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Divieti per il Coronavirus, prefetto boccia le ordinanze del sindaco Masci: è polemica

In base ad una nota riservata inviata al sindaco Masci e pubblicata su un quotidiano locale, il prefetto Basilicata avrebbe chiesto di ritirare l'ordinanza riguardante il divieto di passeggiare e fare attività motoria in tutta la città

Scoppia la polemica in merito alla vicenda della nota riservata che il prefetto Basilicata ha inviato al sindaco Masci per chiedere di ritirare l'ordinanza 47 del primo aprile, quella relativa al divieto di svolgere qualsiasi attività motoria e sportiva all'aperto a Pescara, che stringe ulteriormente le prescrizioni già presenti nel decreto del Governo per far fronte all'emergenza Coronavirus.

LA REPLICA DEL SINDACO

Nella nota, risalente al 3 aprile scorso come riportato dal quotidiano "Il Messaggero", il prefetto avrebbe espresso perplessità in merito alla decisione del sindaco di non averla consultata preventivamente e senza comunicazione ufficiale alla prefettura come autorità di pubblica sicurezza.

VIDEO - MASCI, A PESCARA VIETATA OGNI ATTIVITÀ MOTORIA

Nel merito, l'ordinanza sarebbe inefficace ed andrebbe ritirata in quanto potrebbe generare confusione fra le autorità preposte al controllo e rispetto delle normative governative e locali attualmente in vigore per l'emergenza sanitaria come confermato da una nota odierna dello stesso prefetto Basilicata:

"..i sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, ed estendono le disposizioni di cui all’art. 3 agli atti posti in essere per ragioni di sanità in forza di poteri attribuiti da ogni disposizione di legge previgente al decreto legge. Infatti, con il quadro normativo introdotto con il decreto legge n. 19/2020 il legislatore ha inteso delineare una cornice all’interno della quale inquadrare l’adozione di misure urgenti da parte di Regioni e comuni con efficacia limitata fino all’emanazione dei Ddpcm e solamente per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario in tutto o in parte del territorio della regione o del comune interessati"

Secondo il prefetto, queste ordinanze potrebbero inoltre creare un problema relativo anche agli incassi derivanti dalle sanzioni comminate:

Le ordinanze in argomento, generalmente prive dell’indicazione della sanzione o contenenti il rinvio al quadro sanzionatorio di cui all’art. 4 del decreto legge in argomento potrebbero creare il presupposto per l’eventuale insorgere di rilevanti aspetti di responsabilità contabile, introitando il comune, nell’esercizio dell’attività accertativa e sanzionatoria della Polizia municipale in relazione alle ordinanze sindacali in parola, somme di competenza statale

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