Emergenza Coronavirus, a Pescara divieto di passeggiate e jogging: l'ordinanza del sindaco

Dunque anche nel capoluogo adriatico saranno vietate le passeggiate e il jogging lungo strade e lungomare

Dopo il sindaco di Montesilvano anche il primo cittadino di Pescara, Carlo Masci, firma un'ordinanza che inasprisce le restrizioni dei cittadini allo scopo di arginare il contagio da Covid-19 (Coronavirus).
Dunque anche nel capoluogo adriatico saranno vietate le passeggiate (anche in bici) e il jogging lungo strade e lungomare.

La decisione di Masci deriva dall'esplosione di contagi registrati nelle ultime ore con 122 casi in più rispetto a ieri, 59 dei quali nella provincia di Pescara. L’iniziativa del primo cittadino fa seguito alle indicazioni contenute nella relazione dell’Azienda Sanitaria Locale di Pescara che ieri aveva fatto intendere come la situazione sul territorio fosse particolarmente preoccupante.

È chiaro che l'inasprimento della misura appare una conseguenza del poco senso civico da parte di pochi che hanno vissute queste giornate come se fossero di festa andando a correre e passeggiare in compagnia tra lungomare e strada parco. 

Così motiva la severa ordinanza il sindaco Masci: «L’aumento progressivo dei casi di positività al Covid 19 e la conseguente e inderogabile necessità di intentare ogni iniziativa utile ad arginare la diffusione del contagio».
Questo quanto previsto dall'ordinanza:

  • nel territorio comunale sono vietate tutte le attività motorie e sportive all’aperto;
  • è possibile attendere alle esigenze primarie degli animali d’affezione per il tempo strettamente necessario e comunque in aree contigue ai propri residenza, domicilio o dimora ovvero nel raggio di 400 metri;
  • in tutto il territorio comunale è vietato circolare a piedi o con velocipedi salvo i casi di spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità, nelle quali rientra l’approvvigionamento alimentare e quello relativo ad altri beni di primaria necessità presso gli esercizi commerciali;
  • a eccezione delle attività di farmacie e parafarmacie, fino al 3 aprile 2020, lo svolgimento delle attività commerciali previste all’allegato 1, del D.P.C.M. 11 marzo 2020, è consentito, fatto salvo il rispetto delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di settore, tutti i giorni tra le ore 07:00 e le ore 21:00;
  • i titolari e/o gestori delle attività di cui al punto 4, al fine di evitare assembramenti di persone, devono obbligatoriamente organizzare l’accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate. All’interno dei locali aperti al pubblico deve essere rispettata la distanza di almeno un metro tra gli avventori. Il personale impiegato nelle attività a contatto con il pubblico deve essere protetto con appositi DPI;
  • la cittadinanza è tenuta a effettuare l’approvvigionamento alimentare e quello relativo ad altri beni di primaria necessità presso gli esercizi commerciali presenti: 1) a una distanza non superiore a metri 1000 metri dai propri residenza, domicilio o dimora, salvo le ipotesi di acquisito di beni e prodotti non presenti negli esercizi più prossimi; 2) nelle immediate vicinanze del luogo in cui è svolta l’attività lavorativa o presenti lungo il percorso ricompreso tra le sede di lavoro e propri residenza, domicilio o dimora; 
  • la cittadinanza è sempre tenuta a rispettare il principio secondo il quale negli spostamenti deve essere percorso il tragitto più breve per raggiungere il luogo di
  • destinazione. 

I contravventori delle suddette elencate prescrizioni saranno puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 25
a euro 500, fatte salve le sanzioni per ulteriori illeciti. 

Questo dichiara il primo cittadino:

«In un momento così complicato non vi è spazio per dubbi o polemiche. Come sindaco ho il dovere e la responsabilità morale di fare tutto il possibile per dissuadere ogni pescarese dal porre in essere azioni che oggi sono ancor più inaccettabili. Ogni volta che si contravviene all’obbligo di non uscire di casa, per qualsivoglia ragione non riconducibile a primarie e circostanziate necessità, si commette un’azione minatoria nei confronti della salute pubblica, rischiamo di nfettare altre persone e soprattutto di mettere a repentaglio la salute dei nostri cari, soprattutto se anziani o malati. Questo da oggi non è e non sarà più possibile. Con disagio, ma voglio essere molto chiaro: la presenza di molti portatori asintomatici è un dato che gli scienziati sottolineano in modo fermo come leva per l’ampliamento della epidemia da Coronavirus. Da oggi non possiamo più venir meno alla prudenza e soprattutto al nostro senso civico. Dobbiamo farlo tutti insieme!».

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