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Legge di bilancio, bocciatura totale del centrosinistra: "Nessuna reale emergenza affrontata e nessun confronto: si naviga a vista"

I consiglieri regionali rivendicano il loro senso di responsabilità nell'aver evitato, sottolineano, che si finisse in esercizio provvisorio e le poche cose buone contenute nella finanziaria sarebbero frutto delle proposte arrivate dall'opposizione, ma su caro bollette e spopolamento, denunciano, neanche un rigo

Se si è arrivati ad approvare il bilancio senza finire in esercizio provvisorio è per “la responsabilità delle opposizioni” a fronte di un documento che il centrosinistra boccia nel metodo e nei contenuti e perché non sarebbe stato frutto di alcun confronto e perché le vere emergenze della regione, a cominciare dalle difficoltà delle famiglie nell'affrontare il cosiddetto caro bollette per arrivare al problema dello spopolamento, non vengono affrontati.

Questa in estrema sintesi la posizione espressa dal capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci, i consiglieri regionali del partito Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci e Antonio Blasioli, il consigliere regionale della lista Legnini presidente Americo Di Benedetto, la consigliera regionale del gruppo misto Marianna Scoccia e il consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani.

“Il documento ci è giunto il 29 dicembre con zero confronto e con poche ore per poterci ascoltare”, dichiara Paolucci lamentando anche il mancato confronto della maggioranza di centrodestra con le parti sociali. “Questo ci fa dire – aggiunge - che è un bilancio che segue il 'metodo Meloni: tanta confusione si naviga a vista”.

“Nonostante questo oltre alla nostra responsabilità che si misura con l'aver evitato l'esercizio provvisorio, alcuni obiettivi sono stati raccolti dalla maggioranza dopo che l'opposizione ha voluti sottoporli alla sua attenzione più volte. Parlo dei 5 milioni destinati alle famiglie, delle ulteriori risorse destinate alle piccole e medie imprese artigiane, di alcuni stanziamenti in favore delle onlus e per i malati oncologici seppur ancora molto insufficienti come per la vita indipendenza. Misure che ci dicono che il contributo delle opposizioni è stato significativo”.

Totalmente negativa anche la valutazione sulle emergenze reali che sono state, incalza Paolucci, “sostanzialmente ignorate. Abbiamo un calo di 56mila abitanti, una migrazione dei giovani tra i 15 e i 31 anni che è tre volte sopra la media del Paese tanto che 30mila giovani sono andati via e abbiamo anche 20mila occupati in meno. Nel bilancio pluriennale e in quello annuale non c'è neanche un'analisi di questo problemi. Non vengono neanche scritti e dunque neanche minimamente affrontati”. Per Paolucci così come tutto il centrosinistra dunque una bocciatura tour court che mostra “un centrodestra che quando era all'opposizione chiedeva confronti e che quando è in maggioranza lo delega o lo relega ad appena 12 ore”.

Di Benedetto si sofferma invece sul tema sanità che, ricorda, incide all'80 per cento sulle attività del consiglio e che invece “in Abruzzo non funziona e questo è sotto gli occhi di tutti come la bizzaria di una rete ospedaliera senza collegamento con i servizi territoriale”. Dalle infinte liste d'attesa ai disagi dei pronto soccorsi fino alla tanta mobilità passiva e la scarsa mobilità attiva, conclude, quello della sanità “è un tema da affrontare o siamo carenti nella parte istituzionale che siamo chiamati a difendere come Regione Abruzzo e su questo nei prossimi mesi daremo battaglia”.

Per tutti si tratta quindi di “un documento calato dall’alto, che non affronta e non incide sui veri problemi dell’Abruzzo” che tra l'altro non porta avanzi “nessuna azione degna di nota rispetto a nuove politiche industriali regionali da mettere in campo per affiancare gli strumenti nazionali e sostenere la ripresa dell’economia e dell’industria, in cui il comparto dell’automotive, che sostiene le esportazioni abruzzesi, ha fatto registrare una brusca frenata”

Per il centrosinistra nel documento non ci sarebbe quindi nessuna programmazione sanitaria così come sarebbero stati cancellati i fondi per la riduzione delle tasse pari a 80 milioni per il prossimbo biennio. La mannaia peggiore si sarebbe abbattuta sul sociale con tagli fatti anche, proseguono i consiglieri, sugli investimenti per le politiche del lavoro e formazione professionale. A diminuire anche, proseguono, gli stanziamenti per gli investimenti sulla tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali, per l’edilizia residenziale pubblica e per la tutela e valorizzazione della risorsa idrica. “Di contro, aumentano per circa 3 milioni le spese per gli organi istituzionali, in cui ci sono i costi anche della figura del consigliere personale giuridico, che il presidente Marsilio e la sua giunta hanno introdotto, come se non bastassero le strutture regionali e, in questo caso, l’avvocatura regionale a sostenere l’azione amministrativa – denunciano -. Anche sul traporto pubblico si taglia, poiché nella seduta del consiglio regionale è stato approvato un provvedimento per il riconoscimento di un debito nei confronti della Tua, confermando le nostre preoccupazioni e la bontà della nostra battaglia per il ripristino delle risorse cancellate nel passato al fine di assolvere correttamente agli obblighi contrattuali precedentemente assunti con concessionari e contrattisti dei servizi Trasporto pubblico locale”.

L'occasione quindi per rivendicare il ruolo avuto per far sì che fosse approvato un fondo per il sostegno alle famiglie contro il caro-energia, fosse rifinanziata la legge regionale per gli artigiani al fine di favorire la creazione d'impresa, fosse decisa l'esenzione Irap per le onlus, fossero stanziati nuovi fondi per i malati oncologici e per la vita indipendente e per essere riusciti ad ottenere l'approvazione di un ordine del giorno per la creazione di un fondo in favore di quelle famiglie con bassi redditi proprietarie di case in strutture Aer che non hanno la possibilità di contribuire alla quota necessaria per l’efficientamento energetico e sismico degli edifici attraverso il superbonus, in seguito al mutamento dell’agevolazione dal 110 per cento al 90 per cento.

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