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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

Costantini: "L'Aquila frena la Grande Pescara"

L'ex consigliere regionale attacca L'Aquila in riferimento alla mancata attuazione della Grande Pescara e definisce il capoluogo "una zavorra per l'Abruzzo"

Carlo Costantini, presidente del Comitato per la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, attacca L'Aquila in riferimento alla mancata attuazione del Comune della "Grande Pescara", nonostante il parere positivo espresso dal popolo tramite il recente referendum. Tutto parte dalle dichiarazioni rilasciate dal Presidente di Confindustria Chieti-Pescara Paolo Primavera, secondo cui L'Aquila “è un freno per l’Abruzzo”.

A supporto di quanto sostenuto da Primavera interviene l'ex consigliere regionale dell'Idv, per il quale "L’Aquila è ormai una zavorra per l’intero Abruzzo, anche da un punto di vista politico. Quando si interromperà il flusso di denaro che alimenta appalti e ricostruzione, L’Aquila avrà smesso di esistere da tempo e avrà ulteriormente rallentato la crescita e lo sviluppo dell’intero Abruzzo. Ormai quella di Pescara è una resa totale e incondizionata al punto che, nell’indifferenza di tutti, inclusa la maggior parte dei rappresentanti del ceto politico pescarese, neppure le è consentito di trasformare in atti legali la volontà che migliaia di cittadini hanno espresso con un entusiasmo mai misurato in precedenza".

Costantini sottolinea che "per anni mi è stato impedito di portare in Consiglio Regionale la delibera che il 25 maggio 2014 ha consentito ai cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore di scegliere che il loro futuro li vedrà insieme, uniti in un'unica grande città. Ad ogni occasione mi veniva opposto che, se non ci fosse stato qualcosa per L’Aquila, la delibera non sarebbe mai passata". Non è tardata ad arrivare la risposta di un'aquilana doc: la senatrice del Pd Stefania Pezzopane.

“Una classe politica lungimirante - afferma Pezzopane - avrebbe dovuto cogliere le opportunita' di rilancio della ricostruzione. Ma pare invece che molti non abbiano il senso delle dimensioni dei problemi. Il centrodestra al governo della Regione ha fatto di tutto per isolare L'Aquila. Un atteggiamento che ha trovato consensi anche nel centrosinistra. Costantini ne e' solo un amplificatore. Ci sono idee assurde sullo sviluppo dell'Abruzzo. Con i motori accesi della ricostruzione, nel capoluogo di Regione e nei territori colpiti confluiranno ingenti risorse, oltre 10 miliardi, che, se messi bene a sistema, sono in grado di avviare un circuito virtuoso di rilancio globale dell'economia nell'intero Abruzzo. Non mi riferisco solo ai finanziamenti per la ricostruzione, ma anche alle risorse per il polo chimico farmaceutico e per i progetti di sviluppo, per non parlare della protezione adottata nei confronti delle istituzioni culturali con il decreto sul Fus. E' sconcertante che tutto cio' sia considerato un freno per la regione e non un'occasione di crescita”.

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