Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Da museo ad Art Hotel: sul cambio di destinazione d'uso dell'ex Fea il vicepresidente Blasioli (Pd) chiede chiarimenti

La delibera di modifica approvata nell'ultimo consiglio comunale della prima consiliatura a guida Carlo Masci arriva in consiglio regionale con un'interrogazione dell'esponente dem che alla Regione, proprietaria dell'area, chiede se nuovo progetto sia compatibile o meno con il bando iniziale

Arriva in consiglio regionale il cambio di destinazione d'uso dell'ex Fea su cui aspro è stato il confronto in consiglio comunale quando è stata approvata la variazione del progetto che da museo, hanno denunciato le opposizioni, si è trasformato in albergo senza che vi sia stata alcuna condivisione con la città. Un Art Hotel quello che sarà realizzato contro cui si è scagliata anche la sezione locale di Italia Nostra che ha parlato di "privatizzazione della rivera nord".

A interrogare la Regione sul se il nuovo progetto sia compatibile con il bando iniziale dell'affidamento al privato dell'area sarà mercoledì 26 giugno il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) a Palazzo dell'Emiciclo.

La delibera è stata discussa ad aprile nell'ultimo consiglio comunale della prima giunta Masci scatenando non poche polemiche. Nel corso della seduta sono stati due i tentativi di bloccarla per approfondirla, ma alla fine l'atto con cui si è decisa la modifica della destinazione d'uso e dell'altezza della struttura principale, quella appunto ora destinata a diventare Art Hotel, è passata con il sindaco Carlo Masci, riconfermato alla guida della città nella tornata elettorale dell'8 e il 9 giugno, che alle opposizioni aveva contestato la continua politica del “no” a fronte di un'amministrazione che al contrario stava anche con quell'atto, dando una risposta alla città che di strutture ricettive ha bisogno. 

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Il nodo della questione per Blasioli è però nella rispondenza tra il bando iniziale e quel progetto alla fine approvato e che ora il privato dovrà realizzare in un'area, quella dell'ex Fea, la cui proprietà resta in capo alla Regione e su cui lo scontro in Comune si è animato non tanto per la decisione di farne un albergo, quanto sulla mancata condivisione di una scelta importante che interessa un'area strategica della città. Poteva dunque, questo il senso dell'interrogazione che arriverà in consiglio regionale, essere modificato quel progetto iniziale che invece di un museo ora vedrà la costruzione di un Art Hotel a quattro piani con area espositiva nella hall e la costruzione di una spa? 

Un dibattito nel quale sin da subito è intervenuta anche Italia Nostra chiedendo di aprire una discussione su quella delibera che per l'associazione non sarebbe altro che l'ennesimo tentativo di privatizzazione della riviera nord così come si sarebbe tentato di fare con la delibera su0l'aumento delle cubature su cui proprio l'associazione ha fatto ricorso al Tar (Tribunale regionale ammi0nistrativo). Una delibera “bloccata” dalla sentenza che lo stesso tribunale ha espresso in favore dei residenti di via Oberdan che si sono opposti alla costruzione di un nuovo “palazzone”.

Se dunque l'ex Fea va riqualificata e su questo tutti sono d'accordo, sull'iter seguito per arrivare al progetto attualmente approvato c'è chi esprime dubbi. Tra loro c'è anche il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli che risposte le chiederà il 26 luglio con la sua interrogazione. 

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