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Debito sanità, Paolucci (Pd): "Tagli da 53,9 milioni. Un fallimento gestionale che si ripercuote sulle cure degli abruzzesi"

Il disavanzo delle Asl abruzzesi e i tagli annunciati dalla maggioranza accendono il dibattito politico regionale. Il consigliere dem Paolucci attacca la maggioranza: "La sanità è il vero e proprio buco nero del Marsilio bis. Ora sarà difficile prevedere uno sviluppo anche in altri ambiti".

Il disavanzo delle quattro Asl abruzzesi accende il dibattito politico regionale. Silvio Paolucci, consigliere regionale e capogruppo del Pd parla di un «fallimento gestionale e di programmazione denunciato da tempo, che si ripercuote invetabilmente sulle cure dei pazienti abruzzesi».

Dura la presa di posizione del consigliere di minoranza. «Durante tutta la scorsa legislatura la sanità abruzzese targata Marsilio e Verì ha prodotto meno prestazioni, più mobilità passiva e più debiti», dice Paolucci. «Utilizzate tutte le risorse disponibili, si è dovuto ricorrere a un’urgente legge regionale per trovare 53,9 milioni, spalmandoli sugli accantonamenti obbligatori previsti per gli anni 2024/2025/2026. Fondi che la nota dell'assessore al Bilancio Quaglieri ai ipartimenti regionali invita a ripristinare subito e per farlo è stato richiesto ai vari assessori di procedere urgentemente a imponenti tagli nei propri capitoli. Così ai tagli del bilancio della Regione, -18,9 mln sul 2024, 17,5 sul 2025 e 17,5 sul 2026, si sommeranno quelli propri del settore sanitario con i piani di rientro che le quattro Asl dovranno predisporre nelle prossime due settimane, in ragione del disavanzo che si sta già cumulando nel 2024. Nel frattempo gli assessori sono stati riconfermati e manager e amministratori responsabili dei disavanzi delle quattro Asl, cosa mai verificatasi prima d’ora, sono rimasti tutti al proprio posto, nonostante per la legge dovrebbero essere già decaduti a causa del disavanzo».

Per Paolucci, «la sanità è il vero e proprio buco nero del Marsilio bis». «Duole che a pagare l’inefficienza di questa gestione debbano essere gli abruzzesi, già costretti a migrare fuori regione, o a rivolgersi al privato, oppure a rinunciare a curarsi. Perderanno ancora altre cure, prestazioni e servizi senza ricevere in cambio nessun investimento», conclude Paolucci. «Eppure il Governo regionale, al momento della predisposizione del bilancio 2024 e come abbiamo più volte denunciato, già sapeva del caos perché c’erano comunicazioni fra i due settori Sanità e Bilancio, ma non ha fatto nulla per evitarlo. Resta da sapere anche come si terrà il piano sanitario appena presentato con tante e tali falle, come si produrrà sviluppo e, anche, come faranno gli altri settori in difficoltà e bisognosi di sostegno, agricoltura in primis, ad avere aiuti».

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