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Dopo il no alla bandiera di Israele davanti alla Regione Italexit si rivolge al Comune: "Non fate lo stesso errore"

L'appello è stato lanciato da Marius Creati di italexit Chieti - Pescara che chiede all'amministrazione comunale di non esporre eventualmente la bandiera di Israele davanti a palazzo di città come invece avvenuto davanti alla sede della Regione Abruzzo

No alla possibile esposizione della bandiera di Israele davanti al Comune di Pescara. A dirlo Marius Creati, di Italexit Chieti - Pescara che interviene riprendendo la polemica sollevata sempre da Italexit in merito all'esposizione della bandiera davanti alla sede della Regione Abruzzo all'Aquila, decisione contestata dal partito di Paragone che si era rivolto direttamente a Marsilio per chiederne la rimozione:

Il coordinatore di Italexit Marius Creati evoca il buon senso e alla conservazione della neutralità politica, in linea con le dichiarazioni già riportare del commissario regionale Massimo Pietrangeli sulla rimozione della bandiera israeliana dalla sede del palazzo della Regione, sinonimo di inconciliabile fidelizzazione platonica verso un governo sionista di estrema destra fortemente contestato dallo stesso popolo israeliano, da intellettuali di rilievo e figure religiose imponenti. Marius Creati ha rilasciato la seguente dichiarazione:
 
"Il primo pensiero verte sul concetto di incolumità nei confronti dei concittadini e della provincia pescarese, i quali in primis devono sentirsi protetti e sicuri all'interno delle proprie comunità. Non nego che la situazione israeliano-palestinese, con il concomitante conflitto in corso, desti preoccupazione per l'eventuale ripercussione terroristica sui territori occidentali. Pescara è una piccola città influente, fortemente frequentata da gruppi etnici di variegata natura religiosa, ragion per cui immagino che conservare un atteggiamento solidale verso le popolazioni coinvolte direttamente, sia israeliane e sia palestinesi, si allinei con il concetto di pace fortemente sentito nel mondo, e allo stesso tempo il custodire l’enfasi della neutralità sia il giusto modo per evitare l'insorgere di malcontento e di azioni recriminatorie pericolose. 
 
Sappiamo che il campanilismo politico spinga all'unità nel momento della necessità, ma al momento la città necessita solo di conservare la propria tranquillità. Esporre il vessillo dello Stato israeliano sul ciglio della sede della Regione -da parte del Presidente della Regione Marsilio- è già di per sé un'azione pericolosa per la salvaguardia dell’intero territorio regionale, nonché contraddittoria se si auspica ad una soluzione pacifica del conflitto in atto. Probabilmente un gesto avventato e non interpretato in ogni possibile esternazione. Ma l’istigazione attraverso forme di eventuali fidelizzazioni platoniche non giustificate certamente non sono sostenitori della tregua, né garanti dell'incolumità dei cittadini abruzzesi. "

Creati ha aggiunto che in linea con la volontà di perseguire la pace, il popolo abruzzese e pescarese si discosta da ogni atteggiamento aleatorio che possa far pensare diversamente:

"Gli abruzzesi non sono complici di reti globali sioniste, né simpatizzanti di attacchi terroristici di qualunque tipo, né sostenitori di conflitti sanguinosi programmati sulla scia di soluzioni pacifiche ideologiche. Noi siamo assolutamente vicini alle popolazioni martoriate che nelle zone della striscia di Gaza stanno vivendo l’incubo di un fratricidio tra popoli concomitanti. Ragion per cui esorto il nostro sindaco Carlo Masci dall'evitare qualunque eventuale gesto di complicità in assonanza regionale, come quello di issare la bandiera israeliana alle porte del Comune di Pescara, che emuli le gesta avventate del presidente della Regione a titolo di una costante salvaguardia cittadina e a fronte del prodigarsi sostenitori della pace tra i popoli."

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