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Caro-mense, il centrosinistra: "Altro che inflazione, hanno tolto un milione dal servizio e ora fanno pagare le famiglie"

La novità sarebbe emersa dal documento del bilancio provvisorio in discussione: la giunta avrebbe tolto le risorse dalla refezione scolastica per portarle su altri capitoli e questo avrebbe determinato i rincari che partiranno da febbraio. "Fanno cassa sulle famiglie, se ne assumano la responsabilità"

“La giunta Masci non ha detto tutta la verità ai genitori pescaresi: come emerso solo nelle ultime ore con l’avvio della discussione sul bilancio di previsione 2024, l’enorme aumento delle tariffe delle mense scolastiche previsto ora per febbraio non è causato dall’inflazione o dalla qualità del nuovo menù, ma da un taglio netto deciso dalla giunta di centrodestra relativamente alle risorse finanziarie previste nel bilancio comunale per il servizio di refezione scolastica. Una scelta di cui il centrodestra si deve assumere tutta la responsabilità e che va superata al più presto”

Ad affermarlo sonoi consiglieri comunali del Pd e delle liste civice di centrosinistra Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. Un tema quello del caro-mense di cui si era tornati a parlare alla notizia della proroga di un mese concessa alla Serenissima in attesa che il Tar (Tribunale amministrativo regionale) si pronunci sul ricorso da questa avanzato dopo l'assegnazione del servizio, a seguito di bando, alla Rete temporanea di imprese guidata dalla Elior. Due consigli comunali straordinari e tante commissioni con il capogruppo del Pd Giampietro che proprio alla notizia della proroga aveva chiesto alla giunta di fare un passo indietro e riabbassare le tariffe avendo ora un mese in più.

Ora però arriva la nuova accusa e cioè che se ci sono stati i rincari sarebbe stato per tutt'altro rispetto alle ragioni fin qui date dalla maggioranza. “Nel 2022 – spiegano i consiglieri d'opposizione – il Comune ha speso per le mense 1 milione 969 mila euro, nel 2023 ha speso 2 milioni 162 mila euro. Questa è la spesa storica del Comune, che ha sempre garantito un intervento pubblico per tenere basse le tariffe. Ora la sorpresa: nel 2024, attraverso la proposta di bilancio approvata dalla giunta nella quale sono presenti tutti i partiti di centrodestra, dal’Udc alla Lega, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, la giunta Masci ha deciso di tagliare quasi la metà della spesa, eliminando un milione di euro destinato evidentemente ad altri capitoli di spesa e stanziando appena un milione 200 mila euro per le mense e chiedendo ai genitori di pagare il resto facendo schizzare il costo delle mense a quasi 6 euro a pasto, fra i più alti d'Italia”.

“Una decisione scellerata, non detta con chiarezza ai pescaresi, sulla cui testa il centrodestra ha deciso di far cassa per rimpinguare chissà quali altri capitoli pre-elettorali, magari un’altra fontana musicale o altri capolavori come viale Marconi. Vogliamo sapere quale è la destinazione delle risorse tagliate alle mense. Noi consiglieri comunali del centrosinistra – concludono - , con il voto sul bilancio in consiglio comunale, ci batteremo con forza perché le risorse siano ripristinate, ma intanto la giunta si assuma le sue responsabilità di fronte ai genitori”.

Una battaglia che proprio sul tema ha promesso di fare anche il Movimento 5 Stelle nel corso della seduta di consiglio del 20 dicembre annunciando oltre 600 emendamenti, la gran parte dei quali ha detto la capogruppo Erika Alessandrini, vede come tema proprio quello del caro-mense.

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