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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Area di risulta, Sospiri: "Nessuna cementificazione, ma la più grande opera ambientale pubblica di bonifica"

Il presidente del consiglio regionale rivendica la legittimità di mettere "a terra" un progetto atteso da oltre vent'anni e che ha visto fallire le precedenti amministrazioni difendendo la volontà di realizzare nel grande spazio centrale la sede unica della Regione che occuperà "una porzione risicata della superficie" a fronte di un parco centrale di 6 ettari

Quella che si realizzerà sull'area di risulta è la più grande opera ambientale di bonifica mai vista in città. Ne è certo il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che ieri, dopo aver ascoltato gli interventi di tutti coloro che al consiglio comunale straordinario sull'area di risulta hanno preso la parola ribadendo la contrarierà al progetto portato avanti dall'attuale maggioranza, ha spiegato le ragioni sul perché la sede della Regione la si realizzerà proprio in quello spazio replicando a tutte le proposte alternative avanzate sottolineandone l'impraticabilità emersa ogni qual volta una di queste la si è provata ad attuare.

Due per Sospiri le certezze sul lavoro che si sta portando avanti. La prima proprio che si tratterà di una grande bonifica ambientale che interesserà 8 dei 13 ettari di cui si compone il grande spazio antistante la stazione ferroviaria. La seconda che il parco centrale ci sarà e occuperà 6 degli ettari dell'area di risulta. Un quadro nel quale si inserisce il palazzo della Regione su cui ampio è stato anche l'intervento del sindaco Carlo Masci e che, ha tenuto a sottolineare Sospiri rispondendo a chi accusa il centrodestra di voler cementificare l'area, che al palazzo saranno riservati “solo 4mila metri quadrati su 13 ettari” ovvero “una porzione risicata della superficie” assicurando che “ogni altro approfondimento lo porteremo avanti quando approveremo in Consiglio regionale l’accordo di programma tra Regione Abruzzo e Comune di Pescara”.

Il presidente del consiglio regionale ha quindi sottolineato che il primo lotto di lavori che interesserà gli 8 ettari su cui si realizzerà il parco centrale che ne prenderà sei, è possibile grazie ai fondi lasciati dall'ex giunta D'Alfonso e che per portarlo avanti sono già iniziate le caratterizzazioni per la bonifica allo scopo di rimuovere i rifiuti lasciati dalle ferrovie. “In alcuni punti scenderemo sino a 3,5 metri di profondità, ed è fondamentale perché ritengo che il grande parco debba sorgere su un sito che non sia una discarica” spiegando così il perché della definizione di "grande opera di bonifica ambientale". A D'Alfonso, pur riconoscendo le capacità amministrative, Sospiri ha però fatto notare come nonostante tutto, neanche lui sia riuscito a giungere alla realizzazione della sede unica della Regione replicando anche su quella City pianificata dal centrodestra e che per il parlamentare, ha detto nel suo intervento, era stata la giusta “intuizione” dell'opposizione che andrebbe ripresa perché, ha sostenuto, realizzabile.

Non sarebbe così per Sospiri che nel sottolineare che “la Regione ha esperito diversi tentativi nei quadranti non centrali della città”, ha ricordato proprio la City definendola una “epopea”. “da allora – ha aggiunto - le aziende proponenti l’insediamento sono parzialmente modificate, ci sono ancora strascichi giudiziari e la Regione aveva anche sottoscritto un’intesa”. L'occasione anche per sottolineare la differenza di valore nella volontà di realizzare un'opera interamente pubblica rispetto ad una privata. Tema questo su cui molto ha insistito anche il sindaco che di partecipare a “riffe” sui terreni che “improvvisamente crescono di valore” non ha alcuna intenzione di pensare.

Sul tavolo sono state portate altre proposte già valutate nel tempo come quella del centro vaccini al confine tra Pescara e San Giovanni Teatino nel quartiere Fontanelle, ma in quel caso, ha ricordato Sospiri, la disponibilità è stata ritirata. Sull'ex sede Fater, ovvero palazzo Fuksas di cui si è anche parlato, il presidente del consiglio regionale ha ricordato come questa sia stata giudicata “inidonea per carenza del solaio e per incapacità di contenimento termico”. Quindi l'ex Cofa che “non era sufficiente” e l'esistente nel quadrilatero di via Passo Lanciano, “ma anche quello non bastava”.

Il punto fermo che resta è dunque che “Pescara ha bisogno di una sede vera della Regione visto che per Statuto fondativo la nostra città è sede di alcuni uffici regionali oltre che di alcuni assessorati e questa realtà non è mai stata in discussione”. La conclusione più logica è stata quindi di localizzare la sede unica nell'area di risulta. Un progetto con il quale, ha detto ancora Sospiri, “chiudiamo una narrazione di 22 anni in cui tutte le amministrazioni che si sono susseguite hanno tentato di realizzare la riqualificazione delle aree di risulta e la costruzione della nuova sede della Regione”.

“Aveva iniziato il sindaco Carlo Pace, mettendo sul tavolo ogni genere di proposta, pubblica, mista pubblico-privata, parcheggi interrati, semi interrati, silos. Poi le due consiliature del sindaco D’Alfonso che non è riuscito, suo malgrado, a trovare la quadra; poi il sindaco Albore Mascia che ha affrontato il tema della sede della Regione con la City, e non è riuscito a chiudere il dossier delle aree di risulta; poi l’amministrazione del sindaco Alessandrini che ha tentato di riprendere le analisi dei precedenti dossier. Oggi – ha ribadito - tocca a noi e dopo 22 anni riteniamo legittimo tirare le somme. Il primo risultato sarà bonificare 8 ettari di terreno e dotare la città di un Parco centrale di 6 ettari; sui parcheggi, personalmente non me la sento di impoverire il patrimonio di sosta odierno, dunque numericamente restano quelli di prima. Meglio la leva privata? Non credo – ha concluso Sospiri -. Bene la presenza di un grande edificio pubblico come importanza non per dimensioni. E basta parlare di colata di cemento o di palazzo mastodontico se è un progetto che ancora va disegnato, la Regione farà però un investimento che resterà nel tempo”.

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