Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Disabilità e inclusione sociale, Rete Abruzzo: "Il consiglio regionale rifinanzi le associazioni"

Con una nota congiunta le 21 realtà territoriali denunciano il mancato stanziamento di fondi per chi si occupa delle persone in difficoltà: "va affermato un principio di civiltà"

La Rete d’Abruzzo di inclusione sociale-disabilità chiede ai consiglieri regionali di inserire il rifinanziamento dei fondi alle associazioni e di farlo nella prossima seduta del consiglio che si terrà giovedì 24 febbraio. Ventuno quelle che fanno parte della Rete e che, ricorda la stessa, assistono migliaia di pazienti su tutto il territorio.

“Nella legge di bilancio della Regione Abruzzo pubblicata sul Bura del 28 gennaio scorso infatti – denunciano congiuntamente le associazioni - non vi è traccia delle richieste avanzate né come rifinanziamento di legge ordinaria né come rifinanziamento in caso di maggiori entrate, se non per il capitolo 71645 che torna a essere finanziato come gli anni precedenti. Ci sono invece, 8 milioni 678 mila euro erogati senza criterio alcuno, con modalità non trasparenti grazie alle quali tale somma è stata elargita a 610 beneficiari. L’erogazione dei contributi ex 95/99 prevedeva requisiti specifici quali il volume di spesa degli ultimi tre anni e gli anni di iscrizione al registro regionale, per non parlare dell’obbligo di massima trasparenza sull’utilizzo delle somme erogate”.

A mancare, rimarcano, anche l'inclusione dei fondi per enti no profit che si occupano di assistenza a disabili, a malati di Parkinson e Alzheimer e non solo. “Non consola il fatto che, tra i beneficiari, ci siano dieci associazioni che si occupano di queste persone a cui è stato erogato solo l’uno per cento della cifra a disposizione – chiosano -. Il rifinanziamento dei fondi alle associazioni è fondamentale per la sopravvivenza di attività indispensabili. Gli enti, infatti, ritengono di vitale importanza che l’accesso ai fondi sia regolamentato da norme chiare, precise e con modalità del tutto trasparenti”. “Inoltre, si chiede che venga finalmente stabilito, una volta per tutte, un principio di civiltà - conclude la nota -: i fondi per le associazioni sono necessari al funzionamento di un servizio quasi sempre demandato al sacrificio di volontari e parenti delle persone in difficoltà”, sottolinea la Rete Abruzzo che ricorda quanto si legge nella legge regionale 95/99 lì dove si afferma che permette “di erogare servizi fondamentali per le persone con disabilità, a volte addirittura sostituendosi a quel sistema socio-sanitario che non riesce a soddisfare tutte le esigenze delle stesse”.

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