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Chiusura anticipata dei locali, le associazioni di categoria in disaccordo

C'è grande polemica intorno all'ordinanza che limita le aperture dei locali e anche qualche episodio controverso che ci viene segnalato. Ma, rispetto alla prima idea, il sindaco Masci ha fatto qualche passo indietro per cercare di mediare le esigenze delle parti interessate

Il sindaco di Pescara Carlo Masci

Sta facendo molto discutere l'ordinanza che il sindaco di Pescara Carlo Masci ha fortemente voluto e che avrà durata un mese. Si parla ovviamente della limitazione di orario imposta ai locali che operano nell'ambito della notte, che non è definita coprifuoco ma comunque prevede alcuni paletti ben definiti.

Intanto diciamo che rispetto a una prima bozza, qualche passo indietro è stato fatto dopo che il sindaco ha incontrato i rappresentanti di varie associazioni di categoria. Allo stato attuale, i "paletti" mettono lo stop alla mezzanotte e mezza dalla domenica al giovedì notte, mentre il venerdì e sabato si potrà andare avanti fino all'una e mezza. Dove: se inizialmente si era parlato di limitazioni per l'intero territorio cittadino, in seconda battuta si è arrivati a definire determinate zone, quelle a maggiore rischio-assembramenti e inquinamento acustico, cioè la movida del centro di Pescara, il lungomare e anche Pescara vecchia. Infine: per orario di chiusura si intende l'orario di fine orario consumazione, quindi se ad esempio lo stop è all'una e mezza si deve finire di consumare entro l'una e mezza.

Questi sono i tratti salienti dell'ordinanza, ma le associazioni di categoria e anche gli esercenti (alcuni lamentano episodi accaduti nelle notti scorse) non ci stanno e promettono di tornare alla carica.

Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio: "Personalmente avevo indicato la distinzione tra aree più a rischio e aree invece dove evitare di calcare la mano con limitazioni penalizzanti. Detto questo, mi sarei aspettato un orario più lungo rispetto a quanto deciso e soprattutto mi sarei aspettato una decisione meno condizionata. Da chi? Ma ovviamente da un gruppo seppur rappresentativo di condomini della zona centrale di Pescara. La politica deve rappresentare tutta la popolazione, non una piccola parte che, attenzione, non deve essere penalizzata, ma deve accettare di vivere nel salotto buono della città con i suoi lati positivi e meno positivi. In tutte le parti del mondo le aree del centro sono le più vissute, non capisco come solo qui a Pescara si remi contro gli stessi interessi della città. Questo non vuol dire favorire la delinquenza o l'inquinamento acustico, significa far lavorare in pace intere categorie che sono rimaste chiuse per mesi, naturalmente con le dovute regolamentazioni. In questo periodo di grandi difficoltà economiche e psicologiche, ritengo occorra buon senso nelle decisioni che si prendono e in questo caso mi sembra che siano stati salvati solo gli interessi di alcuni".

Gianni Taucci, direttore di Confesercenti: "Assolutamente d'accordo sulla considerazione che questa limitazione di orario è scellerata e fa contenta solo una piccolissima parte della popolazione cittadina. Le associazioni di categoria vogliono che il coprifuoco venga tolto del tutto il 7 luglio, ma per avere le garanzie che questo accada non vogliamo attendere quella data bensì chiediamo altri incontri a breve che chiariscano quello che sarà dell'estate pescarese. Siamo molto delusi da queste limitazioni, seppure in alcune zone della città di Pescara, e siamo infastiditi dal comportamento del comitato dei residenti del centro cittadino in particolare zona movida. Perché? Beh, sfruttare questa situazione di crisi pandemica per ottenere quello che chiedevano da tempo e non avevano ottenuto, a mio parere personale è stato di cattivo gusto. In un periodo così difficile, in cui le attività hanno bisogno estremo di riprendere a lavorare per sopravvivere, forse bisognava guardare un po' oltre il proprio piccolo interesse personale. Qualcosa abbiamo ottenuto rispetto alla prima bozza dell'ordinanza, però non siamo ancora soddisfatti e continueremo a essere portatori delle nostre idee. Inoltre, mi aspetto che ci saranno tanti ricorsi contro questa ordinanza, ma ne riparleremo a breve tra qualche giorno".

Carmine Salce, direttore generale della Cna: "Sostanzialmente noi rappresentanti delle associazioni di categoria ci troviamo d'accordo sulla valutazione di questa ordinanza. Non ci piace, ci auguriamo che presto venga rivista, corretta e rimossa; ma nel frattempo credo che il sindaco abbia mitigato un po' il progetto iniziale e questo è un aspetto positivo. Ok la divisione a zone della città, ok la concessione di qualche minuto in più di apertura rispetto a quanto detto inizialmente, ma è chiaro che in un momento di così grande difficoltà non è accettabile colpire ulteriormente categorie già abbastanza sofferenti".

Infine, un gruppo di titolari di locali delle zone del centro cittadino e anche del lungomare ha segnalato che, nonostante l'ordinanza non sia ancora entrata in vigore, nelle scorse serate sono intervenute le forze dell'ordine per intimare la chiusura delle attività. Tutto questo come se gli orari fossero già stati limitati. Gli esercenti di cui sopra annunciano che porteranno avanti azioni legali sia contro questi fatti accaduti sia più in generale contro l'ordinanza che viene da loro ritenuta una sorta di sopruso o di abuso di potere. Vedremo se ci sarà una riappacificazione o se la battaglia ideologica continuerà.

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