Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica Pineta Dannunziana / Piazza le Laudi, 11

Cafè Les Paillottes, parte la demolizione degli abusi sul mare. E Acerbo esulta

L'ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista parla di "vittoria della legalità" che restituisce "la vista mare alla cittadinanza in uno dei luoghi storici più significativi della città dannunziana"

E' partita, in piazza Le Laudi, la demolizione degli abusi realizzati sul demanio marittimo relativamente a "Les Paillotes", ristorante e struttura balneare del cavalier Filippo Antonio De Cecco.

Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista parla di "vittoria della legalità" che restituisce "la vista mare alla cittadinanza in uno dei luoghi storici più significativi della città dannunziana. Quegli abusi, come scrisse la Sovrintendenza dandoci ragione, "rappresentano una grave e palese menomazione della fruizione della veduta di costa pescarese" in una zona della città di grande valore storico (Rione Pineta) tutelato dall'art.142 lett. a) d.lgs. 42/2004 per il notevole interesse pubblico del panorama ai sensi del d.m. 13 maggio 1965. Andando verso il mare dall'Aurum o dalla Riserva naturale della Pineta era ed è uno scandalo che la veduta sia stata completamente ostruita". Anche per questo, il Comune "farebbe bene ad abbattere il muro realizzato in Piazzale Le Laudi che contribuisce alla chiusura della vista mare".

LA REGIONE - Acerbo ricorda che, appena eletto il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, "è stata persino approvata alla chetichella una norma ad personam volta a evitare la demolizione che De Cecco ha cercato di utilizzare ma che si è infranta sul parere negativo della Sovrintendenza. Rimane l'amarezza per il fatto che la Regione continua a sfornare norme a favore dell'ampliamento delle costruzioni sulla spiaggia e che il Comune e altri organi dello Stato continuano a evitare di controllare abusi".

LA QUERELLE CON DI CECCO - Nonostante i contrasti tra i due, Acerbo precisa di non aver mai avuto nulla di personale nei confronti di De Cecco, e di aver agito solo nell'interesse della collettività: "Abbiamo condotto una battaglia non contro qualcuno ma a difesa di un bene demaniale, cioè di tutti, sostituendoci alle istituzioni (Comune e Regione) che non si sono neanche costituite parte civile nel procedimento pur essendo tra le parti offese". Tuttavia "il cavaliere Filippo Antonio De Cecco dieci anni fa mi aveva riempito di querele per aver denunciato pubblicamente gli abusi. Ma i giudici condannarono lui dopo una lunghissima vicenda giudiziaria. Ci sono voluti 5 anni dalla sentenza definitiva (2011) per arrivare a questo momento".

LA PROPOSTA SU GUERINO - A questo punto Acerbo rivolge un appello proprio a De Cecco: "Auspichiamo che possa mettere le sue capacità imprenditoriali al servizio della città rilevando lo stabilimento Guerino che il Comune vergognosamente evita di riprendersi nonostante il titolare della concessione lo tenga inscatolato da anni. Purtroppo anche in quel caso la politica appare impegnata più a tutelare amici imprenditori che gli interessi collettivi". Non è la prima volta che l'ex consigliere comunale si occupa di Guerino, sottolineando appunto la situazione di stasi in cui si trova da anni la struttura vicino alla Nave di Cascella.

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