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Terme di Caramanico, la replica di Testa (deputato FdI): "Tempistiche di gara in linea con la norma"

Il deputato abruzzese di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, interviene per chiarire alcuni aspetti relativi alla gara sulle Terme di Caramanico andata deserta. "La mancanza di offerte per l'acquisto dell'immobile e il concessionario delle sorgenti termali vanno considerati in maniera distinta".

«E' giusto che un consigliere regionale, anche di opposizione, stia come si suol dire 'sul pezzo' ma occorre essere sempre ben informati. Ad Antonio Blasioli, da sempre particolarmente appassionato alle sorti delle terme di Caramanico, tocca dire questa volta che non deve ostinarsi a voler incrociare binari che viaggiano paralleli. Non c'è, infatti, alcun collegamento diretto tra il concessionario delle sorgenti termali e l'acquirente e futuro gestore dell'immobile di Caramanico». E' quanto afferma il deputato abruzzese di Fratelli d'Italia Guerino Testa, con l'intento di chiarire alcune delle principali questioni sollevate dal vice presidente del Consiglio regionale. 
«Intanto, l'iter di gara, ad opera di Areacom, è durato otto mesi, perfettamente in linea con i nove mesi massimi previsti dal codice dei contratti», precisa. «Va evidenziato come le tempistiche di verifica attivate post gara non dipendano né da Areacom né dalla Regione Abruzzo, in quanto i relativi riscontri devono pervenire da enti terzi: l'intervallo di tempo necessario tra l'attivazione e gli esiti delle verifiche non può essere strumentalizzato per giustificare la mancanza di offerte di acquisto di un immobile privato sottoposto a curatela fallimentare. Sono due cose nettamente distinte che viaggiano, appunto, su binari paralleli. Per essere ancor più chiari, l'acquirente del predetto immobile, dovrà rivolgersi al concessionario per acquistare l'acqua da utilizzare nell'impianto termale e i due soggetti non devono necessariamente coincidere. Quanto al prezzo di vendita, va precisato che è stimato tenendo in considerazione un impianto al massimo delle sue potenzialità e a pieno regime cosa che, invece, oggi non avviene anche perché la struttura in questione deve essere oggetto di risanamento e ristrutturazione. Conseguentemente le aste rischiano di andare sempre deserte pur avendo assegnato ora la concessione per lo sfruttamento delle acque termali. Tutto ciò premesso, come si fa ad affermare che il tempo necessario per assegnare la concessione pubblica fa andare deserta un'asta privata? Forse Blasioli è in grado di spiegarcelo, o forse no e in tal caso farebbe bene a sostenere il rilancio delle terme in maniera proattiva», conclude Testa. 

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