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I consiglieri Catalano e Presutti del Pd: "La Nuova Pescara è realtà, il centrodestra smetta di giocare irresponsabilmente con inutili emendamenti"

I due consiglieri comunali democratici esprimono la loro opinione riguardo alla proposta di rinvio al 2027 della fusione con Montesilvano e Spoltore

Prosegue il dibattito relativo alla proposta di emendamento per lo slittamento della Nuova Pescara al 2027.
A parlare questa volta sono i consiglieri comunali del Pd, Stefania Catalano e Marco Presutti.

«Il processo di fusione della Nuova Pescara, richiesto dalla maggioranza dei cittadini dei tre Comuni coinvolti (si ricorda il dato di 70,3% a Pescara, 52,2% a Montesilvano e il 51,1% a Spoltore), è oggi ostaggio di interessi personali e soprattutto di una chiara strumentalizzazione politica anche in vista dell’imminente campagna elettorale», rimarcano Catalano e Presutti.

Che poi proseguono: «Stupisce il silenzio del sindaco Masci, evidentemente beffeggiato dalla sua compagine politica, che aveva iniziato ad avere un ruolo attivo nel processo di fusione dopo essere stato direttamente coinvolto dal presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Luciano D’Alfonso. A questo punto è necessario ricordare il lavoro di tessitura svolto proprio dal senatore D’Alfonso e dal Partito Democratico con l’obiettivo di superare tutte le criticità più volte evidenziate durante le commissioni e l’assemblea costitutiva della Nuova Pescara. È stato un lavoro intenso anche di riflessioni, movimento di idee, ascolto attivo e programmazione che ha portato all’approvazione di un emendamento che prevede lo stanziamento di fondi per la fusione fra i Comuni con popolazione complessiva superiore ai 100 mila abitanti e che interessa direttamente la Nuova Pescara. Si tratta di 105 milioni di euro, 5 milioni per l’anno 2023 e 10 milioni per i successivi 10 anni. Una spinta economica giusta per avviare un lavoro concreto nel processo di fusione iniziando dall’unificazione dei servizi e che rappresenta uno step importante per creare le basi di una struttura funzionale ad un’appropriata rilettura e reinterpretazione del territorio, delle sue esigenze, risorse, caratteristiche e potenzialità in linea con il Pnrr».

I due consiglieri del Pd evidenziano anche che: «Un ulteriore rinvio vanificherebbe anche tutta l’attività svolta dalla gran parte delle commissioni della Nuova Pescara, che hanno generato utile documentazione di osservazione, rilevazione dati e proposte, anche nell’ambito specifico della gestione dei rifiuti e delle politiche sociali. Il governo regionale di centrodestra, dopo non aver mai adempiuto all’erogazione del contributo di 300 mila euro previsto dall’articolo 8 della legge regionale numero 26 del 24 agosto 2018 e richiesto più volte dal Comune di Pescara sin dal 2019, dopo aver glissato i tentativi di coinvolgimento diretto di assessori e dirigenti durante i lavori delle commissioni, dell’assemblea costituente e delle riunioni degli uffici di presidenza, dimostra ancora una volta di rispondere a logiche che non riguardano l’interesse primario dell’agire per il bene comune e con un breve testo privo di consistenza politica oltreché programmatica annulla tutto il buon operato e decreta un pretestuoso stop ad un processo di fusione che è già realtà. A questo punto chiediamo che le parti politiche che stanno sabotando il processo di fusione diano riscontro ai cittadini e alle Associazioni che attendono la Nuova Pescara e motivino chiaramente le ragioni di tale emendamento. Auspichiamo, infine, un gesto di assunzione di responsabilità verso la costituita nuova realtà territoriale, come sancita dalla legge regionale numero 26/2018».

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