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Dimensionamento scolastico, la dura replica del presidente della Provincia De Martinis: ecco di chi è 'lo sgarbo'

Non solo la risposta al consigliere regionale Blasioli (Pd) che "pecca di onestà intellettuale", ma anche una lettera ai presidenti Marsilio e Sospiri: a "scaricare tutto su Pescara è stata la scelta dell'assessore regionale Quaresimale che ha escluso la provincia di Teramo". Chiesta la revisione delle decisioni prese

Se da una parte il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli e i consiglieri comunali del centrosinistra “peccano ancora una volta di onestà intellettuale” dall'altra “lo sgarbo” al territorio di Pescara, come lo ha definito proprio Blasioli, non lo avrebbe fatto la Provincia, ma l'assessore regionale all'Istruzione Pietro Quaresimale con l'esclusione di Teramo dal piano di dimensionamento scolastico. La Provincia, in realtà, ha effettuato un “correttivo” perché di fronte alla scelta che doveva fare comunque avrebbe attirato critiche intellettualmente poco oneste.

È dura la replica del presidente della Provincia Ottavio De Martinis nei confronti di chi ha puntato il dito verso di lui per le scelte fatte che porteranno il prossimo anno scolastico all'accorpamento dei comprensivi 1 e 7 nel capoluogo adriatico e di due istituti comprensivi di Penne e cioè il Giardini e il Ciulli Paratore i cui plessi si trovano a Villa Celiera e Farindola.

Per quanto concerne Pescara una scelta doppia obbligata proprio per l'esclusione di Teramo dunque, e che come prima ipotesi paventava l'accorpamento dell'istituto Manthoné e dell'istituto Di Marzio con il primo che comunque, ribatte De Martinis  commentando le critiche dei consiglieri comunali, si trova in periferia e dunque in un'area sensibile esattamente come denunciato da loro per il comprensivo 1: se avesse fatto quella di scelta è certo comunque lo avrebbero criticato. 

Di qui l'invito al consigliere regionale Blasioli a chiederle a Quaresimale le spiegazioni perché lui una lettera formale, fa sapere, l'ha già inviata al presidente della Regione Marco Marsilio e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Una lettera con cui “ho lamentato la scorrettezza da parte della Regione resasi tale nel momento in cui sulla base del Milleproroghe si sono ridotti gli accorpamenti in Abruzzo da 11 a 7 tenendo completamente fuori la provincia di Teramo. Questo forse perché l'assessore è teramano. Sono stati ridotti di due gli accorpamenti a Chieti e si è lasciato a Pescara, così come a L'Aquila, il compito di adempiere a pieno titolo al quelli che erano i numeri richiesti. Una scorrettezza di cui – ribadisce – li ho edotti per chiedere se è possibile rivedere quanto deciso perché questo è veramente triste”.

“Il consigliere regionale Blasioli così come i consiglieri comunali, ha omesso di dire che la mia proposta è stata una proposta che ha scongiurato l'accorpamento del Manthoné e la Di Marzio - ribadisce ancora il presidente della Provincia -. Invece di gridare allo scandalo avrebbero dovuto dire che come stabilito da dettami nazionali e regionali Pescara doveva accorpare due istituti sul territorio”.

“Da subito – ricorda De Martinis - insieme ai sindacati avevamo chiesto il congelamento proprio sulla nostra provincia dato che negli anni ha dato tanto in termini di dimensionamento. Abbiamo manifestato contrarietà anche alla decisione presa inizialmente che prevedeva i due accorpamenti entrambi su Penne. Una scelta che aveva sollevato le giuste lamentele del sindaco Petrucci e di altri esponenti dell'area vestina. La Regione ha quindi corretto il tiro spostando uno degli accorpamenti su Pescara”. Si doveva dunque per forza scegliere tra l'accorpamento poi deciso, quello tra il comprensivo 1 e il 7 e quello tra i due istituti superiori. “Anche il Manthoné è in una zona difficile di Pescara e un presidio della legalità. Anche questo tra l'altro ha corsi serali importanti rivolti alle fasce sociali deboli della popolazione. Sono convinto – torna a dire De Martinis replicando alle critiche – che se si fosse fatta la scelta di questo accorpamento avrebbero comunque lamentato una pecca da parte della Provincia. Quello fatto dunque non è stato uno 'sgarbo', ma un 'correttivo' verso un accorpamento che comunque nessuno avrebbe voluto e che ha lasciato in essere le dirigenze di due istituti storici del territorio con quello dei comprensivi che comunque la sua dirigenza l'avrà nonostante il pensionamento di chi guida il comprensivo 1. Se fossero stati intellettualmente onesti Blasioli e i consiglieri del centrosinistra di Pescara avrebbero detto non solo quello che si è fatto, ma quello che si sarebbe fatto e che con la mia decisione ho scongiurato”.

Una situazione che lo avrebbe dunque portato a scrivere a Marsilio e Sospiri per lamentare “lo sgarbo” che a Pescara avrebbe quindi fatto l'assessore Quaresimale e per chiedere all'ente “di correggere il tiro” valutando la possibilità di riformulare il piano. “Pescara doveva essere la provincia che non avrebbe dovuto subire accorpamenti e invece alla fine ne ha avuti due. Noi abbiamo dovuto per forza di cose e coscientemente portare avanti il dimensionamento facendo una scelta difficile. Si potevano e si dovevano prendere in considerazione le percentuali così come portate ai tavoli scolastici provinciali. Se lo si fosse fatto – continua De Martinis - Pescara doveva essere quella a non subire accorpamenti e non Teramo o Chieti che ne aveva quattro e ora ne ha due. Se proprio per i dettami ministeriali si doveva dare quel tipo di risposta allora si doveva distribuire il dimensionamento sul territorio promuovendo un accorpamento su Pescara e uno su Teramo”.

“Mentre noi eravamo alle prese con una difficoltà oggettiva che Blasioli avrebbe dovuto comprendere a pieno e credo lo abbia fatto, ma per motivi elettorali doveva dire la sua, l'assessore Quaresimale e chi ha lavorato con lui ha pensato bene di lasciare fuori Teramo. Una cosa scorretta che mi auguro possa essere rivista”, conclude.

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