rotate-mobile
Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Polemiche e tensione politica per il consiglio regionale straordinario sul deficit della sanità

Giovedì 23 maggio è stata convocata d'urgenza la seduta straordinaria dell'assise regionale in merito al Piano di risanamento del debito sanitario dopo l'ultimatum imposto dal Governo

Si terrà giovedì 23 maggio la seduta straordinaria, convocata d'urgenza, del consiglio regionale per approvare il Piano di risanamento del debito finanziario. La seduta si è resa necessaria dopo le  indicazioni del Mef (Ministero dell’economia e dellefFinanze) che ha convocato, per lunedì 27 maggio, la riunione dei tavoli tecnici per la verifica dei conti di IV trimestre 2023. Prima dell’incontro, le Regioni dovranno provvedere alla trasmissione della documentazione necessaria per l’istruttoria di eventuali ulteriori rettifiche dei conti che illustri le motivazioni dello scostamento rispetto a quanto esaminato precedentemente.

Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha commentato:

"Il consiglio regionale d’Abruzzo è chiamato a riunirsi in tempi rapidissimi per affrontare a approvare il Piano di risanamento del debito sanitario. In questo caso va sottolineata non tanto l’entità delle coperture economiche assicurate, quanto ci preme ribadire come l’intero consiglio, in tutte le sue componenti, maggioranza e opposizione, abbiano agevolato tale percorso nell’interesse del nostro territorio e della tutela del diritto alla salute.  Ovviamente il nostro lavoro, a questo punto, non si concluderà domani . Piuttosto da quel momento si aprirà una riflessione seria e circostanziata sulle performance dei quattro direttori generali delle nostre Asl, ovvero il consiglio regionale non intende più fare da semplice passacarte di processi che non abbiamo avuto la possibilità di valutare sin dall’inizio. Ovviamente il parere negativo dei revisori dei conti è inevitabilmente condizionato
dall’evolversi della situazione a fronte di una necessità contingente rappresentata dal confronto nazionale, fermo restando che in sede di assestamento potremo meglio chiarire la dislocazione delle risorse che ora utilizzeremo per coprire il debito sanitario stesso”.

Dura critica invece del consigliere regionale e capogruppo del Pd Silvio Paolucci:

“La toppa messa dalla giunta al deficit delle quattro Asl è peggio del buco provocato alla sanità abruzzese da cinque anni di centrodestra. Un buco di oltre 128 milioni al 31 dicembre, prodotto dal passivo di tutte e quattro le Asl: 60 milioni troveranno copertura all'interno degli stanziamenti della sanità, mentre 68 milioni sono le coperture di cui si farà carico la Regione con il disegno di legge approdato in consigliorRegionale con 19 milioni di tagli. Una situazione mai accaduta prima e che pagheranno gli abruzzesi, mentre Marsilio promuove i manager che per legge dovrebbero essere automaticamente decaduti in caso di disavanzo, con direttori amministrativi e sanitari. In pratica, nonostante i debiti, le file d'attesa, la mobilità passiva e il caos della sanità, le norme che prevedono rimozione e decadenza della governance nominata dal centrodestra non vengono applicate, mentre negli anni scorsi gli ex manager della Asl di Pescara e L’Aquila Armando Mancini e Roberto Testa e il direttore dell’Asr Alfonso Mascitelli, sono stati rimossi illegittimamente senza rispettare le norme: incredibile."

“Che la situazione sia grave anche per il 2024 lo denuncia la stessa maggioranza quando prevede all'articolo 2 del disegno di legge presentato che le Asl devono prevedere un piano di rientro in pochi giorni. Ed è su questo che presentiamo un emendamento per rafforzare, con la previsione di un commissario ad acta, la valutazione stringente dei manager delle Asl. Un’azione necessaria, perché i conti sono in rosso, come denunciamo da tempo a gran voce, chi deve curarsi è costretto ad andare fuori, oppure a rinunciare e la giunta che fa?

Corregge il disastro provocato dalla cattiva gestione della sanità territoriale, tagliando altre prestazioni e servizi alla comunità, lasciando però immutati vertici che dovrebbero essere già decaduti per il disastro provocato. Non lo diciamo noi, lo dicono più riferimenti normativi nazionali e non solo: i decreti legislativi n. 502/1992 e n. 171/2016, ad esempio, ma anche la Finanziaria 2010, nonché la Regione stessa, nella delibera di giunta  571 dell’11 settembre 2023 e persino il contratto vigente dei manager Asl nominati dall’esecutivo. Chi governa lo sa, tant’è che oggi le ignora, ma  ha usato illegittimamente le stesse leggi per eliminare persone scomode, anche a costo di esporre l’ente a risarcimenti onerosi, com’è accaduto con i direttori rimossi. Dopo il danno di un sistema sanitario fermo e inefficace, la beffa di Marsilio che tutela i vertici Asl che non sono riusciti a gestire al meglio i conti, cosa mai avvenuta in Abruzzo in questa misura”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Polemiche e tensione politica per il consiglio regionale straordinario sul deficit della sanità

IlPescara è in caricamento