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Il consigliere regionale Blasioli lancia l'allarme per gli istituti riabilitativi: "Situazione difficile, la Regione deve intervenire"

Il consigliere Pd ha presentato un'interpellanza per la difficile situazione che vivono questi centri di riabilitazione a causa dell'emergenza Coronavirus

Maggiore attenzione per i centri e istituti riabilitativi abruzzesi, duramente colpiti per l'emergenza Coronavirus, e soprattutto applicare la norma del decreto Ristori anche a questa categoria di attività, A parlare è il consigliere regionale Pd Blasioli che ha presentato un'interpellanza al consiglio regionale, sottolineando come alcune delle strutture interessaste sono l’Istituto Don Orione, la Fondazione Paolo VI, la Piccola Opera Caritas di Giulianova e il San Francesco di Vasto.

Anche dopo la fine del primo lockdown, spiega Blasioli, per il rispetto delle norme imposte per evitare il contagio le strutture, già in grave crisi per il calo di prestazioni durante i mesi primaverili, hanno dovuto affrontare nuovi costi fissi per i dpi, per l’igienizzazione, per i trasporti e la sanificazione dell’ambiente, hanno determinato una forte riduzione dei corrispettivi ed un aumento delle spese

Fino ad oggi nulla è accaduto a ristoro di questa situazione, anzi, settimana dopo settimana, il quadro è diventato sempre più pesante e il personale di queste strutture teme che a fine anno possa esserci una forte riduzione. In questa situazione altre Regioni si sono mosse, attingendo alla possibilità prevista dal decreto ristori e in particolare a quella che permette all’articolo 9 di riconoscere alle trutture accreditate destinatarie di budget 2020 fino al 90 per cento del budget assegnato nell’ambito degli accordi e dei contratti”

In Abruzzo, spiega Blasioli, nessuna azione in tal senso è stata fatta oltre ai ritardi accumulati per l'erogazione effettiva delle prestazione svolte. 

Nei fatti, per riuscire ad andare avanti e pagare gli stipendi ai dipendenti ed effettuare le prestazioni, alle strutture basterebbe anche un’anticipazione della spettanza mensile prevista, come peraltro prevede il decreto Ristori mentre, senza interventi, il futuro si presenta a tinte non fosche, ma nere. Alcuni assistiti di questi centri temono per quello che potrà accadere dopo dicembre e la stessa preoccupazione viene avanzata anche dai sindacati che sono ben consapevoli della difficoltà del momento, ma si stanno mobilitando per evitare di trovarsi di fronte a scelte drastiche.  

Il consigliere spiega che si rischia lo stop di realtà che funzionano e sono vicine a migliaia di pazienti in un momento cruciale per la lotta al coronavirus.

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