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Venerdì, 24 Maggio 2024
Politica

L'accusa di D'Alfonso (Pd): "Le Asl non possono diventare dei McDonald's elettorali"

Il deputato democratico chiede che si "fermi la passerella del 5 marzo a San Valentino e Popoli"

«Le Asl non possono diventare dei McDonald's elettorali, si fermi la passerella del 5 marzo a San Valentino in Abruzzo Citeriroe e Popoli».
La richiesta proviene dal deputato Luciano D'Alfonso del Pd. 

La Asl di Pescara ha convocato personale sanitario e amministrativo a San Valentino e a Popoli il prossimo 5 marzo per un evento intitolato “Sanità territoriale della Val Pescara. Lavori in corso” durante il quale - si legge nell’invito - sarà effettuato “un sopralluogo itinerante in due cantieri con lavori in corso della Asl di Pescara”; l’iniziativa riguarda i Comuni di San Valentino e Popoli. All’iniziativa sono stati invitati quattro candidati alle imminenti elezioni regionali, tutti di centrodestra: il presidente Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, l’assessore alla salute Nicoletta Verì e il presidente della commissione sanità Leonardo D’Addazio.

«Guarda caso», sottolinea D'Alfonso, «il 5 marzo si festeggia Sant’Adriano, che ha come carisma la difesa degli oppressi. Non è possibile che le strutture dedicate alla tutela della salute debbano vivere una condizione di oppressione: questa mia iniziativa serve a liberare i vertici delle Asl affinché si occupino di curare i bisogni dei cittadini senza pressioni e oppressioni, perché le Asl non possono essere considerate dei caschi blu per rimediare alle difficoltà elettorali del centrodestra. Hanno avuto 59 mesi e 20 giorni per fare quello che volevano, non possono organizzare queste sceneggiate perché c’è la legge numero 28 del 2000 che, all’articolo 9, impedisce implacabilmente di strumentalizzare le Asl con appuntamenti di comunicazione politica mascherati da eventi istituzionali.
Non c’è urgenza per questo tipo di iniziative: basta aspettare 144 ore (quelle che corrono tra il 5 e l’11 marzo) perché non è in corso un attacco atomico. Noi vogliamo che le autorità sanitarie si sentano libere e che i prefetti, cui abbiamo scritto, facciano in modo che la legge sia rispettata. Il 5 marzo farò ricorso a tutta la mia fantasia per far sì che la legge non sia disattesa».

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