Politica Ospedale / Via Rigopiano

La denuncia di Pettinari (M5S) sugli alloggi popolari in via Rigopiano: "Due donne minacciate con un coltello alla gola"

Il vice presidente del consiglio regionale riferisce come la colpa di queste due donne sia quella di aver supportato la battaglia di legalità nel quartiere al suo fianco

Due donne minacciate con un coltello alla gola in via Rigopiano a Pescara nella zona degli alloggi popolari.
Questo quanto denuncia il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle. 

Secondo Pettinari la loro colpa sarebbe quella di aver supportato la battaglia di legalità nel quartiere: «Serve un allontanamento immediato di chi delinque, la legge c'è, venga applicata».

Il responsabile che, seppur prontamente denunciato alle forze dell’ordine, continua a minacciare in maniera violenta e costante i cittadini onesti del quartiere popolare di via Rigopiano/Passo della portella. Pettinari, è tornato in via Rigopiano per chiedere l’allontanamento immediato di chi terrorizza i cittadini onesti e lo ha fatto rivolgendo un appello alla prefettura, al Comune e alla Regione Abruzzo, insieme a diversi residenti: «Qui la situazione sta peggiorando ogni giorno, poche settimane fa due donne sono state minacciate con un coltello, successivamente sono stati buttati dei mattoni sul balcone di una delle due, non si sa da chi. A questo atto sono seguite minacce non verbali anonime tra cui una porta segnata con vernice nera e dell’olio buttato sulle scale con il fine, probabilmente, di provocare delle cadute. Sono state eseguite le dovute denunce alle forze dell’ordine e alcune situazioni sono state anche riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Ci aspettavamo un’azione repentina che però non è arrivata. Allora chiedo direttamente al comune e alla prefettura di allontanare chi commette questi atti con un provvedimento urgente per questioni di sicurezza e ordine pubblico».

Pettinari poi aggiunge: «In questo quartiere c’è un ampio margine di azione: ci sono circa 20 alloggi murati e vuoti, se fossero assegnati ai tanti cittadini onesti che sono in graduatoria (circa 700) il tessuto sociale del piccolo quartiere sarebbe risollevato. Bisogna circondare la criminalità di legalità per poterla estirpare definitivamente, ma ciò non avviene. Mi chiedo come sia possibile, nonostante la legge regionale 96/96 offra tutti gli strumenti necessari per debellare la criminalità nelle case Ater, che poche persone spaccino droga senza controllo, in un quartiere per altro che è poco più grande di un cortile. Come sia possibile che le utenze di un alloggio di proprietà pubblica siano attaccate abusivamente ad altri appartamenti e, soprattutto, come sia possibile che una casa Ater resti nella disponibilità di una persona che risulta latitante e dei suoi familiari perché il provvedimento di decadenza emesso a seguito delle mie denunce e richieste non sarebbe stato ancora eseguito con uno sfratto forzoso. E come sia possibile che alcune famiglie di delinquenti continuino a gettare l'immondizia dal balcone sul cortile comune rendendo insalubre il luogo. Sono denunce che abbiamo sollevato più volte e che oggi vengono rese ancora più attuali dagli ultimi atti intimidatori in ordine di tempo. Le persone qui hanno paura e vogliono andare via: non sono gli onesti a dover scappare, ma gli abusivi e i criminali a dover essere messi alla porta. Non si può lasciare un intero quartiere in mano a chi delinque. Mi auguro che questi fatti, che personalmente giudico gravissimi, siano l’input necessario per un intervento repentino ed efficace. Noi staremo sempre qui, al fianco dei cittadini onesti, ma abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte per mettere la parola fine all’incubo di tanti pescaresi che non hanno colpe».

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