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Domenica, 25 Febbraio 2024
Politica

"Sì" tra le polemiche per la nuova Rete ospedaliera in commissione sanità: la discussione si sposta in consiglio regionale

Il documento approderà in aula il 12 dicembre. Soddisfatto il centrodestra che parla di un lavoro lungo, complesso e ampiamente condiviso. Dalle opposizioni però feroci critiche: nessun confronto ed emendamenti tutti cassati per un documento che non soddisfa

Incassato il sì della quinta commissione regionale Salute dalla nuova Rete ospedaliera. Ora manca solo l'approvazione in consiglio regionale dove il documento approderà il 12 dicembre, ma lo farà con tutte le polemiche che fino ad oggi lo hanno accompagnato.

Maggioranza soddisfatta per il lavoro svolto dall'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, dal direttore del dipartimento Sanità Claudio D'Amario, del direttore dell'Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, dagli uffici e dalla stessa commissione. “Un lavoro – dichiarano il capogruppo di Fratelli d'Italia Massimo Verrecchia e il presidente di commissione Leonardo D'Addazio - che parte da lontano, che ha visto la continua interlocuzione con il ministero e con tutte le parti sociali interessate dalla materia così cruciale per l’Abruzzo. Anche in questo caso si è distinta la politica del fare del presidente Marco Marsilio che non ha eguali con nessun predecessore”. Una soddisfazione che si aggiunge, anche in vista della definita approvazione della nuova rete ospedaliera, a quella espressa dalla Verì e dal presidente della Regione Marco Marsilio all'aumento dei fondi stanziati dal governo per l'Abruzzo: 75 milioni in più a valere sul fondo sanitario nazionale.

Totalmente insoddisfatte invece le opposizioni che nelle settimane scorse avevano lamentato la mancanza di condivisione su un documento importantissimo definito sostanzialmente “vuoto” a cui nulla di buono sarebbe stato possibile aggiungere almeno nel dibattito, o meglio non dibattito, che si sarebbe svolto in commissione.

Movimento 5 Stelle e Pd lamentano la mancanza di confronto e l'approvazione di un documento "lacunoso" fatto di "incongruenze" che penalizza le aree interne

Il capogruppo del Movimento 5 stelle con tutti i compagni di partito parla di vera “censura” con le opposizioni “silenziate da un centrodestra incapace di confrontarsi”. “Durante la commissione Sanità, l’ultima utile per apportare delle modifiche a quella disastrosa rete ospedaliera presentata dagli addetti ai lavori, abbiamo assistito a un teatrino, una messa in scena andata avanti per ore, durante le quali il presidente D’Addazio, avrebbe potuto più volte avviare un dialogo tra maggioranza e opposizione e invece ha preferito troncare le discussioni chiudendo i microfoni, sospendendo le sedute e facendo calare il sipario sui lavori all’ordine del giorno. Un chiaro ordine di scuderia che proviene dai piani alti del suo partito, a cui tutti i consiglieri di maggioranza si sono dovuti adeguare in silenzio e a testa bassa”, afferma sollevando il polverone.

Nessun confronto democratico dunque, ribadisce Taglieri, anche alla luce del fatto che davanti agli emendamenti presentati questi sono stati dichiarati decaduti perché, questo sarebbe stato detto “creerebbero disequilibrio nella rete ospedaliera: praticamente, non vogliono apportare delle modifiche, perché altrimenti dovrebbero ripassare per l’iter di approvazione. Hanno avuto cinque anni per lavorarla, ed ora sono con l’acqua alla gola, terrorizzati dal fallire l’ennesimo obiettivo di una legislatura che ha fatto acqua da tutte le parti”.

Quello che arriverà in consiglio per Taglieri, Giorgio Fedele, Pietro Smargiassi, Barbara Stella, ma anche per le altre opposizioni, sarebbe dunque un documento “lacunoso” e pieno di “incongruenze” che ha “cestinato” tutte le proposte avanzate dalla minoranza e i portatori d'interesse.

Particolarmente penalizzata sarà la provincia di Teramo, sostiene invece il consigliere regionale del Pd Dino Pepe che proprio per il territorio provinciale aveva presentato 18 emendamenti al fine, riferisce, di evitare “un evidente declassamento della sanità teramana”. Capisco l’imbarazzo dei Colleghi consiglieri di maggioranza - si legge in una nota - evidentemente non coinvolti nella stesura di un atto così importante per il futuro del nostro territorio e per tutta la sanità teramana, e chiamati ad assumersi la responsabilità di supportare con il proprio voto l’ennesimo scippo alla nostra provincia. Ci saremmo aspettati un sussulto di dignità politica, di attaccamento alla nostra terra, di riconoscenza e riconoscimento della necessità di un investimento per il diritto alla salute dei nostri concittadini. E invece – chiosa -, nella confusione più totale, sia a livelli di contenuti che di postura istituzionale, hanno balbettato e per larga parte disertato l’aula delegando i colleghi a partecipare alla votazione anche in nome e per conto loro”. Una battaglia che comunque, fa sapere Pepe parlando anche lui di mancato ascolto anche delle parti sociali e le voci dei territori, porterà avanti in consiglio dove quei 18 emendamenti li ripresenterà.

Sulla stessa scia il collega di partito Pierpaolo Pietrucci che parla di una giunta “miope” che avrebbe mantenuto poche eccellenze concentrando tutto in alcune strutture lontane dalle aree interne delegittimando tutto il resto come nel caso dei presidi di Tagliacozzo e Sant'Omero.

“Siamo stanchi di vedere cambi di casacca e Consiglieri che da grandi rivoluzionari diventano servi di partito, difendendo scelte che sviliscono le loro provincie di appartenenza. Sono pronto a far affiggere i manifesti 6x3, quando all’atto dell’approvazione in aula del piano della rete sanitaria, sarà definitivamente compiuta la depauperazione totale del diritto alla salute di migliaia di cittadini abruzzesi. Questo ‘scippo’ - conclude - avviene mentre è in atto uno sciopero nazionale sulla sanità a cui va la mia adesione la mia solidarietà e tutto il mio sostegno”.

Il capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo sulle polemiche: "Opposizioni in commissione buone solo a fare ostruzionismo"

È il capogruppo regionale di Forza Italia Mauro Febbo a replicare alle polemiche affermando che le opposizioni si sarebbero presentate in commissione “con il solo intendo di fare becero e inutile ostruzionismo, senza una proposta reale e concreta”.

“Sapevano benissimo che la proposta di rete ospedaliera presentata è stata il frutto di un duro lavoro di confronto e in alcuni casi anche di scontro con il tavolo di monitoraggio ministeriale che non è composto solo dai 'burocrati' della sanità ma anche di quelli delle finanze ed economia, e che all'approvazione della rete sono collegati oltre 380milioni di investimenti in edilizia sanitaria fermi da almeno 20 anni, ma soprattutto non potendo negare che la proposta è stata modellata sul riequilibrio territoriale con più posti letto, più unità operative complesse e dipartimentali, più presenza di interventi sulla emergenza urgenza ma soprattutto che dopo questo atto di programmazione saranno i vertici delle Asl con gli atti aziendali ad entrare nella gestione sanitaria con il passo indietro della politica”.

“Le opposizione si sono lanciate nella ricerca dello scontro non solo verbale, presentando decine di emendamenti tecnicamente inammissibili perché alterano gli equilibri richiesti, previsti sia dal decreto ministeriale 70/2015 che dallo stesso tavolo di monitoraggio. In Commissione, e martedì 12 in Consiglio – conclude Febbo -, abbiamo approvato finalmente la rete che riporterà quel sistema diffuso e parcellizzato di sanità e di servizi sanitari per troppo tempo depauperato. E si potranno finalmente dare inizio alla modernizzazione delle strutture anch'esse vecchie e in alcuni casi pericolose”.

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