Politica Colli / Via di Sotto

Autovelox in via di Sotto, il Pd: "La giunta Masci porta in tribunale i cittadini che hanno fatto ricorso"

Il Partito Democratico segnala come il "il Comune sia stato sconfitto in altri giudizi e condannato anche a pagare le spese legali"

Tiene ancora banco la questione dell'autovelox di via di Sotto a Pescara che tante "vittime" ha mietuto nei mesi scorsi.
Questa volta è il Partito Democratico a intervenire.

Il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Piero Giampietro, e il consigliere regionale Antonio Blasioli, danno notizia dell'arrivo di «altre sentenze contro l’autovelox-bancomat a 30 chilometri orari di via di Sotto, e questa volta i giudici di pace stanno condannando il Comune di Pescara anche al pagamento delle spese legali sostenute dai cittadini».

«Un pasticcio che si aggrava sempre di più», sottolinea Giampietro, «e chiunque ci metta il naso giunge alle stesse conclusioni, a partire dalla direzione sicurezza stradale del ministero delle infrastrutture, che a maggio aveva scritto al sindaco rilevando la inadeguatezza dello strumento scelto. La brutta notizia però è che di fronte a errori così evidenti, la giunta Masci e tutti i partiti che la sostengono si stanno intestardendo, e stanno votando all’unanimità di impugnare le sentenze per portare i cittadini in tribunale: in questo modo stanno esponendo l’ente a un ulteriore e lungo contenzioso con centinaia di famiglie pescaresi. Abbiamo sempre detto che se l’obiettivo fosse stato solo l’incremento della sicurezza di via di Sotto, obiettivo assolutamente condivisibile, si dovevano introdurre prima i rialzi della carreggiata che costringono le automobili a rallentare, come è stato d’altronde fatto in primavera in Via di Sotto ma solo dopo le proteste dei cittadini, in ritardo e in maniera forse insufficiente».

Poi Giampietro aggiunge: «A conti fatti questo autovelox ha punito sostanzialmente quelle persone che chiedevano sicurezza, multate mentre uscivano di casa: delle 22 mila sanzioni, quasi 15 mila sono state elevate nei confronti di chi ha superato il limite di velocità fino a 10 chilometri orari. La sicurezza stradale si persegue fra le altre misure con la prevenzione, potenziando i trasporti pubblici e l’illuminazione delle nostre strade, ma certo non con un autovelox-bancomat ingiusto».
Questo aggiunge Michela Di Stefano, portavoce del coordinamento di cittadini nato dopo l’installazione dell’autovelox-bancomat: «La testardaggine di pochi amministratori si sta ripercuotendo nella vita quotidiana di tante persone le prime sentenze del giudice di pace condannano il Comune non solo ad annullare le multe, ma anche al pagamento delle spese legali. La giunta comunale invece non accetta la sentenza e ricorre al tribunale civile: invece di annullare le multe e ammettere l'errore persevera intasando la giustizia, affaticando gli automobilisti multati costringendoli a ulteriori spese legali e perdita di tempo, allungando la catena burocratica perché comunque vada pagano i cittadini. E così il Comune mette tre volte le mani nelle tasche dei pescaresi, perché anche le azioni legali del Comune sono pagate con i soldi delle nostre tasse. Sarebbe auspicabile chiedere alla Corte dei Conti se tutto ciò è legittimo».

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