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Domenica, 25 Febbraio 2024
Politica

Controreplica di Blasioli a Masci sulla questione Anac e appalti comunali: "Pur di non rispondere il sindaco minaccia querele"

Il consigliere regionale del Partito Democratico risponde al sindaco Carlo Masci in merito alla questione riguardante la trasparenza nell'assegnazione di alcuni appalti comunali sollevata dallo stesso Blasioli

Non si ferma il botta e risposta a distanza fra il consigliere regionale Antonio Blasioli del Partito Democratico e il sindaco Carlo Masci in merito alla questione della trasparenza degli appalti sollevata dallo stesso Blasioli, che aveva mostrato una risposta avuta dall'Anac (Autorità nazionale anticorruzione) in merito ad alcune presunte irregolarità nell'affidamento di alcuni lavori comunali, fra cui quello di viale Marconi. Il sindaco aveva risposto minacciando querele nei confronti di Blasioli, che ha voluto fare una controreplica:

"La replica del sindaco Masci, apparsa sui vari organi di informazione, mi ha sorpreso fino a un certo punto, considerato il trend a cui ci hanno abituato in questi cinque anni. Già in passato infatti mi sono state prospettate querele che poi non sono mai arrivate. Accadde anche sulla vicenda Naiadi. Deriso, insultato e poi sapete tutti come è andata a finire. Il tutto per continuare a non rispondere nel merito su una questione che sta assumendo contorni sempre più rilevanti. Non spetta a me giudicare se sia passibile di querela o meno chiedere conto ad un primo cittadino della valanga di affidamenti diretti e violazioni del principio di rotazione che hanno contrassegnato il settore lavori pubblici nel 2022 e nel primo trimestre del 2023, rilevati anche da Anac. Tuttavia, a chi dovrebbe rivolgersi un cittadino, al fine di ottenere spiegazioni, se non al capo dell’amministrazione che ha designato il dirigente che ha messo in atto quelle procedure?

Senza dubbio a trarre le debite conclusioni saranno i cittadini, attesi nei prossimi mesi da importanti tornate elettorali. Per cui Masci agisca pure come crede, sentendosi libero di citarmi in giudizio, forse così i nodi, questi ed altri, potranno finalmente venire al pettine dando il via ad una mega operazione verità. Di querele nei miei confronti, in questi cinque anni, ne hanno minacciate tante. Il suo dirigente di fiducia, nei suoi deliri, si divertiva perfino ad eliminarmi con un colpo di fucile, come emerso dalle intercettazioni pubblicate dai giornali. Anche in quell’occasione Masci non ha proferito parola. Mi permetto allora di dispensare un ultimo consiglio: piuttosto che buttarla in caciara, pubblichi per intero la nota Anac (che solo lui ha e non ha ancora pubblicato, pur essendo tenuto per legge) e poi fornisca i dovuti chiarimenti alla città su cosa giustificasse quel modus operandi. Anche perché, se c’è una cosa di cui sono certo, è che continuerò a lavorare in questa direzione, senza alcun timore, neanche di queste minacce."

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