Arresti per gli eventi del Comune, l'affondo del M5S: "Decapitati i vertici del Pd pescarese"

Ai domiciliari sono stati ristretti gli ex assessori Giacomo Cuzzi e Simona Di Carlo, il segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio e gli imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa

Non si è fatto attendere il commento da parte dei consiglieri comunali del M5S di Pescara riguardo agli arresti eseguiti questa mattina, giovedì 9 luglio, dalla guardia di finanza per l'inchiesta relativa all'organizzazione degli eventi del Comune.
Ai domiciliari sono stati ristretti gli ex assessori Giacomo Cuzzi e Simona Di Carlo, il segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio e gli imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa.

«Lo abbiamo detto da tempo», si legge in una nota del gruppo consiliare pentastellato, «sin da quando, un anno fa, la notizia dell’apertura delle indagini nei confronti dell’ex assessore Cuzzi riempiva le pagine dei giornali locali nei giorni in cui veniva affidata al Pd la presidenza della commissione Controllo e Garanzia del Comune di Pescara. Organo chiamato a vigilare sulla trasparenza degli atti amministrativi, anche quelli ereditati dalla passata legislatura, e che a nostro avviso doveva essere affidata per questo a chi poteva dare garanzie di obiettività, piuttosto che a qualcuno che aveva contribuito a quegli atti». 

«Lo abbiamo detto da tempo. Anche quando, durante la scorsa consiliatura», aggiunge il capogruppo Erika Alessandrini, «attaccavamo l’allora maggioranza di centrosinistra per denunciare i costi esorbitanti di eventi e manifestazioni, che oggi anche la Procura mette al centro delle sue valutazioni. Quello che a noi rimane è il giudizio politico di una gestione scriteriata della cosa pubblica, che oggi si abbatte sull’intero vertice del Pd pescarese, coinvolgendo il capogruppo in consiglio comunale, Giacomo Cuzzi, e il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio».

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«La notizia di oggi restituisce giustizia a quanto accaduto in consiglio comunale nel dicembre scorso»,  concludono i consiglieri Paolo Sola, Giampiero Lettere e Massimo Di Renzo, «quando di fronte alla parola indagati, pronunciata dalla nostra capogruppo Alessandrini riferendosi al Pd pescarese, un coro di insulti e invettive si alzò nei suoi confronti da parte di un centrosinistra evidentemente incapace di ascoltare parole di verità, e con un centrodestra compiacente che in quel momento, invece di sostenere chi parlava di realtà e fatti di cronaca, si alzava e usciva dall’aula mostrando solidarietà a chi oggi è agli arresti domiciliari».

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