Ddl terremoto, gli abruzzesi protestano a piazza Montecitorio

Vogliono che le promesse vengano mantenute. IlPescara ha raccolto le testimonianze degli sfollati sulla costa per capire come procede la loro vita all’interno delle strutture alberghiere, e soprattutto capire se e quando potranno riavere le proprie case

Tantissimi abruzzesi, ieri mattina a piazza Montecitorio, a Roma hanno protestato contro il decreto legge sul terremoto. Chiedono che le promesse siano mantenute. In particolare vogliono trasparenza, partecipazione e ricostruzione totale. Tra i numerosi manifestanti “Il Pescara” ha cercato e trovato alcuni sfollati che al momento risiedono sulla costa, per cercare di capire qual è la situazione a più di due mesi dal sisma.

Il signor Costa è uno di loro. Prima della tragedia viveva nel centro di L’Aquila. Adesso è ospite dell’hotel Felicioni, a Pigneto, con tutta la sua famiglia. Ha a disposizione due stanze. Una per lui e la sorella, ed una per gli anziani genitori.


Signor Costa è soddisfatto dei servizi offerti dall’albergo dove risiede?
Sì. Ho un letto dove dormire e la qualità dei pasti è buona.

Fino a quando lei e la sua famiglia potrete alloggiare lì?
Al momento, non ci sono scadenze per quelli, come me, che non hanno una casa agibile

Oltre a perdere la casa a causa del sisma, ha perso anche il lavoro?
Per fortuna no, perché insegno presso l’Istituto CCP di Avezzano, dove il terremoto non ha fatto danni. Mia sorella però lavorava in un asilo nido che è andato distrutto.

Come trascorre le giornate?
“Vado avanti e indietro da L’Aquila per controllare lo stato delle cose. Vivo nell’incertezza, cercando di capire cosa succederà. Quel che è certo è che il ritorno alla normalità non c’è ancora stato.

Diversa l’esperienza vissuta dalla signora Francesca Frenda. Anche lei abitava nel centro del Capoluogo abruzzese. Adesso è ospite dell’Hotel Serena Majestic, a Monte Silvano e non è affatto contenta del trattamento.

“Mangiamo carne di maiale tutti i giorni” racconta la signora Frenda. “Non c’è un’alternativa e ai vegetariani che si sono lamentati è stato risposto di smettere di esserlo”. “Non chiedo un menù sofisticato, ma dato che è arrivato il gran caldo sarebbe più salutare fare dei pasti leggeri”.

Signora Frenda, escludendo i pasti è contenta della qualità della sua permanenza presso l’hotel ospitante?
No. Siamo schedati. Se usciamo dobbiamo comunicarlo e siamo costretti ad indossare un braccialetto per essere riconoscibili.

Come trascorre le giornate?

Non faccio niente dalla mattina alla sera. Prima organizzavo eventi. Mio marito va a lavorare a L’Aquila perché il suo ufficio è agibile. I miei figli seguono le attività organizzate dai comitati dei cittadini.


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