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Pescara rende omaggio ai quattro patrioti uccisi dai nazisti nel centenario della nascita di Renato Berardinucci

Martedì 1 giugno si terrà una cerimonia per ricordare Renato Berardinucci, Vermondo Di Federico, Giuseppe Padovano e Umberto Collepalumbo che crearono nella zona di Picciano una banda per la resistenza ai nazisti

Martedì primo giugno con una cerimonia ufficiale il Comune celebrerà il centenario della nascita di Renato Berardinucci medaglia d’oro al valor militare alla memoria, americano di origini abruzzesi che si impegnò attivamente contro l’occupazione tedesca e creò nella zona di Picciano una banda di resistenti ai quali
trasferì le idee di libertà e di democrazia che gli erano proprie per la sua formazione negli Stati Uniti.

Saranno quindi ricordati anche Vermondo Di Federico, Giuseppe Padovano e Umberto Collepalumbo alla presenza dei figli e dei familiari. Una vicenda, quella di Berardinucci, spesso ignorata o raccontata in maniera impropria come spiega il sindaco Masci.

"Probabilmente nessuna città italiana ha nella sua storia un episodio della seconda guerra mondiale in cui per lo stesso fatto sono state attribuite medaglie al valor militare a tutti i protagonisti, ma è certo che nella seconda guerra mondiale non ci sono altri esempi di quanto avvenne al cimitero di Arischia l’11 giugno 1944, quando
i condannati a morte, Berardinucci e Di Federico, si scagliarono a mani nude contro il plotone d’esecuzione assieme ai compagni Padovano e Collepalumbo e consentendo così a questi ultimi di salvarsi approfittando della sorpresa e della confusione. "

Le vittime avevano 23 e 20 anni, e Padovano fu ferito da un colpo di fucile e successivamente decorato con la medaglia d'argento mentre Palumbo ricevette la medaglia di bronzo entrando poi a Pescara nel corpo della polizia municipale.

"Berardinucci, dopo essersi diplomato a Philadelphia, seguì le lezioni al Liceo classico “Gabriele d’Annunzio” di Pescara per impratichirsi con la lingua e la cultura italiana e viveva in città. Sfollò a Picciano dopo il bombardamento del 31 agosto 1943. Per troppo tempo la lapide affissa sulla facciata di Palazzo di città nel 1947 che lo ricorda è stata quasi del tutto ignorata. Dopo 77 anni l’amministrazione comunale di Pescara riporta questo episodio ad avere il posto che merita nella memoria condivisa. Celebriamo per la prima volta in assoluto i quattro patrioti e avremo con noi, nella cerimonia ufficiale, i figli di Collepalumbo e Padovano e i nipoti di Berardinucci e Di Federico"

Il presidente del consiglio Antonelli ha auspicato un'ampia partecipazione alla ceromonia, per ricordare chi con il sangue e con il coraggio ha difeso il diritto di tutti ad essere liberi, Daniela Di Federico, pronipote di Vermondo e vice sindaco di Picciano, si è detta orgogliosa del fatto che il paese di Picciano e della sua frazione Piccianello, oltre a essere stati lo scenario dell’attività della banda alla quale la comunità fornì rifugio e protezione, è il luogo di nascita dei genitori di Berardinucci, di Di Federico e di Padovano, e d’adozione del pescarese Collepalumbo.

Anche Aldo Biagio Collepalumbo, figlio di Umberto, si è detto commosso per l'iniziativa. Il programma della cerimonia: ore 10.45 raduno in Largo Chiola: autorità militari e civili, picchetto d’onore, associazioni combattentistiche e d’arma con labari; ore 11.00 deposizione corona d’alloro sotto alla lapide che ricorda i caduti nella guerra di liberazione e onore delle armi; ore 11.15 discorso del sindaco di Pescara Carlo Masci e intervento del sindaco di Picciano Vincenzo Catani; ore 11.30: Consegna delle targhe commemorative da parte del presidente del consiglio Marcello Antonelli ai figli e ai familiari di Berardinucci (Cinzia e Luisa), Di Federico (Vermondo e Daniela), Padovano (Annabella Padovani) e Collepalumbo (Aldo Biagio, Doriana Vincenza e Claudio)

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