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Caro pedaggi e messa in sicurezza della A24-A25, i sindaci di Abruzzo e Lazio manifestano di nuovo: dal ministero nessuna risposta

I primi cittadini scrivono di nuovo a Matteo Salvini e intanto si preparano all'ennesima protesta: chiesto un incontro urgente e la predisposizione immediata di provvedimenti che sblocchino la situazione

Sabato 26 novembre nuova manifestazione dei sindaci di Abruzzo e Lazio che attendono ancora risposte dal ministero in merito ai lavori per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 e sulla richiesta di diminuire l'importo dei pedaggi. Richieste avanzate nuovamente al ministro per le infrastrutture e la mobilità sostenibile Matteo Salvini con una nuova lettera inviatagli. Lettera che segue quella di fine ottobre.

E' grande il fronte istituzionale che si batte per le due arterie autostradali ed è composto da 115 sindaci abruzzesi e laziali, i presidenti dell'Anci delle due regioni, l'Ali Abruzzo e le comunità montane. Una vicenda che avanti da anni e che ha subito uno stravolgimento di fronte la scorsa estate quando la gestione è stata tolta a Strada dei Parchi e data all'Anas.

Nella lettera precedente i sindaci avevano ricordato la loro battaglia, incominciata nel gennaio del 2018 contro i rincari esorbitanti dei pedaggi di autostrade catalogate come 'montane' e per questo più esose, ma anche per chiedere rapidità ed efficienza nella messa in sicurezza di tratte di infrastruttura ricadenti in aree altamente sismiche.

Nella lettera datata oggi sindaci e amministratori, rivolgendosi a Salvini, specificano che “non avendo ricevuto alcun riscontro alla nota del 27 ottobre, si trovano costretti a reiterare la richiesta di un incontro urgente e a sollecitare l'adozione di provvedimenti urgenti atti a garantire la sicurezza nei suddetti tratti autostradali e finalizzati alla riduzione dei costi dei pedaggi autostradali della A24/A25 con totale esenzione a favore dei residenti nelle regioni Lazio e Abruzzo pendolari per motivi di lavoro, studio, salute. I sindaci e gli amministratori – proseguono - pur confidando nel rispetto delle fondamentali regole istituzionali che da sempre contraddistinguono il loro operato, si preparano a tornare a manifestare sin dal prossimo 26 novembre per far sentire la loro voce e tutelare gli interessi dei cittadini e dei territori che rappresentano”.

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