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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Blasioli (Pd): "Inutile l'impegno dei medici per incentivare gli screening oncologici, il calendario Asl è bloccato"

Una "presa in giro" o quanto meno un "paradosso" per il consigliere regionale quanto starebbe avvenendo: un accordo con i medici di medicina generale per far fare gli screening ai loro pazienti, ma nessuna certezza di poterli poi effettuare davvero. "Presenterò un'interpellanza all'assessore Verì"

Positivo l'impegno chiesto dalla Regione ai medici di medicina generale perché spingano i loro pazienti a fare gli screening oncologici per il cancro della mammella, quello della cervice uterina e quello del colon retto, che prevede l'erogazione di una quota maggiorata se almeno il 20 per cento di questi gli esami li fanno entro il 31 dicembre. La domanda che però il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) si pone a fronte di una scelta sensata, è come si possa garantirlo quell'impegno se, riferisce, “il calendario della Asl è bloccato da luglio”. Una cosa di cui, annuncia, chiederà contezza all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì con un'interpellanza.

Quello che si sarebbe attuato sarebbe in sostanza “un paradosso”, afferma l'esponente dem riferendosi all'accordo tra Regione e rappresentanze dei medici di medicina generale sottoscritto a dicembre 2022 e attuato con la delibera 59 del 13 febbraio 2023. Una accordo per cui, ricorda, i medici di medicina generale “sono impegnati a eseguire attività di counseling per sensibilizzare gli assistiti appartenenti alle categorie target che non hanno ancora aderito ai suddetti screening. Un’attività per cui viene riconosciuta l’erogazione di una quota per ogni assistito e che cresce nel caso almeno il 20 per cento dei pazienti si sottoponga all’esame entro il 31 dicembre”. “Peccato – aggiunge - che pazienti e medici di medicina generale debbano fare i conti con un intoppo non di poco conto. Infatti, stando alle segnalazioni che ho ricevuto, il centro screening della Asl di Pescara avrebbe bloccato dal mese di luglio il calendario delle prenotazioni per mancanza di disponibilità”.

Se la scelta di incentivare gli screening “è giusta e auspicabile” perché, prosegue Blasioli, “otre a una funzione salvavita, può permettere inoltre tempestività nelle cure, e presenta anche un vantaggio dal punto di vista economico per la Regione Abruzzo”, quello che però sta accadendo è che a fronte di un accordo giusto che “comunque comporta un impegno non indifferente”, non ci sarebbe la garanzia di farli poi quegli esami.

“Il risultato è che non viene ripagato lo sforzo dei medici di medicina generale, viene reso vano lo sforzo di convincimento e soprattutto si alimenta la sfiducia nel sistema sanitario in soggetti che già hanno mostrato scarsa attenzione nei confronti delle attività di prevenzione. Una vera e propria presa in giro che denota ancora una volta l’inefficienza e il depauperamento del nostro sistema sanitario. Sulla questione – fa sapere e conclude - interpellerò sia la Asl che l’assessore Verì, al fine di arrivare quanto prima ad una risoluzione del problema. Spero che si riescano a capire le ragioni di questo cortocircuito che rappresenta uno schiaffo al sistema della prevenzione”.

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