Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

Casapound replica alle polemiche sullo striscione dedicato alle foibe: "La sinistra conferma di essere negazionista"

Il movimento commenta le critiche piovute ieri da esponenti locali del centrosinistra sullo striscione riguardante i partigiani titini e le foibe

Arriva la replica, da parte di Casapound Pescara, alle critiche mosse dai consiglieri di centrosinistra Sclocco e Di Iacovo in merito allo striscione posizionato ieri vicino al Comune di Pescara, riguardante il ricordo dei martiri delle foibe ed i partigiani titini. Proprio la Sclocco era stata la prima a denunciare la presenza dello striscione chiedendone la rimozione ed una sanzione da comminare a Casapound.

Esordendo con la frase "Io parteggio, sono e sarò sempre partigiana,  vediamo come la Sclocco, così come tanti altri suoi compagni del suo partito, neghi apertamente e allo stesso tempo sia la storia che le istituzioni che tanto rivendica. Ad alimentare le polemiche e, per rimanere in tema, infoibare la verità, si aggiunge Giovanni Di Iacovo del Pd  ,il quale, appellandosi, come la Sclocco, al comune di Pescara, ha richiesti richiede di rimuovere lo striscione

STRISCIONE DI CASAPOUND CONTRO I PARTIGIANI TITINI

Critiche, fa sapere Casapound, sono arrivate anche dalla segretaria provinciale della Fiom - Cgil Tersigni che ha chiamato i sostenitori del movimento dei "maledetti".

A tutti costoro vogliamo ricordare in quanto la giornata del ricordo dei Martiri delle Foibe è istituita e riconosciuta con la legge 30 marzo 2004 n. 92, la quale afferma testualmente che ‘La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’, e che detta tragedia è stata perpetrata per mano dei partigiani titini, che questo piaccia o meno alla sinistra“

Casapound Pescara infine ringrazia i consiglieri, definiti "anti italiani" che avrebbero avvalorato la tesi sul diffuso negazionismo sulle foibe presente nella sinistra italiana:

Quanto a noi, continueremo per far sì che la verità storica sulle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata non possa più essere messa a tacere per ragioni ideologiche
 

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