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L'allarme lanciato da Blasioli (Pd): "Tempi lunghi e costi anche a carico della Regione per la bonifica di Bussi"

Il consigliere regionale del Partito Democratico analizza la sentenza del consiglio di Stato che ha bloccato la procedura di bonifica

Procedure lontane, complesse e un brusco rallentamento che rischia anche di avere costi a carico della Regione Abruzzo. Il consigliere regionale del Pd Blasioli interviene in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che di fatto ha bloccato e annullato il bando di gara che prevedeva l'avvio dei lavori nelle aree ex 2Ae 2B da parte di Edison. Una sentenza che rischia ora di paralizzare l'avvio delle operazioni di rimozione dei rifiuti inquinati dal sito, e che era stata accolta da molte forze politiche (fatta eccezione per Pd e 5Stelle) come la panacea di tutti i mali spiega Blasioli, che invece vuole fare chiarezza sulla situazione attuale, aggiungendo di chiedere anche un incontro con Marsilio e Sospiri per illustrare la difficile situazione che si sta venendo a creare

"Il 25 giugno 2021 il Ministero della transizione ecologica convoca la Regione Abruzzo, il Comune di Bussi, l’Arta, la polizia provinciale e l’Ispra per illustrare le fasi successive alla sentenza del Consiglio di Stato. La sentenza del Consiglio di Stato n. 4531/2021 ha caducato l’annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione della bonifica delle aree del cd. Progetto Goio, realizzata con 45 milioni di fondi pubblici, ma questa sentenza non è il via libera per i lavori di bonifica, e anzi lo scenario che si apre è molto lungo e tortuoso e nessuno dei partecipanti ha ritenuto di doverlo spiegare agli abruzzesi, che continuano a vivere nella speranza imminente della bonifica."

Nel verbale si individuano i percorsi burocratici da avviare, che ora prevedono tempi lunghi, fino a sei mesi o un anno per una nuova valutazione per arrivare al contratto con Dec Deme per poi passare alla progettazione esecutiva, con costi completamente a carico di Edison, ma che prevedono la possibilità che tali somme vengano anticipate dalla Regione:

"L’appalto a Dec Deme è stato infatti aggiudicato per la somma di 33 milioni per la completa rimozione dei rifiuti e dei terreni, ma sul punto balza subito agli occhi che lo stesso progetto presentato da Edison per la sola rimozione dei rifiuti (prima parte della bonifica, secondo le modalità richieste da Ispra e Arta) si stimava un importo di €. 45.800.000,00 a cui aggiungere successivamente, dopo l’analisi di rischio, la quantità di terreno inquinato fino al raggiungimento della CSC (concentrazione soglia di rischio).

Il progetto depositato da Edison in data 28 aprile 2021, invece, costerà €. 45.880.000,00 per la rimozione di solo 133.000 mc. di rifiuti a cui dovranno aggiungersi a parte, le quantità di terreni da rimuovere secondo la successiva analisi di rischio."

Secondo Blasioli, la scelta del ricorso è incomprensibile ed è un atteggiamento autolesionistico quando Edison stava iniziando la bonifica:

"Dalla sentenza del Consiglio di Stato che molti hanno accolto come la panacea di tutti i mali,  in realtà deriva il rischio fondato che possano derivare spese ingenti a carico del bilancio della Regione, se non addirittura l’impossibilità di eseguire la bonifica e comunque, nella migliore delle ipotesi, ancora 7/10 anni per il completamento della bonifica delle ex aree 2A e 2B, il tutto a vantaggio del soggetto inquinatore che si troverà ad affrontare nuovamente questa problematica forse tra dieci anni e a danno dell’ambiente che vedrà ritardare la propria bonifica che era pronta a partire"

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