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Il commento del consigliere Di Iacovo sugli orari di chiusura dei locali: "Solo Pescara oggi non festeggia la fine del coprifuoco"

Il consigliere comunale di centrosinistra ed ex vicesindaco parla di un provvedimento che di fatto stabilità un nuovo coprifuoco locale, valido solo a Pescara

Solo Pescara non festeggerà oggi la fine del coprifuoco. A parlare è il consigliere comunale di centrosinistra ed ex vicesindaco Giovanni Di Iacovo, che commenta l'ordinanza che il sindaco Masci si appresta a firmare e che stabilisce come orario di chiusura per ristoranti e locali la mezzanotte e trenta per i giorni feriali, e l'una e trenta per i giorni festivi.

Di Iacovo ricorda come Pescara e la nostra regione abbiano patito il minor numero di giorni in zona gialla dall'autunno scorso, e gradualmente nelle ultime settimane sono andati a sparire i vari divieti tranne il coprifuoco, andato avanti per nove mesi:

"Oggi noi non facciamo neanche in tempo a tirare un bel sospiro di sollievo che l’ordinanza comunale ci ripiomba in un coprifuoco locale. Peraltro senza che queste misure siano legate alla pandemia ma solo per ragioni di "buon vicinato". Basterebbe intervenire chirurgicamente sul problema schiamazzi del tratto di strada in questione invece che spegnere l'intera città. Dal dopocena, tutto spento dal centro storico, a zona mercato alla intera riviera, e durerà almeno per tutta l'estate. 

Peraltro questa fascia di orario cancellata colpisce soprattutto il tipo di attività che, a mio avviso si dovrebbe incentivare e sostenere più di ogni altra ossia concerti, spettacoli, eventi culturali. Certo, tutto si può anticipare, se riesco a staccare da lavoro un'ora prima, posso cenare un'ora prima, andare a vedere un concerto un'ora prima e poi scappare a casa un'ora prima, oppure se invece che mangiare la pizza con l'amico che non vedo da un anno vado allo spettacolo forse faccio in tempo. "

Il consigliere evidenzia come ora sia il momento di far ripartire tutto il mondo delle associazioni e soggetti culturali seppelliti dalla pandemia, avendo il diritto di tornare ad esistere, vivere e offrire socialità e cultura.

Tutto si può fare, ma la domanda è: perché? Abbiamo vissuto un anno di coprifuoco e l'abbiamo rispettato per uscire dall'incubo pandemia ora le decine e decine di attività che sono state massacrate in questo infernale anno e mezzo, insieme a tutto il caleidoscopico mondo di soggettività culturali che sono state seppellite, avrebbero il diritto di tornare ad esistere, vivere e offrire socialità e cultura.

"A Francavilla sì, a Montesilvano sì, ovunque in Italia sì, a Pescara: no. Ma non era proprio la destra che gridava ogni giorno no al coprifuoco?"

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