Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Demolizione Liceo Marconi, lettera aperta del presidente della Provincia Zaffiri

La missiva è indirizzata al sindaco Masci, al presidente Antonelli, ai consiglieri comunali, alle istituzioni scolastiche, agli studenti e ai cittadini in occasione della riunione dell'assise civica sul caso

Una lettera aperta inerente il caso del liceo Marconi di Pescara che entro breve sarà demolito e poi ricostruito.
È quella inviata dal presidente della Provincia, Antonio Zaffiri in occasione del consiglio comunale convocato sull'argomento.

Il Marconi è una delle scuole storiche della città, frequentata da circa 1.430 studenti, diversi dei quali provenienti dai comuni della provincia ma anche fuori dalla stessa.

Zaffiri ha motivato la sua assenza spiegando che era impegnato in una riunione con sessione di voto nell’ente parco, «riunione alla quale ero stato precedentemente convocato, garantendo già da tempo la mia presenza e disponibilità, e sicuramente se la seduta consiliare fosse stata preventivamente concordata, sono certo che avremmo individuato insieme una data capace di conciliare le necessità di urgenza del consiglio comunale con i miei inderogabili obblighi istituzionali e la mia volontà di essere presente». 

Questo quanto scritto da Zaffiri: «Voglio partire rassicurando le famiglie e gli studenti, oltreché il personale docente e non e, ovviamente, la dirigenza scolastica, che sono oggi i veri protagonisti della giornata: il "Marconi" è una scuola storica per Pescara che resterà a Pescara. Purtroppo parliamo di un edificio vecchio che ha subito ampliamenti in più fasi per consentire di accogliere gli attuali 1.430 studenti oltre a 300 unità di personale tra docenti, Amministrativi e collaboratori scolastici. E sappiamo che quando una scuola, nata per accogliere un determinato numero di alunni, viene ampliata in fasi progressive, perde purtroppo di funzionalità. Nei mesi scorsi abbiamo avuto la fortuna di avere un finanziamento da parte della Regione Abruzzo tramite il Miur pari a 8 milioni 30 mila euro finalizzati all’adeguamento sismico della scuola o alla sua demolizione e successiva ricostruzione. Ci siamo resi conto che il semplice adeguamento non era percorribile perché la scuola non avrebbe riacquistato la sua piena funzionalità e comunque le opere sarebbero state invasive rispetto all’attività didattica. E allora, attraverso le valutazioni condotte con i tecnici abbiamo scelto di procedere con la demolizione totale e immediata ricostruzione della scuola. Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo l’autorizzazione per tale percorso e la Regione ci ha accordato due lotti di finanziamento per un intervento di 15 milioni di euro complessivi, e il primo lotto comporterà un investimento di 8 milioni 30 mila euro. L’attuale edificio lascerà il posto a 3 blocchi strutturali a torre, garantendo maggiori spazi per le aule e per il settore amministrativo. Sicuramente il "Marconi" risorgerà come una scuola 4.0, funzionale, realizzeremo una scuola bella, accogliente, moderna, e il progetto risponde a tre obiettivi: la sicurezza, l’efficienza energetica e la funzionalità. Andremo a trasformare completamente un lotto di 8 mila 900 metri quadrati, che oggi conta un edificio con una corte interna inutilizzabile e sempre in ombra. Le tre torri saranno aperte verso l’esterno dove ci saranno 50 parcheggi, spazi verdi e la possibilità di un anfiteatro per manifestazioni all’aperto. La costruzione delle tre torri sarà divisa in due lotti funzionali: il primo lotto, gara conclusa il 17 dicembre scorso, sarà utile a rendere già autosufficiente la scuola per tornare in funzione alla riconsegna, e la palestra verrà realizzata poco dopo. Le prime due torri si svilupperanno su tre livelli ciascuna per 5.400 metri quadrati. Il piano terra ospiterà servizi amministrativi, presidenza e vicepresidenza, uffici, un atrio adeguato, laboratori e una biblioteca; 32 le aule, per i primi 700 studenti, che verranno realizzate sui due livelli superiori, 18 aule su due piani per l’edificio più grande; 14 aule su due piani per il corpo centrale. Il terzo lotto, che riguarda la terza torre, vedrà la realizzazione di altre 27 aule, per 59 classi complessive. Le torri saranno in cemento armato con fondazioni su pali, gli impianti dovranno garantire la riduzione dei costi di gestione, quindi ci sarà un impianto fotovoltaico adeguato, l’impianto dell’illuminazione sarà a led, e il riscaldamento degli spazi avverrà tramite pannelli radianti a pavimento. Il primo lotto prevede anche la sistemazione delle aree esterne, con i parcheggi e le aree verdi e ovviamente le operazioni di demolizione dell’esistente avverranno con tutte le precauzioni tese a tutelare il centro abitato circostante in termini di rumori, di polveri e vibrazioni. La scuola sarà completamente sostenibile sotto il profilo ambientale. Gli edifici saranno dotati di rivestimenti per l’isolamento termico, e impianti all’avanguardia, come un sistema di connessione dati per ogni aula. Poi la sicurezza che sarà fondamentale, dotando l’edificio anche di un sistema di soleggiamento per ridurre al minimo i consumi».

Poi il presidente della Provincia spiega che «tale intervento dovrà concludersi entro un anno, e per questo anno scolastico, 2021/2022, abbiamo chiesto un sacrificio alla dirigenza scolastica, con il dirigente Florileo Matricciano che ringrazio per la costante collaborazione, al personale docente e non, alle famiglie, ma soprattutto ai ragazzi, ai nostri studenti, ovvero vivere un anno didattico fuori sede, in sistemazioni assolutamente adeguate, dignitose, consone, seppur temporalmente provvisorie. Ossia: il termine "provvisorio" non va etimologicamente inteso come "carente" o "arrangiato", ma solo come "destinato a concludersi", "temporaneo", sistemazioni che ci consentiranno di lavorare, di aprire e chiudere in fretta e in sicurezza il cantiere per restituire le chiavi della nuova sede entro 330 giorni, tanti quanti sono quelli previsti nell’appalto. Nel merito abbiamo due buone notizie: la prima è che il Liceo "Marconi", come anticipavo all’inizio, resterà istituzionalmente a Pescara anche durante lo svolgimento dei lavori. Quando abbiamo iniziato la ricerca di soluzioni strutturali di appoggio da prendere in locazione, si era prospettata la possibilità di avere delle disponibilità fuori città, ma abbiamo scartato subito tale ipotesi che sarebbe inevitabilmente stata interpretata come uno scippo. Nell’individuazione delle nuove soluzioni logistiche provvisorie abbiamo dovuto e dobbiamo però anche tenere conto di due fattori: da un lato l’elevato numero di studenti, ovvero di classi, a cui dare la più idonea sistemazione, 1.430 ragazzi per 64 classi, rispettando il loro diritto allo studio e alla didattica in presenza, fondamentale dopo due anni di costrizione domiciliare e di didattica a distanza causa emergenza Covid-19; dall’altro lato i costi di tale operazione, intesi come costi di locazione. Abbiamo lavorato per mesi, anche attraverso il Tavolo tecnico istituito con l’Ufficio scolastico provinciale e con il Comune di Pescara. Fra l’altro anche al Comune di Pescara avevamo chiesto un supporto nell’individuare ipotesi di sistemazione alternativa attraverso il patrimonio comunale, ma non siamo riusciti a trovare possibilità, ma comunque ringrazio l’amministrazione comunale, il sindaco Masci e la giunta comunale per la collaborazione».

«A questo punto», aggiunge Zaffiri, «possiamo dire di essere giunti quasi al primo traguardo, ovvero garantire ai 1.430 studenti del Liceo Marconi il ritorno in classe in presenza a partire da settembre, quando riapriranno le scuole. Possiamo dire sin d’ora che 13 classi troveranno posto negli spazi dell’Istituto Professionale di Stato Ipsias ‘Di Marzio-Michetti’, in via Arapietra, una scuola che negli anni ha sempre dimostrato grande spirito di collaborazione e di solidarietà nell’accogliere altri Istituti. Lo ha fatto nei confronti dell’Istituto Alberghiero ‘De Cecco’, quando si verificò il crollo del solaio in via Italica che impose lo spostamento immediato di una ventina di classi; lo ha fatto accogliendo lo scorso anno alcune classi dell’Istituto Tecnico ‘Tito Aceerbo’. Oggi lo farà con il ‘Marconi’ e per questo ringrazio la dirigente della ‘Di Marzio-Michetti’, la professoressa Antonella Ascani. Per le altre 51 classi del ‘Marconi’, come ho già più volte ribadito, ci sarebbe piaciuto individuare una soluzione edilizia unica, capace di accogliere tutti gli studenti. Ma questo non è stato possibile, innanzitutto perché 51 classi sono davvero tante, in secondo luogo perché alcune ipotesi private vagliate dai nostri uffici avevano costi stellari, che non sono accettabili per una pubblica amministrazione. A oggi possiamo anticipare che le soluzioni sono state individuate, stiamo terminando la stesura e quindi la stipula dei contratti; le soluzioni rispondono alla necessità di ridurre al minimo gli eventuali disagi per ragazzi e docenti, che tra pochissimi giorni conosceranno la propria collocazione, e questa è una premura, o meglio un impegno che mi assumo come Presidente della Provincia di Pescara, permettendo alla dirigenza di organizzare con largo anticipo, rispetto al calendario scolastico, le classi, e comincerà l’allestimento delle aule, dove riporteremo tutte le suppellettili, sedie, cattedre, banchi, lavagne, computer, che abbiamo portato via dall’edificio destinato alla demolizione. Fra l’altro possiamo dire sin d’ora che le soluzioni individuate garantiscono la facile raggiungibilità attraverso i mezzi del trasporto pubblico urbano. Agli studenti chiedo ancora qualche giorno di pazienza per rispetto a quella riservatezza istituzionale dovuta nel momento della definizione dei contratti e, su questo, so di poter contare sulla maturità dei ragazzi e sulla collaborazione della dirigenza scolastica che, all’insegna della massima trasparenza, ha seguito e partecipato a ogni fase decisoria dei nostri provvedimenti, e dunque è in grado di rassicurare le famiglie. Agli amministratori comunali, pur comprendendo le scontate e comprensibili preoccupazioni istituzionali, chiediamo collaborazione, evitando inutili strumentalizzazioni che, senza aggiungere nulla in termini di contributi concreti nella soluzione della problematica, hanno solo l’effetto di esasperare preoccupazioni che oggi possono dirsi ingiustificate. Ma sono certo che non è questo il fine ultimo della seduta consiliare odierna che, piuttosto, ha avuto il solo scopo di dare voce alle comprensibili preoccupazioni dei cittadini, di fornire delle risposte e, soprattutto, di rassicurare la città».

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