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Cura Abruzzo, Acerbo: "La scusa per un colpo di spugna a favore delle imprese"

Sotto accusa la legge approvata in Regione. Critiche anche da Cgil, Cisl e Uil: "Con questo provvedimento si è scelto di strumentalizzare l’emergenza per favorire qualcuno a danno di tutta la comunità dei cittadini abruzzesi"

Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista ed ex consigliere regionale, contesta il “Cura Abruzzo”, provvedimento assunto dalla giunta Marsilio sulla cosiddetta "pace legale con le imprese":

"In realtà - afferma - si tratta di un colpo di spugna a favore delle imprese e contro i cittadini. Come si fa a prevedere che tutti i contenziosi di privati con la Regione e società, agenzie, enti e aziende regionali saranno risolti transattivamente? Con che faccia si strumentalizza il coronavirus per una porcheria del genere?".

Acerbo accusa la giunta Marsilio di violare "persino il principio della concertazione sancito dallo Statuto Regionale" non discutendo questo provvedimento "con i sindacati, le organizzazioni di categoria, le università, le associazioni che tutelano interessi diffusi". Critiche anche da Cgil, Cisl e Uil, che affermano:

"La legge non è all’altezza di una crisi economica e sociale che si preannuncia devastante perché non sostiene realmente le famiglie e le imprese. Inoltre, con questo provvedimento si è scelto di strumentalizzare l’emergenza per favorire qualcuno a danno di tutta la comunità dei cittadini abruzzesi".

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