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VIDEO | Sola (M5s): "Vuoto il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, si fa campagna elettorale sui fragili"

Il capogruppo comunale del Movimento insieme ai colleghi Massimo Di Renzo e Marco Romano mostra il documento che andrà al vaglio del consiglio comunale denunciando il fatto che in sostanza non ci sarebbe nulla di concreto al suo interno e questo potrebbe significare impossibilità di accedere ai finanziamenti regionali e l'arrivo di un commissario "per fare quello che non ha fatto la giunta"

Una manovra elettorale senza contenuti che nella migliore delle ipotesi impegnerà la prossima giunta e il prossimo consiglio comunale a redigere un documento completo in sei mesi a fronte dei cinque anni che si sono avuti a disposizione e che nella peggiore rischia di far arrivare un commissario ad acta perché venga realmente pianificato, quantificato e realizzato con in più il rischio di perdere ogni accesso a eventuali stanziamenti di fondi regionali.

Questo denuncia il Movimento 5 Stelle, è il Peba (Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche) che la giunta Masci si appresta ad approvare nel corso delle ultime tre e serrate sedute di consiglio comunale (22-23 e 24 aprile) con il mero scopo “di strizzare l'occhio al mondo della disabilità e mettersi l'ennesima medaglietta sul petto”.

A dichiararlo è il capogruppo Paolo Sola con i colleghi Massimo Di Renzo e Marco Romano parlando di un “documento vuoto” dove si riportano solo normative, tipologie di disabilità e una scheda tecnica, l'unica cosa sensata sostiene, che costituirebbe l'unica eredità per il tecnico che eventualmente dovrà essere nominato per redigere correttamente il Peba. A mancare è tutto ciò che il Piano richiederebbe, incalza, e cioè “la mappatura di tutte le criticità del territorio, gli interventi che servirebbero per rimuoverle e la quantificazione dei costi per inserire tutto in una programmazione seria e concreta che garantisca l'accessibilità universale agli spazi e gli edifici pubblici”. Un'accessibilità che riguarda, precisa, in primis i disabili, ma in realtà tutte le categorie fragili a cominciare da anziani e bambini.

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A riprova di come andrebbe fatto un Peba, Di Renzo mostra alcune schede di altri Comuni come quello di Ferrara dove addirittura è riportata la geolocalizzazione della barriera architettonica corredata di rilievi, fotografie, tipologia di intervento da fare e spesa necessaria.

A preoccupare è anche il fatto che ci si chiede, sottolineano i pentastellati, se una volta approvato il documento questo potrà o meno essere modificato nel tempo che rimane e dettato da norme regionali, o se al contrario rimarrà com'è configurando la possibilità che arrivi il commissario e non si possa accedere ai fondi regionali.

Questo perché, spiega Sola, “C'è un quadro normativo regionale. C'era già una legge dell'11 febbraio 2008 che imponeva l'obbligo ai Comuni di adeguarsi e adottare un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche: pena il mancato accesso ai finanziamenti pubblici regionali. Un ulteriore modifica è quella del 10 gennaio 2024 voluta dal Movimento 5 Stelle Abruzzo con una proposta a firma del nostro capogruppo Francesco Taglieri che ha imposto un termine stringente per adeguarsi e cioè il 31 dicembre 2024 e l'istituzione di un vero e proprio registro telematico in cui inserire tutte le amministrazioni virtuose che presentano il Peba che non può essere – ribadisce – un documento vuoto. Deve avere un cronoprogamma certo e la quantificazione prevista per realizzare gli interventi. Tutto questo nel documento della giunta Masci non c'è: rischiamo di andare incontro a un commissario ad acta che verrà qui a realizzare quello che la giunta non è stata in grado di realizzare con in più l'impossibilità di accedere ai finanziamenti regionali”.

A Sola chiediamo quindi se mesi che restano da qui a dicembre, fatti salvi i tempi di insediamento di quello che sarà il nuovo governo di Palazzo di Città, potranno essere sufficienti a rivedere il Peba se così non sarebbe attuabile. Su questo, afferma, la questione non è chiara e i tempi comunque sono davvero stringenti. “Per questo – conclude il capogruppo M5s – non voteremo questo documento. Non tolleriamo che venga fatta campagna elettorale sulle spalle dei deboli e i fragili. È un documento vuoto che ci mette in una posizione difficile rispetto alla Regione. È difficile immaginare che si possa fare in sei mesi quello che non si è riusciti a fare in cinque anni”.

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