Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Lotta al degrado, l'assessore Allegrino illustra i dati delle azioni sociali

Prevista un'azione integrata per combattere il fenomeno: “La rete dei Servizi Sociali è operativa, ecco gli interventi e le politiche avviate. Per rendere davvero efficace la prevenzione, il nostro motore deve essere sempre acceso”

"Contro il degrado l'azione sinergica funziona. Per rendere davvero efficace la prevenzione, il motore dei Servizi Sociali deve essere sempre acceso". Lo afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Antonella Allegrino, in merito alla strategia messa in campo dall’amministrazione comunale per contrastare il fenomeno dei bivacchi e delle persone che dormono in strada.

“La rete che abbiamo attivato con le associazioni di volontariato ci consente infatti di recepire subito fenomeni di marginalità estrema – spiega l'assessore Antonella Allegrino – In particolare, il progetto 'Servizi di prossimità', realizzato in collaborazione con la Fondazione Caritas e On the Road per controllare la presenza e lo stazionamento di persone senza dimora in determinate aree della città, centrali e periferiche, ci ha dato la possibilità di stabilire, in otto mesi di attività delle unità di strada, oltre 3mila contatti. 250 sono state le persone incontrate, afferenti al target della marginalità estrema, di cui il 40% è di nazionalità rumena di etnia rom. 102 sono risultate appartenere a una categoria di vulnerabilità, il 65% con una dipendenza. Attualmente, come Servizi sociali, assistiamo 25 senzatetto che hanno accettato di seguire un percorso individualizzato di reinserimento e usufruire di interventi a bassa soglia, perché non tutti vogliono o riescono ad aderire ad un percorso inclusivo".

Si tratta di un lavoro molto lungo e complesso, articolato in varie fasi: "I nostri assistenti sociali - spiega Allegrino - programmano, innanzitutto, una serie di colloqui con le persone che si rendono disponibili a seguire un progetto. Sono incontri in cui si cerca di conoscere la storia della persona, il motivo che l’ha spinta a vivere in strada, se ha problemi di salute o di dipendenza e se ha realmente intenzione di cambiare vita. Dopo questa fase, si passa alla successiva che prevede la possibilità di usufruire dell’assistenza sanitaria, nel caso in cui siano presenti problemi di salute, o di servizi specialistici erogati dal Centro di Salute Mentale (Csm) o dal Servizio per le dipendenze (Serd). Poi si avvia il progetto individualizzato, che mira non solo al reinserimento socio-educativo ma anche alla realizzazione di un processo di crescita personale, di riconquista dell'autostima e dell’autonomia".

Per facilitare il raggiungimento di quest’ultimo obiettivo, in qualità di partner della Regione, il Comune ha aderito al progetto ‘Abitare i luoghi. Vivere in comunità’, finanziato con fondi ministeriali ed europei: "Ci sono stati assegnati oltre 500mila euro - fa sapere l'assessore - che saranno impiegati entro la fine dell’anno o al massimo nel primi mesi del 2018, per contrastare fenomeni di marginalità estrema e di homelessness, attraverso il potenziamento della rete dei servizi per il pronto intervento sociale e interventi abitativi e socio sanitari che favoriscano l’autonomia dei senzatetto".

Resta attivo il numero verde 349.7856242 per segnalare all’Amministrazione comunale sia fenomeni di accattonaggio sia la presenza di persone che dormono in strada. Avvicinarle richiede molta attenzione e competenza ed è estremamente difficile motivarle a cambiare il loro modo di vivere. Accettano beni di prima necessità, consigli, aiuti economici, si recano nelle strutture di accoglienza diurna e notturna, ma per scelta o perché vittime di dipendenza da alcol o da droghe non accettano di intraprendere un percorso di reinserimento sociale.

La rete di intervento coordinata dall'Assessorato alle Politiche sociali comprende la Caritas, l'associazione On The Road e le comunità Papa Giovanni XXIII e S. Egidio, affiancate dalla Croce Rossa, la Misericordia, il Gruppo di volontariato Vincenziano, le associazioni Anawim e Asso e la mensa di S. Francesco.

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