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CasaPound protesta contro il mercatino etnico: "I sinistri hanno dimenticato gli italiani"

Striscione nella notte. Il Comune stanzierà 250mila euro di soldi pubblici dei contribuenti pescaresi "che andranno a finanziare il business dell'accoglienza". Il responsabile cittadino Mirko Iacomelli: "Politiche scellerate"

"No al mercatino etnico, i sinistri hanno dimenticato gli italiani". Recita così uno striscione affisso la scorsa notte davanti all’ingresso del sottopasso dove dovrebbe essere realizzato il mercatino etnico di Pescara.

Dura presa di posizione di CasaPound, che dice no al mercatino etnico, dopo che la seduta di ieri con a capo il sindaco Marco Alessandrini ha commentato con soddisfazione l’approvazione, con, 16 voti favorevoli e 12 contrari il progetto di realizzazione dell’area dove sorgerà il mercatino etnico.

Il Comune stanzierà 250mila euro di soldi pubblici dei contribuenti pescaresi "che andranno a finanziare il business dell'accoglienza".

"La precarietà dei pescaresi è nota a tutti, noi ne sappiamo qualcosa visto che la nostra politica si svolge prettamente nelle strade al fianco di chi spesso non arriva a fine mese, di chi è strozzato dalle banche, di chi ha perso la casa e si trova in emergenza abitativa, agli anziani con pensioni da fame e giovani disoccupati senza futuro - commenta il responsabile pescarese del movimento, Mirko Iacomelli - le preoccupazioni del sindaco di Pescara e la sua giunta sono quelle di garantire lavoro e assistenza agli immigrati con la solita logica dell’accoglienza tanto cara ai sinistri buonisti creando così un’enclave del degrado nel cuore della nostra città. Altro che benefici economici e integrazione, lasciano morire di fame i figli di un’Italia massacrata con politiche scellerate". 

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