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Il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) passa tra polemiche e impegni assunti

Come previsto dopo le polemiche sollevate dal M5s su quel documento ritenuto incompleto e che di fatto traccia linee guida di intervento, ma non gli atti concreti da promuovere, lo scontro in aula c'è stato. Quel Peba però, ha rimarcato la giunta, è il primo atto concreto a quasi 40 anni dalla legge nazionale. Sì alla mozione del centrosinistra: chi guiderà la città dovrà metterlo tra le priorità

Sì del consiglio comunale al Peba (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche). Se in aula è arrivata "l'ammissione" che si tratta di un documento che traccia le linee guida per arrivare a una vera mappatura e definizione pratica e economica degli interventi da approvare, ad arrivare è stato anche l'impegno perché quella definizione particolareggiata del piano arrivi già con l'avvio della prossima legislatura. Un impegno che si tradurrà nell'immediato procedimento al monitoraggio degli interventi da fare, nella programmazione degli stessi e nella previsione di una linea di finanziamento dedicata nel piano triennale dei lavori pubblici 2024-2026 che dia la precedenza alle zone centrali, a quelle periferiche più disagiate, agli edifici pubblici e alle scuole. Un impegno che tutti si sono assunti con il "sì" alla mozione presentata da Stefania Catalano (Pd con cui si attribuisce un'importante responsabilità a chi siederà negli scranni di Palazzo di Città dopo le elezioni dell'8 e il 9 giugno con il tempo che ancora una volta, da galantuomo qual è, darà tutte le risposte sul valore che si darà a un tema tanto importante: quello dell'accessibilità.

Le polemiche ovviamente non sono mancate con il Movimento 5 Stelle che ha ribadito la sua posizione: quello approvato non sarebbe un Peba, ma una manovra elettorale e nello specifico "tesina di laurea" con cui si mettono i presupposti del Peba cui dovrà lavorare chi arriverà poi. Consiglieri pentastellati non convinti dalla tesi addotta dall'assessore comunale Luigi Albore Mascia per cui quel documento è propedeutico a una strategia più ampia per cui allo stesso si intende lavorare in concretezza collaborando con i Comuni coinvolti nella fusione della Nuova Pescara (Spoltore e Montesilvano). Comuni che in realtà, ha replicato il capogruppo M5s Paolo Sola, il loro Peba ce l'hanno già.

Per l'assessore parole "ingenerose" quelle pronunciate dato che, ha sottolineato, questo documento rappresenta il primo vero atto concreto per l'eliminazione delle barriere architettoniche da quando esiste una legge nazionale e cioè dal 1986 e da quando c'è anche la legge regionale datata 2008 e modificata nel 2024 su impulso proprio del M5s che ha dettato il termine finale per la presentazione del Peba al 31 dicembre. Quello approvato per Mascia è dunque uno strumento completo” fatto di planimetrie di ambiti territoriali, tipologie di disabilità, valutazione del trasporto pubblico locale su densità abitativa e microzonizzazioni.

I consiglieri comunali del Movimento sono rimasti particolarmente delusi anche dal “no” all'emendamento con cui si chiedeva l'istituzione di un ufficio preposto a seguire la vera applicazione del Peba cui la maggioranza ha di fatto inteso rispondere con l'impegno assunto perché chiunque guiderà la prossima giunta si attivi subito per la mappatura del piano. 

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Se dai pentastellati le critiche sono arrivate ai contenuti del documento che ci si aspettava maggiormente definiti, ma non al lavoro fatto da uffici e commissione (in questo caso quella presieduta dalla consigliera Maria Luigia Montopolino) cui è comunque andato il riconoscimento dell'impegno per la predisposizione in particolare della scheda tecnica su cui comunque dovrà lavorare qualcun altro, dal centrosinistra le critiche sono state mosse sulla differenza tra intenzioni e atti concreti e cioè sulla grande attenzione posta anche dall'assessore nei confronti del tema, ma quei lavori che si portano avanti in città che in realtà attuerebbero poi l'esatto contrario.

In questo senso Catalano il riferimento lo ha fatto ai lavori di modifica appena fatti in viale Marconi e a lungo chiesti anche dal Pd. Interventi in cui però i parcheggi dei disabili, ad esempio, sarebbero lontani dagli scivoli per disabili. Un aspetto su cui si è soffermato anche il candidato sindaco Carlo Costantini che ha parlato di differenza tra “metodo e sostanza”, di lavori che vengono fatti ancora oggi con poca attenzione e di un documento, il Peba approvato, che sembra essere più una spilletta aggiunta per poter dire in campagna elettorale “siamo intervenuti anche su questo tema. Perdonatemi ma è un po' squallido”, ha chiosato rimarcando che la sensibilità andava mostrata in tutti i cinque anni di amministrazione.

Di botta e risposta ce ne sono stati tanti compreso l'intervento del sindaco Carlo Masci che da parte sua si è detto dispiaciuto delle offese giunte dai banchi d'opposizione su una delibera “che dovrebbe essere votata all'unanimità. Dispiace – ha aggiunto – constatare l'acrimonia che per questo atto non ci dovrebbe essere. Un atto che viene approvato con grande ritardi”, ha rimarcato anche lui citando la legge nazionale e quella regionale. “Sentire critiche da chi ha avuto tanto tempo per approvarlo e non lo ha fatto dispiace”, ha detto ancora rimarcando che sono gli stessi che oggi si candidano di nuovo alla guida della città. “Sarebbe stato bello approvare la delibera tutti insieme dicendo che abbiamo perso tanto tempo e che dovevamo approvarlo vent'anni fa. Personalmente – ha concluso sono contento perché facciamo un passo in più”.

Posizioni ancora una volta totalmente distanti con in più il timore del M5s di non avere accesso ai finanziamenti regionali dato che il Peba va presentato entro il 31 dicembre e l'assenza della definizione degli interventi di quello approvato per i consiglieri potrebbe rappresentare un rischio. Dall'altra parte la maggioranza per cui averlo oggi un Peba vuol dire aver fatto quel passo atteso da decenni verso una sua reale attuazione. Al centro il tempo: quello con cui tutti, approvando la mozione del centrosinistra, hanno preso l'impegno di fare di quel Piano una priorità una volta eletti il nuovo sindaco, i nuovi consiglieri e la nuova giunta che sia nel segno della continuità o della discontinuità.


 

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