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Consiglio Comunale su mare inquinato: si riaccende lo scontro

Tensione ed accuse reciproche ieri durante la seduta del consiglio comunale aperta ai cittadini e dedicata alla questione del mare inquinato e delle ordinanze di divieto di balenazione. Alessandrini: "Macchina del fango dall'opposizione"

Polemiche, accuse reciproche e nuove richieste di dimissioni ieri durante la seduta del consiglio comunale riguardante il mare inquinato e i mancati divieti di balneazione.
Dopo i due rinvii a causa delle magliette indossate dal centrodestra, ieri si è tenuta la seduta aperta anche ai cittadini. Duro l'attacco dell'opposizione, in particolare del centrodestra, che continua a chiedere le dimissioni di Alessandrini in quanto sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia con i cittadini ed avrebbe volontariamente deciso di non attivare i divieti nonostante i risultati delle analisi negative per la balneabilità.

Il sindaco ha attaccato duramente l'opposizione parlando di "macchina del fango" costruita per gettare ombre che non esistono sull'operato dell'amministrazione comunale, ribadendo che non c'è stata alcuna situazione reale di pericolo per i cittadini, come dimostrerebbero anche le analisi condotte dall'Arta e dalla Asl, aggiungendo di aver visto i risultati negativi delle analisi del 29 e di non aver emesso l'ordinanza in quanto certo che le analisi del 31 luglio sarebbero invece state positive in quanto era stato usato l'acido peracetico per ripulire le acque.

Giovanni Damiani dell’Arta, e Carla Granchelli della Asl di Pescara hanno riferito che su 24 campioni analizzati solo 11 erano nella norma ma nonostante questo i valori registrati seppur oltre i limiti di legge non costituivano un grave pericolo per la salute pubblica.

A fine seduta è stata bocciata una mozione dell'opposizione che chiedeva le dimissioni del primo cittadino.

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