiglie a rischio di povertà energetica: si tratta di un provvedimento da assumere in via emergenziale il giorno dopo le elezioni per l’ultimo trimestre dell’anno. Lo finanzieremo con le maggiori risorse incamerate dallo Stato, ad esempio, su Iva e accise derivanti dall’inflazione. Se i cittadini sosterranno il 25 settembre, con la nostra proposta eviteremo il tracollo di intere filiere produttive e fasce di società. Non lasceremo soli gli italiani.

Le fonti rinnovabili possono rappresentare in questo delicato momento la soluzione per contenere gli aumenti dei prezzi di gas e petrolio. Come dovrebbe muoversi in tal senso il prossimo Governo?

Intanto posso dirle cosa abbiamo già realizzato. C’è stato un grande lavoro finalizzato a diversificare le fonti di approvvigionamento di gas per ridurre la dipendenza dalla Russia. L’obiettivo futuro è però quello di ridurre il consumo di gas e accelerare immediatamente sulle rinnovabili con una ulteriore sburocratizzazione e un forte investimento, per raggiungere la neutralità climatica nei tempi stabiliti. Impegno Civico presenterà immediatamente in Parlamento una proposta di legge sul clima che affronti la questione con interventi concreti e strutturali.

Anche l'inflazione negli ultimi mesi sta pesando sul carrello della spesa delle famiglie. Quali sono le soluzioni da adottare nel breve e nel lungo periodo?

Le stime parlano di oltre 560 euro di aumenti in un anno soltanto per il carrello della spesa di un nucleo familiare. Ecco perché vogliamo azzerare l’Iva su alimenti e beni di prima necessità, come prodotti per l’infanzia e farmaci. Ma bisogna intervenire anche sulle retribuzioni: eravamo al lavoro in un confronto proficuo con le imprese per ottenere finalmente il salario minimo che porrebbe fine alle vergognose paghe di 2-3 euro l’ora. Purtroppo, forze politiche scellerate hanno preferito interrompere l’azione del Governo. Ma Impegno Civico vuole andare anche oltre la previsione di una paga minima: siamo l’unica forza politica a proporre il salario equo, cioè adeguato alle competenze, alle conoscenze e alle esperienze espresse dal lavoratore. 

I giovani sono una delle categorie più penalizzate dalla crisi economica: quali interventi intende attuare Impegno Civico per dare un futuro più roseo alle nuove generazioni?

Lo dico sempre: i giovani sono un tesoretto che dobbiamo valorizzare e proteggere. Tanti in queste settimane hanno scelto Impegno Civico per candidarsi o per dare il loro contributo in termini di idee e di sostegno alla campagna elettorale. Hanno compreso che per siamo una forza giovane in grado di ascoltare e soddisfare i loro bisogni. Uno in particolare che abbiamo registrato è il forte desiderio di autonomia: vogliono giustamente realizzarsi nel lavoro e magari metter su famiglia e comprare casa. Ma il più delle volte la casa diventa un miraggio perché molti non dispongono dei soldi necessari a versare l’anticipo. Da qui la nostra proposta che sia lo Stato a finanziare la cifra che serve per l’anticipo e che questa somma sia poi restituita con rate a tasso zero. Poi c’è da metter mano agli sgravi contributivi per le aziende che assumono under 40 e da rafforzare l’occupazione femminile con misure ad hoc: abbiamo tante idee e tutta l’energia e l’esperienza di governo che serve per trasformarle in realtà. 

Bollette, pandemia e crisi economica rischiano di mettere in ginocchio le imprese e tutto il sistema produttivo. Quali sono gli interventi che il prossimo Governo dovrebbe mettere in campo per evitare un'emergenza occupazionale?

In questi anni ho lavorato fianco a fianco con molte imprese e con le loro associazioni di categoria. Con il Patto per l’Export, lanciato appena due anni fa, abbiamo impostato un nuovo metodo di lavoro che, attraverso la condivisione e il confronto, ha portato alla cifra di 516 miliardi di euro di esportazioni nel 2021: una cifra record mai raggiunta prima. Un trend confermato anche nel primo semestre dell’anno, con un ulteriore +22,4%, e che ha coinvolto anche l’Abruzzo, dove l’export ha superato gli 8,6 miliardi. Più prodotti made in Italy circolano nel mondo, più posti di lavoro si creano da noi. Se sosteniamo la crescita e affianchiamo le imprese in questa fase complicata sosterremo anche l’occupazione. 

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